giovedì 13 settembre 2012

Reincarnazione, Vita e Morte



Reincarnazione, vita e morte sono temi che possono generare angoscia ma che comunque è bene affrontare.
In fondo, nessuno crede alla propria morte, o, il che è lo stesso, ciascuno è inconsciamente convinto della propria immortalità. 

La maggior parte delle persone non pensano quasi mai alla morte e quando ci pensano hanno opinioni molto diverse tra loro. C’è chi pensa che sia la fine di tutto, chi crede nell’esistenza del paradiso e dell’inferno e chi ritiene che questa sia solo una delle  innumerevoli vite.
Il nostro inconscio non crede alla possibilità della propria morte e si considera immortale. Gli strati più profondi della nostra coscienza, quelli composti da istinti, in genere non conosce niente di negativo, ignora la negazione (i contrari vi coincidono e vi si fondono) e, di conseguenza, la morte, alla quale possiamo attribuire solo un contenuto negativo”

Come nell’induismo ortodosso, desiderio e karma determinano la selezione, e il processo continua a ripetersi finché l’essere o “si dissolve”, oppure raggiunge la Buddhità ed entra nel sunyata, “il grande vuoto”. Solo pochi aspiranti molto determinati raggiungono tale perfezione. Per la maggior parte di loro le discipline sono troppo severe e i piaceri del mondo troppo seducenti, con il risultato che la maggior parte degli esseri viventi cade nelle specie animali. Quindi, dicono i Buddhisti, le altre specie sono più popolate del genere umano. L’idea della rinascita nel Buddhismo Mahayana è simbolizzata dal suo emblematico Bhava-Cakra, “la Ruota della Legge”, raffigurata da un magnifico affresco nel Monastero Tashi’ding del Sikkim.



Molti studiosi, a partire dalla metà del XIX° secolo, in seguito alla grande diffusione delle dottrine spiritiste negli ambienti Cattolici, hanno messo in rilievo come nel Vangelo di Giovanni, l’unico dei Vangeli Gnostici accolto nel Canone Cattolico, sia riportato in maniera chiara ed inequivocabile il pensiero di Gesù in merito allo scottante problema della reincarnazione:


Gli rispose Gesù: “In verità, se un uomo non nasce di nuovo, non può entrare nel Regno di Dio”. Gli disse Nicodemo: “Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto” (Vangelo di Giovanni, III, 3-6).


Notate la meraviglia dell’uomo psichico, rappresentato qui da Nicodemo, che non capisce che la risurrezione interiore dello spirito umano psichico, che gli apre le porte del Pleroma, cioè del regno di Dio, passa inevitabilmente per il ciclo delle rinascite.
Nicodemo, nell’economia del Vangelo Gnostico, rappresenta metaforicamente i capi della Chiesa Psichica, cioè i vescovi, che avevano assunto un’atteggiamento ostile nei confronti della dottrina gnostica della reincarnazione.

Secondo il Bardo Thodol ogni fenomeno che si percepisce durante il processo della morte è illusorio. Le esperienze di visione di luce interiore, l’ascolto di melodie meravigliose, la sensazione d’essere fuori dal corpo non sono altro che proiezioni momentanee dell’ego del morente. Essendo, per il buddismo, l’ego la causa fondamentale della sofferenza umana il libro tibetano dei morti si presenta come un manuale su come portare avanti il processo della morte fino all’estinzione del sé individuale. Nel buddismo, infatti,  la chiave per la liberazione non è tanto la salvezza dell’anima individuale, come nelle altre religioni, quanto la sua definitiva estinzione.



In quasi tutte le comunità gnostiche si dava grande importanza alle evocazioni spiritiche e quasi ovunque la figura del medium, che veniva chiamato “profeta”, godeva di grande considerazione, perché permetteva alla comunità di entrare in contatto con lo Spirito del Salvatore e con gli altri spiriti superiori.
Molti Vangeli Gnostici riportano gli insegnamenti che lo spirito di Gesù ha rivelato ai membri di questa o quella comunità gnostica dopo essere stato evocato dal profeta, cioè dal medium, della comunità.
Da quando i moderni teorici dello spiritismo hanno messo in rilievo l’importanza data dal Vangelo di Giovanni al principio della reincarnazione, la burocrazia clericale cattolica, vedendo chiaramente i pericoli che tale concezione comporta per il mantenimento del proprio ruolo di “avanguardia religiosa” del popolo cattolico, ha sempre combattuto come false e tendenziose tutte le interpretazioni reincarnazioniste del messaggio evangelico.

Nel Buddhismo si parla molto della meditazione, che e' di due tipi: c'e' quella analitica, in cui analizziamo e cerchiamo di comprendere e capire le cose - in questo caso la meditazione ha come base un'osservazione. In secondo luogo c'e' la stabilizzazione, che si basa più sulla concentrazione.
     Il secondo tipo di meditazione, quella stabilizzante, che permette di avere una concentrazione univoca sull'oggetto - causa fondamentale per ottenere la cosiddetta shine' o quiete mentale - non può essere considerata una tecnica esclusivamente buddhista, ma e' comune a tante altre religioni.
     La meditazione più importante, comunque, e' quella che consente di riuscire a trovare un sentiero giusto, adatto per ciascuno di noi, attraverso la nostra osservazione e capacita' di analizzare le cose.
   Due tipi di conoscenze sono indispensabili per poter seguire il Buddhismo. Potremmo quasi dire che esse sono una sorta di chiave di accesso al Buddhismo: esse sono la consapevolezza dell'esistenza e della validita' del meccanismo della causa ed effetto - il karma - e la convinzione dell'esistenza delle vite passate e future. Senza queste due consapevolezze, non avremo un grande risultato nella nostra ricerca e comprensione degli insegnamenti buddhisti

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