sabato 6 ottobre 2012

Fisica quantistica e senso della vita



Qual è il senso della vita? Appena nati iniziamo subito una folle corsa verso la morte. Ma è proprio così riduttivo il senso della nostra esistenza? E’ necessaria la morte? Siamo sicuri di morire? “Il senso della vita sta nel pervenire alla più grande versione della più grande visione di quello che siamo come esseri “divini” in un universo totale (che noi stessi siamo). Il significato è nel pervenire alla capacità di saper dare una risposta ultimativa alla fatale domanda: “Chi sono Io?
La fisica quantistica da nuova forza alla spiritualità.
La consapevolezza si acquisisce affrontando il tema di chi sono e di chi non sono, o in altre parole, dobbiamo conoscere noi stessi. E questo non significa del tipo ” mi conosco, mi piacciono le tagliatelle al uovo, la sacher con panna, mi piacciono i cani, detesto la superficialità della gente e sono allergico al polline”. Conoscersi significa all’inizio distinguere chi è che parla nella nostra testa. Chi sono quei pensieri, che personalmente preferisco chiamarle voci? Siamo noi o sono parti di noi?
Tenete presente che la stramaggioranza dei pensieri sono voci in cui ci siamo identificati da piccoli, ma non sono la nostra vera essenza. 
La fisica quantistica da una visione del mondo che include la spiritualità

Quali sono i fondamenti della fisica quantistica:
1)  Sia la luce che le particelle che costituiscono gli atomi e cioè gli elementi fondamentali  che compongono la materia  (quindi noi stessi e la realtà a noi manifesta) sono costituite da minuscoli concentrati di energia detti QUANTI,  che  hanno una duplice natura: ondulatoria e corpuscolare.
Precisamente a livello subatomico la materia presenta le caratteristiche tipiche delle onde e solo all'atto dell'osservazione assume un comportamento corpuscolare.
Ad intuire la duplice natura, corpuscolare ed ondulatoria della materia fu il matematico e fisico Louis De Broglie (1892-1987) che ottenne il premio Nobel nel 1929.
Le proprietà delle vibrazioni dell'onda quantistica furono descritte matematicamente dalla Equazione d'ondadi Schrodinger matematico e fisico austriaco (1987-1962) che per tale scoperta nel 1933 fu insignito del premio Nobel .
2)  Non è possibile conoscere simultaneamente la velocità e la posizione di una particella quantistica, poiché quantomaggiore è l'accuratezza nel determinarne la posizione tanto minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa .
La suddetta proprietà è conosciuta come Principio d'Indeterminazione diHeisenberg  (1901 – 1976) fisico tedesco premio Nobel nel 1932.

L'indeterminazione non dipende dai limiti dei nostri strumenti, che comportano necessariamente una interazione più o meno grande con l'oggetto da sottoporre a misurazione, bensì rappresenta una caratteristica intrinseca della materia.

In definitiva, gli oggetti quantistici si trovano in certi stati che non sono sempre dotati di valore definito delle osservabili prima della misura: infatti è l'osservatore che costringe la natura a rivelarsi in uno dei possibili valori, e questo è determinato dall'osservazione stessa, cioè non esiste prima che avvenga la misurazione. Per introdurre una definizione apparentemente audace, ma che verrà giustificata in seguito, le caratteristiche reali ed oggettive del sistema fisico sono definite solo quando vengono misurate, e quindi sono "create" in parte dall'atto dell'osservazione.
Questa affermazione può sembrare bizzarra, ma ha una validità molto più profonda di quanto si possa immaginare. Molti fisici (tra cui Einstein, paragrafo VII), hanno inizialmente rifiutato questa insolita interpretazione, ma gli esperimenti hanno evidenziato che questa è l'unica soddisfacente. 
La meccanica quantistica quindi introduce due elementi nuovi ed inaspettati rispetto alla fisica classica: una è appunto l'influenza dell'osservatore, che costringe lo stato a diventare un autostato; l'altra è la casualità nella scelta di uno tra i diversi possibili autostati (ognuno con una propria probabilità).
Il primo elemento inaspettato è la violazione dell'oggettività. Il secondo è l'indeterminazione, che rappresenta un'inaspettata violazione della perfetta intelligibilità deterministica. Entrambi gli elementi sono estranei alla mentalità della fisica classica, cioè rispetto a quella concezione ideale (galileiana, newtoniana e perfino einsteiniana) che pretende che l'universo sia perfettamente oggettivo ed intelligibile.

Questa proprietà risulta sconvolgente, dato che presuppone che la realtà sia un insieme di possibilità potenzialmente infinite, che solo l’interpretazione può determinare e “concretizzare” in fenomeni percepibili dall’uomo. Questo aspetto viene ripreso in ambienti filosofici e spirituali, ad affermare che tutto ciò che l’uomo percepisce non sarebbe altro che una sua creazione.
Secondo il modello quantistico, inoltre, i processi fisici sono discontinui e hanno luogo in forma di salti quantici che, essendo infinitesimali, danno l'illusione di un mondo in cui i cambiamenti avvengono in modo molto regolare e continuo. 
Nella visione quantistica si incontrano la scienza più avanzata ed il misticismo orientale


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