venerdì 14 settembre 2012

Il sonno Polifasico




Il sonno polifasico, termine coniato dallo psicologo J.S. Szymanski nel primo XX secolo, si riferisce alla pratica di dormire diverse volte durante la giornata, in contrasto con il sonno bifasico (due volte al giorno) ed il sonno monofasico (una volta al giorno).
Il termine in quanto tale non si riferisce a nessuno schema in particolare.

Il sonno è un processo che varia durante la vita di un essere umano e passa dal sonno polifasico del neonato a quello bifasico del bambino (che dorme piuttosto a lungo nel pomeriggio), a quello monofasico circadiano, tarato sul ciclo giorno-notte, dell’adulto. Infine nella senilità il ritmo circadiano, strettamente monofasico del giovane adulto, lascia spazio ad un ritmo polifasico ultradiano, ovvero con frequenti sonnellini diurni.
Il sonno polifasico è stata una caratteristica predominante nella vita di Leonardo da Vinci, ma anche di Thomas Edison, Buckminster Fuller, Nikola Tesla, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson e Napoleone.


In particolareLeonardo da Vinci, alternava 4 ore di veglia a un periodo di 20 minuti ad occhi chiusi il che portava, nell’arco della giornata a 6 periodi di sonno/riposo, per un totale di 120 minuti di riposo, lasciando ben 22 ore alla veglia, da impiegare per  La teoria che sta alla base del concetto di sonno polifasico dice che il nostro cervello, per “ricaricare le batterie”, non ha bisogno di dormire 8 ore per notte, ma soltanto di accumulare circa 2 ore di sonno REM ogni 24 ore. Durante il sonno, le fasi REM (quelle in cui si sogna) avvengono soltanto in alcuni momenti, mentre per il resto del tempo il nostro cervello è in modalità non-REM. 

L’essenza del sonno polifasico è la possibilità di ridurre le ore di sonno durante il giorno ad un minimo che varia (a seconda dei metodi) dalle 6 alle 2 ore giornaliere complessive: in pratica occorre frazionare il sonno in molti micro-sonni durante il corso del giorno
E' proprio a questo che serve il sonno polifasico: ridurre le fasi di sonno leggero e pesante per riuscire a dormire di meno. Il metodo funziona perché quando la mente sa di non aver tanto tempo a disposizione per riposare, allora entra immediatamente in fase REM senza prima passare per il sonno leggero e quello pesante. In questo modo, dormire 20 minuti equivale ad un riposo di 1 ora e mezza durante una normale notte di sonno!
In una normale notte quest'importante fase del sonno dura in totale 2 ore, e difatti con il sonno polifasico si può arrivare a dormire per quella quantità di tempo (metodo Uberman).


Il termine è utilizzato anche da diverse comunità online che sperimentano organizzazioni alternative del ritmo sonno-veglia nell'intento di velocizzare il raggiungimento della fase REM, l'unica essenziale al riposo e alla vita dell'uomo, potendo arrivare così, dopo un periodo di adattamento, a dormire fino a 2 ore al giorno, mantenendo le facoltà cognitive intatte o addirittura ottimizzandole
Il sonno polifasico è comune in diversi animali e si crede sia lo stato primordiale del sonno.
Il sonno lungo e ininterrotto cui sono abituati gli esseri umani è raro in natural’85% delle specie viventi seguono uno schema di sonnellini multipli in modo da aumentare l’efficienza del sonno!Infatti, la fase più riposante del sonno è all’inizio ed è costituita da onde lente e profonde chiamate delta (tutti gli stadi del sonno sono importanti, ma il sonno delta, ovvero il sonno “profondo”, sembra essere il più riposante). È interessante notare che diminuendo la durata totale di sonno, si ottiene comunque il 90% di sonno delta.
Quindi iniziando ripetutamente il sonno sotto forma di brevi sonnellini, si potrebbe aumentare l’efficienza temporale del sonno ottenendo una fase riposante più lunga. In questo modo si ricaricano più spesso le batterie e ciò permette di rimanere vigili anche quando siamo in debito di sonno.

Nessun commento:

Posta un commento