sabato 29 settembre 2012

Fisica quantistica e spiritualità



La fisica quantistica , a differenza di quella classica,  comprende la possibilità della spiritualità, secondo quanto sostenuto da millenni da molte filosofie soprattutto orientali.
La fisica quantistica da un senso alla vita.
Prima dobbiamo vedere come la fisica classica ci conduce, invece, proprio nella direzione 
opposta, nel non avere in considerazione alcuna forma di spiritualità . La fisica classica sembra voler mantenere fuori dall’equazione sia ogni genere di mente o coscienza dell’osservatore sia ogni tipo di spiritualità. 
Essa è realmente basata su un punto di vista materialistico. 
Le applicazioni della fisica quantistica sono molteplici anche nel campo delle relazioni umane e della seduzione.

La fisica quantistica afferma che perfino la materia stessa non è materialistica: che  non possiamo 
capirla in modo puramente  materialistico. 
Nella fisica quantistica tutto é possibilitá, possibilitá di scelta da parte della coscienza.
La coscienza é il fondamento dell’esistenza, la coscienza é 
possibilitácosapevolezza di scienza e di gioia suprema.

Cominciando dagli studi sulle energie, prodotti da 
Nicola Tesla, considerato da molti uno dei precursori della fisica quantistica, per poi passare a quelli di Max Planck scopritore di una costante fondamentale per calcolare l’energia dei fotoni e di Albert Einstein con la sua innovativa teoria sulla relativitá, ci avviciniamo all’era moderna dove nuove scoperte hanno cominciato a mettere in discussione le visioni materialistiche dettate dalla “scienza attuale“.
Molti scienziati, biologi cellulari, medici, fisici e ingegneri iniziano a condividere e a diffondere le teorie e le scoperte della fisica quantisticaper spiegare fenomeni e trovare soluzioni in un modo completamente differente rispetto a quello che é stato adottato fino ad oggi.

Partendo dal presupposto che sono le energie prodotte dalle nostre convizioni, dai nostri pensieri positivi o negativi, dai nostri sentimenti a creare la reltá, tutti abbiamo il dovere di approfondire, sperimentare, ricercare e verificare quale sia la strada giusta da seguire.

La fisica quantistica postula che ci deve essere qualcos’altro  fuori dalla materialità,  ed è qualcosa che noi non possiamo osservare realmente, ma le sue conseguenze sono osservabili. Ed al fatto che noi non possiamo osservare, nella fisica quantistica viene dato un altro nome. Qualche volta è chiamato psi, o è chiamato funzione d’onda quantica, o è  chiamato amplitudine d’onda quantica,  o vettore di stato  quantico. Ha molti nomi differenti ma essenzialmente si riferisce a qualcosa che è invisibile, che è un campo di possibilità piuttosto che un campo di attualità come, per esempio, lo è un campo magnetico. Noi, per  esempio, possiamo vedere un campo magnetico spargendo della limatura di  ferro intorno ad un magnete. 
Non possiamo vedere il campo di possibilità che è fuori dallo spazio. Tutto ciò che possiamo fare è osservare le sue conseguenze nel tempo. Noi osserviamo facendo un certo numero di esperimenti. Noi vediamo che c’è una sorta di 
principio guida attraverso il tempo che esprime le cose che vediamo in natura. 
Ma non lo vediamo come non possiamo  vedere un campo magnetico. E, nondimeno, crediamo che questo campo (magnetico) sia reale ed esista in qualche modo. Ma esso non è un campo reale che noi possiamo afferrare. Così, il campo magnetico, è la cosa che più somiglia a ciò che possiamo chiamare spirituale, o spiritualità, e l’essenza  dello spirito è questo campo quantico di possibilità. Per cui la fisica quantistica indica con chiarezza la direzione da prendere per comprendere la spiritualità e mira a raggiungere un punto dove 
scienza e spiritualità devono trovare un terreno comune.  
L’esistenza dell’anima e la morte – Ci sono oramai molte prove che suggeriscono l’esistenza di un universo non materiale e non fisico che ha una sua realtà, nonostante esso non sia ancora percepibile ai nostri sensi e agli strumenti scientifici. Quando noi pensiamo alle  esperienze fuori dal corpo (OBE), ai viaggi sciamanici e agli stati di sogni lucidi, sebbene non possano essere replicati nel vero senso scientifico, questi fenomeni puntano all’esistenza di una dimensione non materiale della realtà. La maggior parte di noi non è stata 
abituata o educata a cercare di avere esperienza della nostra anima. Siamo stati 
spinti a studiare ed osservare le cose che possono essere afferrate, cose che sono fisiche e solide. Ma l’anima non è tangibile, fisica o solida. Non è possibile toccarla. Eppure l’anima, come principio animatore nell’universo è di gran lunga 
più importante di qualunque cosa sia fisica o tangibile. Il motivo per cui tanta gente non riesce a “sentire” la propria anima, a farne  esperienza, è dovuto al fatto che siamo troppo coinvolti nel mondo fisico e tangibile e così perdiamo il 
contatto con il livello della nostra anima. Se impariamo ad  essere capaci di 
distaccarci coi sensi dalla realtà, come quando siamo in meditazione, allora 
possiamo sentire anche la nostra anima. E se si ha qualche difficoltà ad accettare 
razionalmente qualcosa che sia reale ma non materiale basta pensare, come si è 
accennato sopra, all’esempio del magnetismo, una forza tanto reale quanto immateriale.  
 Ricercare il segreto della materia nasce esclusivamente dall’uso della ragione e, per chi lo sa o vuole fare, sotto la guida dell’intuizione. Chi usa solo la ragione ovviamente non può intravedere una coscienza nell’Universo; chi usa anche l’intuito – ovvero: quella specie di “radar” che guida la nave e il motore che la muove, per ricordare una delle tante metafore di David Bohm – non solo può percepire la coscienza, ma può anche asservire la ragione a scopi molto focalizzati specialmente con il sostegno della volontà. Ciò, però, non significa arrivare a Dio, significa forse solo diventare parte della sua mente. La mente di un ente non localizzato né nello spazio né nel tempo, e che probabilmente risiede nel vuoto e nelle particelle virtuali che ne nascono e muoiono. L’obiettivo è mentale. Trovare realmente Dio significa saper usare anche il cuore, ma questo, proprio per costituzione interna, non riguarda gli scienziati, che si accontentano di dire alla mente di fare cose che siano giuste (forse questo è guidato dal cuore? Non lo so e forse non lo saprò mai).

Per quanto riguarda l’origine dell’anima, Wolf teorizza che l’anima è emersa 
contemporaneamente alla  materia dell’universo, al tempo del Big Bang, 15 miliardi di anni fa. Secondo i modelli scientifici attuali, l’universo e l’anima 
continueranno ad esistere per altri 20 miliardi di anni, cioè fino al tempo che gli  scienziati chiamano del “Big Crunch”, la fine dei tempi. Tra questi due punti temporali, tutta la materia appare, si espande al massimo grado e poi si contrae 
ancora nel Nulla. E durante tutto ciò, un’intelligenza di fondo, chiamatela come  volete, guida e dirige tutte le attività di ogni cosa nell’universo, incluse le forme viventi, in un modo ineffabile ed invisibile.  
Secondo Alan Wolf c’è la prova che  l’anima, non essendo un’entità fisica confinata nella materia e nelle sue leggi, può viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce. La velocità che supera quella della luce è detta “superluminale”, e così, dopo la morte o durante una NDE, è possibile che le persone transitino dal mondo materiale  che opera ad una velocità minore a  quella della luce, ad un mondo che opera più velocemente della luce, il  cosiddetto “superluminale” mondo spirituale. In quel trasferimento si verifica 
un effetto-tunnel che è in tutto simile a ciò che gli astrofisici chiamano “buco  nero”. E qui la faccenda si fa interessante perché, grazie alla velocità superluminale dell’anima, noi andiamo oltre il tempo e lo spazio, proprio come 
è stato sperimentato in questa dimensione fisica. Così avremo la capacità di muoverci indifferentemente avanti e indietro attraverso lo spazio-tempo, come hanno raccontato le persone che hanno avuto una NDE.  

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