lunedì 28 gennaio 2013

Sciamani e cura dell'anima




Gli sciamani si occupano della cura dell'anima.
L'anima di molte persone è sofferente.
Lo sciamanesimo moderno aiuta a guarire il male dell'anima.

L’anima e la malattia
L'anima è la nostra essenza vitale.
E' un parte ovviamente inconscia.
 E’ ciò che ci rende unici, con una concezione che su cui
evidentemente si fonda anche quella della nostra cultura e delle religioni successive.
Pur essendo al nostro interno ha la capacità uscire dal nostro corpo e di esistere in altre
dimensioni.
La perdita dell’anima
Secondo gli sciamani frammenti dell'anima possono andar perduti, nel senso che l’anima non
è unica e indivisibile come nelle concezioni contemporanee(ma pensiamo anche alla
cosiddetta”concezione parlamentare della mente”, nella teoria psicologica contemporanea)
Traumi fisici o psichici molto forti (come un grande spavento, il rischio di morte, una violenza
sessuale, ma anche traumi affettivi subiti da bambini)possono provocare la perdita di parti
dell’anima.
E’ una parte della nostra forza vitale che ci lascia, con una perdita di energia e conseguenze
fisiche e psichiche che possono arrivare, se l’anima manca del tutto, alla morte
A volte, a causa di traumi l’anima o parti di essa, possono lasciare il corpo per non essere
ferite, infatti in questi casi ci sembra di non provare niente.
In genere, dopo il pericolo, l’anima o la parte rientra da sé altrimenti seguiranno problemi
psichici e/o fisici.
Talvolta l’anima vorrebbe tornare nel corpo a cui appartiene ma non riesce a ritrovarlo;
L’anima può esser rubata dagli spiriti, può anche esser rapita da un essere umano; a volte, in
amore, si può cercare di rubare l'anima dell’oggetto d’amore
L'anima può venire anche ceduta : spesso ciò accade nelle situazioni in cui la persona ha
bisogno di essere accettata o protetta.
La vendita dell'anima accade invece ogni volta che scambiamo una parte di noi per avere un
vantaggio materiale.
Il recupero dell’anima
Gli sciamani hanno fatto fronte a queste problematiche con la tecnica del recupero
dell’anima.
Lo sciamano intraprende un viaggio ipnotico in uno dei mondi in cui si suddivide l’universo
sciamanico. Con l'aiuto del suo animale guida, lo sciamano rintraccia le parti dell'anima
mancanti e le riporta al cliente.



Un frammento d'anima è come un'anima a sé, e ricorda moltissimo le suggestioni della
“tecnica delle parti”, tra le principali del moderno counseling, così come è centrale l’intenzione
del cliente, lo sciamano mostra solo la strada all’ anima perduta.
Le parole utilizzate nel recupero dell’anima sono di vitale importanza ai fini della guarigione.
Quasi sempre il cliente, dopo una terapia di recupero dell'anima, sente che sono stati prodotti
dei cambiamenti positivi nella sua vita, anche se non di tipo logico.
Questo è uno dei potenti effetti che la guarigione sciamanica condivide con le tecniche
ipnotiche.
Il recupero dell’anima è certamente una tecnica ipnotica estremamente potente che ci
dovrebbe indurre a guardare con più rispetto ai nostri antenati, alla loro cultura e
comprensione dell’anima umana, ma, come credo sia apparso evidente dalle pagine
precedenti, tutta la concezione sciamanica è ancora profondamente radicata nelle nostre
credenze, al momento stesso che lo sviluppo dell’ipnosi ormai ne rende ragione e consente
di comprenderla e superarla come strumento di conoscenza della mente e dell’animo umano.


giovedì 24 gennaio 2013

Egregore e forme pensiero


Forma-pensiero o egregora è il nome che viene dato alla massa di energia che contiene in sé una certa idea o pensiero. Le forme-pensiero sono solo ed esclusivamente eteriche.
Nell'occulto, nell'esoterismo e nella sofrologia il termine eggregora o egregora (dal greco ἐγρήγοροι, "vigilatori", traslitterato anche in grigori), si riferisce a un'entità incorporea creata attraverso particolari metodi di meditazione, in grado di influenzare il pensiero di un gruppo di persone.
Secondo alcuni filoni dell'occultismo, le eggregore possono essere create anche inconsapevolmente da un pensiero ossessivo e possono nuocere alla persona di cui sono parassite, sottraendole energia vitale.


Le forme-pensiero sono delle manifestazioni energetiche che hanno vita lunga o breve in base all’energia di cui vengono nutrite. Tutti noi ne emettiamo, tutti ne siamo circondati, e a volte esse interferiscono con la nostra vita.

La realtà fisica è costituita sì di forme-pensiero, ma tali forme-pensiero hanno la loro origine a livello eterico. La forma-pensiero eterica si manifesta poi in un certo modo nella realtà fisica, attraverso un certo ammasso di quark che si uniscono tra loro.
Quello che forse non tutti sanno è che ogni volta che abbiamo un pensiero ripetuto dentro di noi, di qualunque tipo, stiamo creando una forma pensiero. Per cui tutti quanti, in diversa misura, siamo dei maghi capaci di creare nuove entità sui piani sottili.
La forma di tali masse di energia può variare molto. Da un semplice puntino, a forme di vario tipo e grandezza. Una forma-pensiero eterica può anche prendere sembianze umane, mostruose o di altro tipo: tali sembianze vengono decise dalla persona che crea tale forma-pensiero.
Oltre alla materia fisica esistono altri tipi di materia sottile e invisibile che la compenetra. Tra essi, per ciò che concerne il nostro studio, è necessario menzionare la materia astrale e quella mentale. Lo spirito dell'uomo, per fare le necessarie esperienze nel mondo fisico, usa i seguenti tre corpi:
  • corpo fisico con la sua controparte energetica o doppio eterico,
  • corpo astrale, mediante cui l'uomo sperimenta passioni, emozioni, desideri, sentimenti, ecc.,
  • corpo mentale concreto, mediante il quale può pensare e ragionare su dati oggettivi.
Questi corpi sono costituiti dalla materia del rispettivo mondo che li circonda, pertanto il corpo fisico è costituito di materiale fisica, quello astrale di materia astrale,

Le entità e gli egregora sono esempi di forme-pensiero eteriche.
Le entità sono forme-pensiero che hanno una loro individualità e personalità. Gli egregora invece sono forme-pensiero che non hanno una loro individualità e personalità.
I più grandi specialisti nella creazione di queste mega-egregore, sono soprattutto le grandi religioni. La stessa parola significa ri-legare o legare alla rete, e quando ciò accade non possiamo opporci perché vuoi dire che siamo completamente senza coscienza. Così, fin dai primi giorni di vita, siamo inseriti nella grandissima, mondiale rete di una religione che ci educa di conseguenza, con i suoi catechismi, riti, inni, canti, gesti, simboli, talismani e amuleti (reliquie), e ogni tipo di doveri, così che per uscirne definitivamente occorre un'impresa formidabile come le fatiche di Ercole. E' come essere in un carcere a vita e, volente o nolente, si è legati alla rete. Così da neonato e fino alla fine della vita ti assorbono e continuano a vampirizzarti le migliori energie legate ai sentimenti.
E chiaro che avere una fede, o condividere idee politiche, sportive o altro non comporta nulla di negativo, sempre che si abbia coscienza di quello che si fa. Importante è non appartenere, essere affiliato o far parte di qualche Egregora che potrebbe vampirizzare le proprie energie. Attualmente, facendo un calcolo approssimativo, abbiamo un 99% dell'umanità che vive "prigioniera" di qualche Egregora e ne porta con orgoglio all'occhiello il segno, per affermare che fa parte della Rete. Invece, l'uomo che ragiona, che possiede una coscienza sveglia, partecipa a tutto di sua volontà, senza appartenere a nulla, è un uomo libero e appartiene solo a sé stesso e all'umanità. E' un libero pensatore, è un iniziato, è un maestro di vita.

domenica 20 gennaio 2013

L'Angelo ribelle


La figura mitica dell'ANGELO RIBELLE Lucifero nasce dalla letteratura biblica e precisamente dagli scritti profetici. Nel cap. 14 di Isaia, che presenta una satira contro un sovrano di Babilonia (Sargon II, Nabonide o Nabucodonosor) vinto da Dio, si legge un celebre passo (14, 12-15):

"Come mai cadesti dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora (hêlel ben sahar) ! Come mai fosti abbattuto a terra, dominatore di popoli? Tu che pensavi in cuor tuo: "Salirò in cielo, sopra le stelle di Dio innalzerò il mio trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, all'estremo limite del nord. Salirò sulle nubi più alte, rassomiglierò all'Altissimo!". Ecco, ora sei stato precipitato nello sheol, nelle profondità dell'abisso".

Narra la tradizione biblica che Dio aveva creato Adamo ed Eva; li aveva posti nell'Eden, o paradiso terre­stre; li aveva arricchiti di doni naturali e preternaturali, con il potere di trasmet­terli ai discendenti. Il Creatore mise alla prova anche Adamo ed Eva, dicendo: Tutto ciò che vedete è vostro; però non dovete mangiare il frutto dell'albero della scienza del bene e del male, che è posto nel centro di questo giardino di delizie. In qualunque giorno lo mangerete, mor­rete.

Dio in sostanza aveva privato l'uomo  della libertà di conoscenza.
Li aveva messi in gabbia, una gabbia dorata, ma sempre una gabbia, impedendogli di potenziare la mente e raggiungere la vera conoscenza.
Per dirla con De Andrè:

Dio imbrogliò il primo uomo, 
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, 
nel giardino incantato lo costrinse a sognare, 
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male. 

Quando vide che l'uomo allungava le dita 
a rubargli il mistero di una mela proibita 
per paura che ormai non avesse padroni 
lo fermò con la morte, inventò le stagioni. 

(da: Un Blasfemo)


In questo contesto la figura  dell'Angelo Ribelle si può considerare come principio del "bene" e non del "male" in opposizione a chi  ha voluto e vuole  negare agli uomini la conoscenza.
La salvezza interiore si raggiunge tramite la conoscenza, mentre i dogmi e la cieca fede sono solo un ostacolo. Non a caso, la maggior parte degli esoteristi  è agnostica e usa le figure di Lucifero e Dio  solo come   simboli.

Lucifero è l’incarnazione della ragione, dell’intelligenza, del pensiero critico. Egli si erge dinnanzi al dogma di Dio e tutti gli altri dogmi. Egli si sostiene l’esplorazione di nuove idee e di nuove prospettive nella ricerca della verità.
Nello gnosticismo Lucifero è il portatore della sophia (sapienza).
Lucifero è il nome storicamente attribuito al pianeta Venere come stella del mattino, ovvero quando sorge all'alba verso est poco prima del sorgere del Sole. In quanto anticipatore della luce solare, il pianeta venne chiamato Lucifero, dal latino portatore di luce.
Fu Pitagora ad identificare nel pianeta Venere sia Lucifero, la stella del mattino, che Vespero, la stella della sera.Lucifero fu precipitato perchè appunto voleva risvegliare l'uomo dalla sua condizione di inconsapevole schiavo e portargli la luce della conoscenza e della consapevolezza del vero Sè, che è il vero Dio dentro ognuno di noi.
In questo caso Lucifero è come Prometeo e viene scaraventato sulla Terra per avere aiutato il genere umano

Nel mito greco il fuoco rappresenta la conoscenza e l’illuminazione, è l’elemento che permette ai mortali di progredire, di migliorare la propria condizione fino ad avvicinarsi a quella degli dei, che divengono così meno distanti.
Ma a causa del suo gesto Prometeo subirà una atroce punizione ad opera di Zeus: verrà incatenato sul monte Caucaso, dove ogni giorno giungerà un’aquila che gli divorerà il fegato; essendo però Prometeo immortale, l’organo dilaniato si riformerà durante la notte, rendendo così la sua pena eterna, finché dopo 3000 anni, un altro eroe leggendario, Ercole, riuscirà a liberarlo ed a porre termine all’atroce tortura.

Nella Grecia classica Prometeo era considerato un grande benefattore dell’umanità, in virtù del dono dall’enorme valore di cui si era fatto portatore, e per la pena che aveva dovuto affrontare quale prezzo per il suo atto; a lui erano dedicate solenni feste ed un culto devoto.
Eppure, vi è anche una lettura più profonda di questo arcaico mito, una lettura che già in epoca classica si era in gran parte persa.
Nel destino di Prometeo infatti è simbolicamente rappresentata la sorte di una umanità che si emancipa dal divino, disobbedendo alle regole celesti.
La roccia in cui il titano viene incatenato è una allegoria della materialità, ovvero della condizione terrestre a cui si riduce l’uomo quando si separa dall’universo celeste, destinato ad essere divorato dai propri desideri umani, che come il fegato che sempre si riforma non potranno mai essere placati del tutto.
Troviamo qui la profonda diversità tra la cultura greca pagana e quella cristiana. Una cultura umanista (che esalta l’uomo naturale) dove chi si ribella alla divinità che vuole qualcosa esclusivamente per sé è un eroe, contro una cultura deo-centrica (massima aspirazione essere una matita nelle mani della divinità) dove chi si ribella alla divinità è maligno (sia Lucifero che il serpente).


lunedì 14 gennaio 2013

Filosofia orientale e fisica quantistica per raggiungere benessere e successo




Come possiamo utilizzare l’antica filosofia orientale unita alla moderna fisica quantistica per raggiungere il benessere ed  successo nella nostra esistenza?
Dobbiamo semplicemente capire che se impariamo a canalizzare il nostro pensiero attraverso dinamiche mentali particolari, insegnate dall'ingegneria della seduzione, possiamo influire positivamente sulla notra realtà.
La realtà oggettiva non esiste, ma via via via costruita dalla nostra mente.
Tutto questo è spiegato benissimo sia dalla  antiche rtradizioni orientali, sia dalla moderna fisica quantistica-
Se la fisica ci porta oggi a una concezione del mondo che è sostanzialmente mistica, in qualche modo essa ritorna alle sue origini, a duemilacinquecento anni fa. E interessante seguire l'evoluzione della scienza occidentale lungo il suo percorso a
spirale che, partendo  dalle filosofie  mistiche dei primi filosofi greci, cresce e si dispiega  in un impressionante sviluppo di
pensiero intellettuale, allontanandosi progressivamente dalle sue origini mistiche fino a giungere a una concezione del mondo in
netto contrasto con quella dell'Estremo Oriente. Nei suoi stadi più recenti, la scienza occidentale sta finalmente superando questa concezione e sta ritornando nuovamente a quelle dei Greci più
antichi e delle filosofie orientali. Questa volta, tuttavia, essa non si basa soltanto sull'intuizione, ma anche su esperimenti di grande precisione e raffinatezza e su un formalismo matematico rigoroso e coerente.


la Natura non è riducibile alla somma di tutte le cose: non solo perché non si dà somma di infinite cose, ma perché la Natura è condizione d'esistenza delle infinite cose, così come il numero uno è condizione d'esistenza degli infiniti numeri. Il "mistero" della connessione di primo livello (tra le cose) e di secondo livello (tra la Natura e le cose) si chiarisce ulteriormente se ci si rifà alla metafora taoista del vuoto usata nel racconto del cuoco Ting: la realizzazione del Tao nell'arte della macellazione consiste nel saper utilizzare il contrasto pieno-vuoto, ma anche nel sapere che il vuoto è uno, comune tanto all'oggetto (il bue) quanto al soggetto (il cuoco) che si fa vuoto per meglio cogliere e percorrere i vuoti dell'oggetto. Parimenti la funzione e, quindi, l'esistenza del vaso, della finestra, del mozzo, è data dalla relazione di contrasto, dalla syllápsis tra pieno e vuot o, ma, nel contempo, il vuoto è uno nel senso che è comune condizione di funzionalità, ossia di esistenza, di ognicosa. Analogamente al Tao, la physis è "natura propria" di ciascuna cosa secondo il modo della syllápsis dei contrari e, contemporaneamente, è Natura universale in quanto condizione d'esistenza comune alle infinite cose. Quel "contemporaneamente" ha evidentemente un valore radicale: significa che il grande Tao, la natura universale, non è causa degli infiniti Tao particolari, delle singole "nature proprie", ma è costituito da essi; d'altra parte i singoli Tao, le "nature proprie", non sarebbero senza il grande Tao, senza la Natura universale che le "nutre". E’ questo il senso delle parole di Eraclito "da tutte le cose l'uno e dall'uno tutte le cose"; senso che si ritrova, identico, nel Chuang Tzu: "le diecimila creature ed io siamo l'Uno"


La meccanica quantistica ha quindi demolito i concetti classici di oggetti solidi e di leggi rigorosamente deterministiche della natura.
A livello subatomico, gli oggetti materiali solidi della fisica classica si dissolvono in configurazioni di onde di probabilità e queste configurazioni in definitiva non rappresentano probabilità di cose, ma
piuttosto probabilità di interconnessioni. Un'attenta analisi del processo di osservazione in fisica atomica ha mostrato che le particelle subatomiche non hanno significato come entità isolate, ma possono essere comprese soltanto come interconnessioni tra la fase di preparazione di un esperimento e le successive misurazioni. La meccanica quantistica rivela quindi una fondamentale unità dell'universo: mostra che non possiamo scomporre il mondo in unità
minime dotate di esistenza indipendente. Per quanto ci addentriamo nella materia, la natura non ci rivela la presenza di nessun « mattone fondamentale » isolato, ma ci appare piuttosto come una complessa
rete di relazioni tra le varie parti del tutto. Queste relazioni includono sempre l'osservatore come elemento essenziale. L'osservatore umano costituisce
sempre l'anello finale nella catena dei processi di osservazione e le proprietà di qualsiasi oggetto atomico possono essere capite soltanto
nei termini dell'interazione dell'oggetto con l'osservatore. Ciò significa che l'ideale classico di una descrizione oggettiva della natura non è più valido.


Più si studiano i testi religiosi e filosofici degli Indù, dei Buddhisti e dei Taoisti, più risulta evidente che in ognuno di essi il mondo è concepito in termini di movimento, di flusso e di mutamento. Questa qualità dinamica della filosofia orientale sembra
essere una delle sue caratteristiche più importanti. I mistici orientali vedono l'universo come una rete  inestricabile, le cui interconnessioni sono dinamiche e non statiche. Questa rete cosmica è viva:
si muove, cresce e muta continuamente. Anche la fisica moderna è giunta a concepire l'universo come una siffatta rete di relazioni e,come il misticismo orientale, ha riconosciuto che questa rete è
intrinsecamente dinamica. Nella meccanica quantistica, l'aspetto dinamico della materia si manifesta come conseguenza della natura
ondulatoria delle particelle subatomiche, assumendo un significato ancora più essenziale nella teoria della relatività, nella quale l'inseparabilità dello spazio-tempo implica che l'esistenza della
materia non può essere separata dalla sua attività. Le proprietà delle particelle subatomiche possono perciò essere comprese solo in un
contesto dinamico, in termini di movimento, interazione e trasformazione.
Secondo la meccanica quantistica, le particelle sono anche onde e ciò implica che esse si comportino in modo molto singolare. Ogni volta che una particella subatomica viene confinata in una piccola
regione di spazio, essa reagisce al proprio confinamento muovendovisi dentro. Più piccola è la regione di confinamento, più veloce è l'« agitazione » della particella entro tale regione.



sabato 5 gennaio 2013

Perchè Dio non esiste e perchè le religioni sono antagoniste dell'uomo e della sua libertà


Dio, inteso come prodotto delle  religioni monoteiste (Ebraica, Cristiana, Islamica) è l’antagonista dell’uomo e nemico della sua libertà.
Dio inteso come entità a se stante, creatrice, dell'universo, invece, non esiste.

Secondo il fisico  Stephen Hawking Dio non esiste perché non esisteva il tempo prima della nascita dell'universo, quindi non vi era un tempo in cui egli potesse crearlo. 
Il tempo nasce con l'universo. 
Al credente non si scompone un capello dopo questa fulminante illuminazione di Hawking. Il principio creatore è eterno ed increato, esiste al di là delle nozioni di spazio e tempo in cui esistiamo noi. Tutti coloro che hanno una mente si rendono conto che ad un certo punto qualcosa ha portato alla nascita dell'universo e del tempo. Per Stephen Hawking quel qualcosa è nulla, per i credenti è l'impulso dato dal principio o dall'energia creatrice.

Questo presupposto però implica che un'entità al di fuori del tempo ha creato altre entità imprigionate nella gabbia del tempo.
Il tempo implica vecchiaia, malattia, morte.

Questo significherebbe che dio è il peggior nemico dell'uomo e della vita, caratterizzato da un sadismo esasperato.

Inoltre da un punto di vista fisico, significherebbe che dio essendo al di la del tempo  è di fatto completamente estraneo all'universo temporale nel quale siamo immersi.

Il Papa -Benedetto XVI - ha preso spunto dalla frase del Vangelo di Matteo, là dove dice che Gesù è venuto per servire, "e dare la propria vita in riscatto per molti". “Un servizio che non si misura in base ai criteri mondani dell’immediato, del materiale e dell’apparente, ma perché rende presente l’amore di Dio per tutti gli uomini e in tutte le loro dimensioni, e dà testimonianza di Lui, anche con i gesti più semplici.
L’autore del vangelo afferma perentorio davanti a un paganesimo per il quale Dio è invidioso dell’uomo o lo disprezza: come Dio avrebbe creato tutte le cose se non le avesse amate, Lui che nella sua infinita pienezza non ha bisogno di nulla? (cfr Sap 11,24-26). Come si sarebbe rivelato agli uomini se non avesse voluto proteggerli? Dio è l’origine del nostro essere e il fondamento e culmine della nostra libertà, non il suo oppositore. Come l’uomo mortale si può fondare su se stesso e come l’uomo peccatore si può riconciliare con se stesso? Come è possibile che si sia fatto pubblico silenzio sulla realtà prima ed essenziale della vita umana? Come ciò che è più determinante in essa può essere rinchiuso nella mera intimità o relegato nella penombra? Noi uomini non possiamo vivere nelle tenebre, senza vedere la luce del sole.

E' evidente che quanto scritto nel passo del vangelo di Matteo è totalmente privo di fondamento, come è evidente che il dio delle religioni monoteiste, così come viene descritto, è fortemente antagonista all'uomo che viene colpevolizzato e metaforicamente lobotomizzato.

Una delle altre banali argomentazioni che i credenti portano a sostegno dell'esistenza di dio è la perfezione della natura, in particolare del corpo umano. Vi sarà di certo capitato di sentre una frase del tipo: "come puoi pensare che una cosa così perfetta e complessa come il corpo umano sia nata per caso? Deve essere stato per forza dio a crearci!"
In realtà, anche se complesso, il nostro corpo è tutto meno che  perfetto, soggetto a sofferenza, malattia e morte.

L'umanità è parte di un complesso ecosistema che include piante, animali, la terra fino alle diverse forze spirituali; ogni parte è una manifestazione della forza onni-pervasiva o forza interiore presente nell'uomo ed in tutti gli esseri viventi
 In questa visione, la ricerca di sé e del proprio dio interiore coincidono, perché l'essere umano è una "forma-ponte" fra il piano spirituale e quello materiale. Tutti gli esseri umani contengono questa completezza e possono utilizzare se stessi quale elemento di trasformazione per armonizzare la materia e lo spirito. Perché ciò avvenga è fondamentale che gli uomini elevino la qualità della loro relazione con il mondo e con la vita stessa, attraverso le loro azioni. Il percorso alla comprensione della parte più profonda e spirituale della natura umana si fonda sull'armonica e continua trasformazione interiore, sul superamento dei limiti dell'individualità e dell'egoismo, misurando se stessi attraverso opere pratiche, e sul rispetto di tutte le forme viventi, siano esse fisiche o sottili.

Coniugare la sapienza delle scuole esoteriche del passato con il linguaggio scientifico moderno è possibile se si superano i limiti e le inefficienze imposte dalle religioni monoteiste, che hanno come funzione quella del controllo dell'uomo, senza alcuna spiritualità. 

Scoprire la natura dell'anima umana, l'origine del nostro universo ed i segreti del tempo: questi i temi che introducono ad una esperienza che porterà ad una nuova percezione della realtà. 

Si scopre in questo modo che le moderne frontiere della scienza, in particolare della fisica quantistica, si avvicinano sempre di più a conoscenze che la tradizione esoterica contempla già da migliaia di anni.

martedì 1 gennaio 2013

I Vampiri esistono ?



I Vampiri esistono ?

Racconti di esseri soprannaturali che si nutrono di sangue o di carne fresca di esseri viventi fanno parte di quasi tutte le culture del mondo da diversi secoli. Oggi assoceremmo queste creature ai vampiri, ma nei tempi antichi il termine vampiro non esisteva; bere sangue e simili attività erano attribuite a demoni o spiriti; persino il Diavolo era considerato sinonimo di vampiro. Quasi tutte le culture associano il bere sangue con demoni o creature redivive, o in alcuni casi con divinità. In India, ad esempio, alcuni racconti sui Baital, esseri simili ai ghoul che possono entrare in possesso dei corpi

Come nasce il mito del vampiro? Perché si diffonde alla velocità della pestilenza nell'Europa medievale? Gli scavi archeologici sull'isola del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, hanno portato alla scoperta di una sepoltura sulla quale era stato eseguito un rito particolare, un esorcismo: così si fermavano i vampiri ai tempi della peste. 

Il concetto di vampirismo esiste da millenni; culture come quella mesopotamicaebraicagreca e romana concepirono demoni e spiriti che possono essere considerati precursori dei moderni vampiri. In tutte le leggende di ogni civiltà passata e presente però, i diversi tipi di vampiri vengono tutti accumunati da una caratteristica chiave, cioè quella di nutrirsi in qualsiasi diversa maniera dei loro simili. Ad ogni modo, nonostante la presenza di creature simili ai vampiri in queste antiche civiltà, il folklore sui vampiri così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell'Europa dell'est quando i miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici vennero messi per iscritto e pubblicati. Nella maggior parte dei casi, i vampiri sono creature malvagie redivive, vittime suicide o streghe, ma possono anche essere cadaveri posseduti da spiriti malevoli o umani trasformati dopo essere stati morsi da altri vampiri. La credenza in tali leggende divenne così persuasiva da causare isteria di massa e pubbliche esecuzioni di persone credute vampiri
Un altro ricercatore, il Vescovo inglese Sèan Manchester, si unì alla ricerca dei vampiri  ed insieme a Farrant scoprì che nei primi dell’800, la tomba di un uomo proveniente dall’antica Wallachia era stata spedita in Inghilterra, proprio all’ Highgate, dai suoi famigliari, poichè questi erano venuti a  sapere che egli praticava Magia Nera .  Il “King Vampire of the Undead” sarebbe stato bruciato appena arrivato nella Capitale, proprio perchè  il suo corpo non potesse essere riesumato. Sfortunatamente però, attraverso alcune messe nere, dei satanisti l’avrebbero riportato in vita.
Attraverso alcuni comunicati stampa, Manchester tenne aggiornato il pubblico curioso e spaventato e fece sapere che chiunque avesse avvistato un vampiro avrebbe dovuto conficcargli un palo nel cuore. Poi, comunicò la data dell’apertura della “caccia al vampiro“, e Venerdi 13 Marzo del 1970, una folla di “cacciatori di vampiri“, nonostante gli sforzi della polizia, riuscirono ad intrufolarsi nel cimitero.
Fu scoperta la tomba vuota che si stava cercando, appartenente alla famiglia Copeland e poco distanti,una vicina all’altra, 6 volpi morte.
La psiche umana è portata a credere a solo a ciò che si può conoscere attraverso l’esperienza, filosofamene chiamata “conoscenza sensibile”, ossia attraverso i sensi. In questo caso la vista.
Tutti conosciamo il motto materialista “se non vedo, non credo” e questo è plausibile data l’incredibile moltitudine di immagini apparentemente irreali che il nostro cervello è costretto a assimilare, smistare ed infine catalogare razionalmente. Tutti voi conoscete il vampiro classico del 1400. Oggi esistono ancora?
La risposta più comune sarebbe “No, non sono mai esistiti”, oppure “No, orami si sono estinti”. Purtroppo abbiamo sempre bisogno di prove. I vampiri sono esistiti. Per ora crediamoci senza dubitarne. Ed esistono ancora. Nel mondo siamo oltre sei miliardi di persone bianche, gialle o nere. Mimetizzarcisi no è per niente difficile. La loro fisionomia è cambiata nel corso degli anni diventando del tutto identica all’essere umano. Hanno lineamenti tipici dell’ex Jugoslavia limitando la loro esistenza ai continenti come l’Europa e il nord America. Documenti fattici pervenire da colleghi cinesi mostrano la mancanza di prove sull’esistenza dei vampiri nei paesi orientali.
Ancora oggi essi si nutrono di sangue (possibilmente A+ o B+) mixato con il latte di capra, il quale contiene proteine che integrano la bevanda energetica. Non godono più della leggendaria immortalità ma posso sopravvivere facilmente fino all’età di oltre cent’anni. Ogni volta che si sente parlare di un anziano che raggiunge eccezionalmente i centotre o i centoquattro anni, beh, con il 90% delle probabilità quelle è un succhia sangue. Di solito non sono adii a grandi pubblicità, anzi preferiscono rimanere sconosciuti a causa della loro natura auto protettiva. 

Per alcuni esoteristi Esistono due modi per diventare un vampiro: 1) attraverso un rito satanico, un individuo dalla grande forza di volontà, può rinnegare Dio, consacrarsi alle potenze delle tenebre e diventare un Nosferatu, come il Conte Dracula. Costui era, durante la vita, un uomo straordinario. Soldato, uomo di stato, alchimista... il culmine dello sviluppo della scienza ai suoi tempi. Il suo cuore fu tanto forte da sopravvivere alla tomba. 2) Se si viene morsi da un altro vampiro. La vittima inizierà a mostrare una forte forma di anemia, senza che si riesca ad individuare alcuna perdita di sangue, e sarà preda di incubi ed allucinazioni. Si vedranno solo le due piccole ferite alla gola. Dopo alcuni giorni sopraggiungerà la morte del corpo: a questo punto, se il vampiro che ha causato il contagio non è ancora stato distrutto, la disgraziata vittima diventerà un nosferatu, anch'esso assetato di sangue umano.

Il momento della morte (secondo gli insegnamenti del libro tibetano dei morti)


Il momento della morte (secondo gli insegnamenti del libro tibetano dei morti) è il momento più importante della vita.
Il libro tibetano dei morti deve il suo nome al primo studioso occidentale che lo introdusse nel 1927 in Occidente il quale propose questo titolo sulla falsariga del libro egiziano dei morti, fondamentale testo sull'aldilà della cultura egizia.
In realtà la parola bardo significa passaggio tra due situazioni e il titolo tibetano del testo può essere tradotto come : La grande liberazione attraverso l'udire ne bardo.
Il libro infatti deve essere letto all'orecchio  del defunto durante il processo di morte. Sentendo le parole del Bardo Todol il principio cosciente ha così una guida diretta alla liberazione o a una nuova rinascita.
Il bardo tidol si rivolge quindi ai morti affinché riescano a vincere il ciclo delle rinascite o a ottenere una buona rinascita per continuare la pratica dell'illuminazione ma si rivolge anche agli vivi la cui esistenza deve essere una costante preparazione alla morte il messaggio fondamentale per i vivi del Bardo Todol é che la vita non deve essere niente altro che una preparazione alla morte.
Il termine bardo può quindi essere tradotto come zona intermedia, come periodo di tempo che intercorre tra due situazioni .

Alla luce di tutto ciò, in particolare alla luce dell'interpretazione buddista della vita e della morte ,come continuum come flusso mentale .
E' quindi chiaro perché lo stadio di bardo non si verifica soltanto durante l'estremo evento che viene comunemente chiamato morte ma si estende anche a ciò che viene chiamato vita.

Esistono sei tipi di bardo :
il bardo naturale della vita il bardo dello stadio di sogno,  il bardo della meditazione, il bardo della morte il bardo dell'illuminazione, il bardo della rinascita.
Di questi sei bardo solo gli ultimi tre si verificano durante lo stadio di morte, mentre i primi tre si verificano solo solo durante lo stadio di vita.
Solo poche persone riescono a vivere il bardo dell'illuminazione durante la vita, molte persone non riescono a vivere questo bardo neanche durante la fase di morte a proposito sono illuminanti le parole di Rimpoche:
I Bardo sono opportunità di liberazione particolarmente forti, perché, come dice l'insegnamento , ci sono momenti molto più potenti di altri e molto più carichi di potenziale in cui tutto ciò che si fa a un effetto determinante e a lunga portata.

Io penso ad un bardo come un momento di elevata potenzialità, ma il momento più carico di questa potenzialità è quello della morte .
Il bardo della morte ha quindi un significato molto alto.
Il morente non perde la lucidità mentale anche se fisicamente sembra inattivo. 
Il bardo della morte si manifesta nel momento in cui sorgono i sintomi della morte e si conclude quando cessano le  pulsazioni interne quando cioè secondo la filosofia buddhista si compie la definitiva morte fisica. 
Con l'avvicinarsi del momento della morte si sperimentano grande sofferenza e disperazione sia fisicamente perché la condizione degli elementi del corpo è turbata  , sia mentalmente e perché si perde gradatamente il controllo di sé stessi e questo provoca angoscia, sgomento per cui è un momento veramente terribile, in cui è molto difficile mantenere la presenza mentale e poter riconoscere le visioni. Durante il bardo della morte si possono mettere in atto le pratiche di meditazione imparate durante la vita.
Nel bardo della morte appare inoltre chiara l'essenza della vita; è in questo stadio che se si riconosce il senso globale della vita si potrà decidere la successiva reincarnazione oppure evitare una nuova rinascita.
I Tantra  riconoscono tre modi di morire:
 inferiore, medio e superiore
I praticanti di livello inferiore nel momento della morte non riescono a riconoscere tutte le manifestazioni come espressione della propria energia e non riescono a rimanere con continuità nella condizione pura ed originaria ma si distruggono e continuano nel bardo dell'esistenza,
In questo caso il loro comportamento non differisce da quello di chi in vita non ha mai praticato alcun insegnamento.
I praticanti di livello medio si dice nei Tantra muoiono come i leoni o come uno che muore in una grotta o come un povero, cioè senza lasciare problemi a chi resta, con molta consapevolezza di cosa sia la morte senza farsi coinvolgere da sgomento e terrore.
Per i praticanti di livello superiore infine non vi è alcun bisogno di metodi o istruzioni particolari riguardo il momento della morte il nuovo stato di coscienza si unifica direttamente con la condizione pura ed originaria il nuovo corpo fisico svanisce nell'essenza degli elementi che se realizzata così il corpo di energia liberato dai vincoli del corpo fisico. Bisogna pensare al momento della morte come ha una strana zona di confine nella mente, una terra di nessuno in cui, se non comprendiamo la natura illusoria del corpo, la sua perdita sarà un grosso trauma emotivo, ma dove d'altro canto, ci si presenta la possibilità di una libertà sconfinata una libertà che scaturisce appunto dall'assenza di questo corpo .
Quando saremo liberi dal corpo che ha strutturato e determinato per tanto tempo la nostra concezione di noi stessi la visione karmica costruita sarà totalmente esaurita.
Nella morte c'è quindi un'intervallo, uno spazio gravido di immense possibilità.
E' un momento di una forza enorme e pregnante dove l'unica cosa che conta o potrebbe contare è la condizione della mente spogliata di un corpo materiale la mente e muta rivelata crudelmente per ciò che è sempre stata l'artefice della nostra realtà