sabato 11 agosto 2012

Reincarnazione




Il concetto di reincarnazione offre una spiegazione alternativa affascinante riguardo alle origini dell'uomo e al suo destino. 
Per i credenti nella reincarnazione impera la legge del karma. 
          E' una legge che definisce la consequenzialità delle esperienze di una vita in funzione delle azioni passate.

         E' importante non considerare questa come una legge punitiva. Questo concetto sarebbe castrante e molto limitante e avrebbe su di noi lo stesso effetto della paura dell'inferno, spaventapasseri sventolato da numerose religioni. Dobbiamo invece considerarla come una possibilità, offerta alle Anime in corso di evoluzione, di proseguire il proprio cammino evolutivo compensando gli errori passati. 
La reincarnazione sembra dare speranza per la continuazione dell'esistenza della persona, che può nelle vite successive avere maggiori possibilità di conseguire la liberazione. Appare come una fonte di conforto specialmente per coloro che cercano liberazione sulla base delle proprie possibilità interiori. D'altra parte, la reincarnazione è un modo per liberarsi dalla preoccupazione del giudizio finale da parte di un Dio imparziale, e dalle conseguenze eterne che avrebbero le proprie azioni se ci fosse una sola esistenza da vivere in questo mondo.

 In Grecia, orfismo e pitagorismo inserirono la dottrina della trasmigrazione delle anime in un quadro cosmologico che prevedeva un tempo ciclico per l'universo; su questa linea si mosse Platone, che concepì le successive reincarnazioni come necessarie per espiare una colpa originaria, di modo che all'anima fosse concesso di ritornare nel mondo delle idee, in uno stato di eterna e immutabile beatitudine, conseguita mediante la contemplazione della verità. Lo gnosticismo vide nella metempsicosi un mezzo necessario all'anima, oltre che per espiare le colpe, per sviluppare la capacità latente di aprirsi alla gnosi totale. Tracce di dottrine reincarnazioniste si trovano anche in alcuni scrittori cristiani delle origini: san Giustino parla di preesistenza dell'anima e di necessarie sue esistenze future, mentre Origene inserisce la convinzione della preesistenza delle anime nel contesto dell'universale apocatastasi o ricostruzione dell'universo. Nel giudaismo, la metempsicosi è ammessa in varie forme solo in alcune correnti della qabbalah e del chassidismo. In età moderna, richiami alla metempsicosi si hanno in G. Cardano, B. Te­lesio, G. Bruno e nei seguaci delle diverse sette teosoficheantroposofiche e spiritistiche.



In ogni caso Il rapporto tra cristianesimo e reincarnazione è un problema controverso che ha da secoli interessato molti uomini per motivi e scopi diversi.

Negli ultimi anni, ad esempio, molte sette religiose, soprattutto con l'affermarsi della cultura new age, si sono interessate al fenomeno per rilanciare nuove idee e dar credito ad altre. 
Inoltre la credenza della trasmigrazione delle anime, presente anche in altre aree culturali, oggi sortisce maggiori effetti poiché si conoscono discretamente anche le altre religioni e per questo c'è più interesse ad accomunare e mettere a confronto fedi diverse. 

Il dubbio dell'esistenza di questa interconnessione nasce forse da considerazioni che devono innanzitutto essere calate in un contesto storico. 
All'epoca delle prime comunità cristiane il mondo greco-romano era intriso di teorie orfiche, pitagoriche e platoniche (la dottrina del platonismo aveva introdotto il concetto di metempsicosi secondo cui l'anima è soggetta a reincarnazione). 

Personalmente penso  che l’universo fisico non sia quello che sembra essere, visto che in base alla Fisica Quantistica la sua stessa esistenza dipenderebbe dalla nostra osservazione. I Fisici parlano di elettroni, o di eventi che potenzialmente possono esistere, piuttosto che di reali entità fisiche, sì che ci sono varie possibilità, almeno finché qualcuno sta a guardare l’Universo, che un determinato evento si realizzi oppure no. In tal modo, potrebbe essere che la coscienza non sia il sottoprodotto di un cervello fisico ma sia davvero un’entità separata nell’universo che ha un grande impatto su tutto l’universo. Addirittura c'è chi pensa che, a livello quantico, la coscienza possa influenzare il cervello fisico.

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