sabato 23 febbraio 2013

Come contattare Entità non fisiche


Nel linguaggio degli addetti ai lavori, (coloro che praticano spiritismo) solitamente, Entità in generale è ogni soggetto pensante senza un corpo fisico (tale può essere anche l'anima di un defunto; un cd. "demone"; un "parassita" di natura non umana, ecc); tali esseri dimorano solitamente sui piani astrali, che sono quelli denominati anche "di IV dimensione"); invece, Entità di Luce è ogni soggetto pensante che ha raggiunto un determinato livello evolutivo e che si trova a dimorare su piani più sottili di quelli delle entità comuni .
Ma entità sono anche corpi astrali di essere umani ancora legate ai piani astrali.

La forza degli affetti umani è tale che la perdita delle persone care suscita una profonda e dolorosa nostalgia e, spesso, un sentimento di ribellione interiore.

Eppure nonostante tutto si muore! La morte, anche se sembra essere un argomento che non riguarda le cose del nostro tempo, è pur sempre un fattore di inevitabile attualità anche se la si tiene sottobanco e si pensa che a morire siano sempre e solo i più sfortunati.




Parlare di spiritismo oggi può significare per molti affrontare un argomento desueto e fuori dal piano di quotidianità tracciato dai “grandi temi” sociali che vanno dalla politica al gossip, dalla cronaca sportiva ai problemi dell’economia.



Presso alcune Società segrete di orientamento filosofico di vari Paesi persiste il mito della "Porta sui Mondi", o della "Porta d'Oro", che costituirebbe un punto di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Una porta che consentirebbe un interscambio di comunicazioni reciproche tra i due piani di esistenza.
Secondo le credenze di queste Società segrete, sul pianeta esisterebbe un certo numero di luoghi precisi dove si aprirebbero altrettante porte di comunicazione tra i due mondi.

Queste Porte, secondo il mito tramandato da antiche leggende, consentirebbero di entrare in contatto anche con universi paralleli al nostro, abitati da altre creature senzienti.
La loro presenza sarebbe segnalata da semplici cerchi di pietre che ne stabiliscono il perimetro. Il contatto ottenuto tra l'aldilà e il mondo dei vivi avrebbe fruttato per quest'ultimo, da millenni, una serie di conoscenze temporali, sia mediche che tecnologiche.
Intorno a queste Porte sui due mondi si sono formate delle scuole iniziatiche che sono ben presto divenute strutture di potere iniziatico, rendendo esclusiva l'esperienza di contatto attraverso le Porte, e si sono ammantate del più rigoroso segreto per poter gestire i frutti della loro conoscenza senza le interferenze di coloro che cercano solo il potere materiale fine a se stesso.

Anche se non ricordiamo nulla di preciso sui rapporti che abbiamo avuto nelle vite precedenti, l'amore - o anche un forte sentimento di odio - attira le anime, l'una verso l'altra, vita dopo vita. Ecco perché in questa incarnazione vi siete sentiti fortemente attratti da alcune persone e non da altre. Venite attirati naturalmente da coloro che avete conosciuto in precedenza e non è possibile stabilire un rapporto di profonda amicizia con qualcuno, se non lo aveste già incontrato nelle vite precedenti.

La differenza tra fenomeni spiritici spontanei e quelli provocati dai medium sta nella
possibilità durante le sedute spiritiche di poter evocare alcuni spiriti anziché altri, di controllare, di chiedere loro alcune manifestazioni, mentre
nelle manifestazioni spontanee il fenomeno non è ricercato, né può essere controllato, è fuori da ogni mediazione umana. Le tradizioni religiose, morali,
che sono permeate nella coscienza umana e le aspirazioni di una vita migliore
della terrena, hanno quasi sempre indotto i cultori dello spiritismo a rifugiarsi in idee preconcette, idee che fanno credere che i medium, in quanto
mezzi usati dagli spiriti, debbano essere persone spiritualizzate, mistiche,
religiose, morali, etc. Ma ciò non è esatto. E’ pur vero che varie persone che si occupano praticamente della dottrina spiritica appaiono o si fanno percepire
come specie di santoni, ma per lo più costoro sono falsi, perché cercano di abbindolare i questuanti tramite un atteggiamento esteriore che nulla ha a che fare con lo spiritismo, lo spiritualismo medianico.



Spendiamo soltanto poche parole su un fenomeno discusso da millenni, ovvero la possessione.
Essa può definirsi come un tentativo di un'entità (si badi, non soltanto malvagia, ma anche buona, talvolta) di utilizzare il corpo di un essere incarnato.
Le opinioni a riguardo sono tante, in quanto, secondo alcuni e secondo il senso comune, nella possessione l'entità verrebbe a "possedere" letteralmente il corpo dell'essere incarnato, prendendo il posto della sua anima (il cui destino e la cui collocazione, nel frattempo, non vengono chiariti).
Le entità di luce interpellate da gruppi medianici, appositamente costituiti per ricevere informazioni sul mondo spirituale, ci dicono (conformemente ad una corrente di pensiero esoterica) che una possessione non può costituire un impossessamento del corpo nel senso letterale, che possa mettere nel nulla l'anima del vivente. Ciò in quanto tra il corpo e l'anima esiste un legame (la cosiddetta "cordicella d'argento, oppure il cd. "filo di aka"), che non può spezzarsi se non con la morte definitiva. La possessione costituirebbe, quindi, un'operazione di affiancamento, con la quale l'entità eserciterebbe il suo potere sul vivente, influenzandolo in vari modi, talvolta molto sottili.
Guardando gli indemoniati descritti nei racconti degli esorcisti (anche cattolici), emerge come il malcapitato, talvolta, inizi a sentir nascere, nel corso dei giorni, un'avversione innata nei confronti di cose che, in precedenza, non creavano alcun disturbo. Ed emerge come, inizialmente, loro stessi interpretino tali nuove disposizoni d'animo come proprie, o come frutto di malesseri fisici propri, se non soltanto di malumori dovuti ad altri problemi.
Talvolta è l'entità che, tentando di insinuarsi nell'inconscio della vittima,  ispira ed infonde stati d'animo negativi al momento opportuno, nonché immagini di paura e sentimenti di difesa verso realtà assolutamente innocue, spesso rappresentanti realtà spirituali e religiose.

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