sabato 30 marzo 2013

Significato esoterico e simbolico della Pasqua



Siamo in prossimità della Pasqua, e oltre a provare ad indignarsi per il massacro di migliaia di poveri agnellini indifesi, , cerchiamo di capire cosa stiamo festeggiando davvero. Qual è il Significato esoterico e simbolico della Pasqua?
Il “Seme” piantato in noi nel Solstizio Invernale, se ben protetto ed accudito, nel periodo dell’anno che va dal 21 marzo al 21 giugno potrà usufruire dell’energia solare primaverile che permette al Seme, ormai divenuto piantina, di poter ricevere il massimo influsso di Prana o Energia Vitale
La Pasqua è dunque un momento in cui l’energia vitale, dopo essere stata tenuta prigioniera per tutto l’inverno nell’oscurità della “materia”, risorge e passa ad una nuova vita. È la Natura che risorge: è la primavera dell’Essere che si evolve per un nuovo ciclo. Per questo motivo il significato della Pasqua simboleggia l’atto di “seminare nel modo giusto”, cioè lavorare consapevolmente su noi stessi ed essere pronti così a lasciar andare via il passato, morire ad esso, per risorgere ad una nuova vita piena di nuove qualità!
La Pasqua nei primi secoli era officiata ogni domeni­ca ed in seguito una volta all'anno al plenilunio dei mesi di marzo / aprile in coincidenza con la festa che ricordava l'esodo degli ebrei dall'Egitto e quindi la salvezza dalla "schiavitù". Appena nel sesto secolo, fu stabilita la data mo­bile della Pasqua che deve cadere una domenica dopo il plenilunio di primavera.

Il motivo del sacrificio e della rinascita hanno un significato profondo per i cristiani che commemorano la crocifissione, morte e resurrezione di Cristo con la Pasqua. Qualunque sia la nostra credenza, questo è un periodo in cui celebriamo il trionfo della luce sul buio e sulla morte. La signora del Giorno è (o deve essere) un momento di pulizia e di rinnovamento, un momento per aprire le finestre e lasciare che il vento attraversi la nostra casa (anche quella interiore), ripulendola delle influenze prolungate dell’inverno. E’ inoltre il momento per la pulizia ed il rinnovamento della propria psiche e per portare equilibrio nella propria vita.
Da un punto di vista del significato esoterico di questo giorno, con l’Equinozio di Primavera, l’Anno Magico mette per la prima volta l’Io di fronte al non-Io, all’Altro. Il percorso del Sole attraverso lo Zodiaco, che si rispecchia nella successione delle stagioni, è la grande lancetta che va di concerto con la crescita spirituale dell’Iniziato che segue l’Anno Magico.


"Omne vivum ex ovo", cioè "tutti i viventi nascono da un uovo", è il motto che per secoli ha spiegato il principio che la vita non può avere origine dal nulla. Da esso capiamo quale importanza abbia sempre avuto l'uovo, con la sua forma perfetta, nel nostro immaginario.
In tutto il mondo, l’uovo è il simbolo della Pasqua. Dipinto o intagliato, di cioccolato o di zucchero, di terracotta o di cartapesta, l’uovo è parte integrante della ricorrenza pasquale e nessuno vi rinuncerebbe. Ma quanti di noi conoscono il significato autentico di questo simbolo?


L’uovo, che nel suo stesso involucro e per la sua forma racchiude il germe della vita, della riproduzione, della continuità e, quindi, dell’immortalità, rappresentò nel tempo l’archetipo psichico della cellula primaria, sorgente magica della vita.
Preso come simbolo della potenza femminile della natura, è stato rappresentato come vergine madre, come caos, come abisso primordiale; ed essendo sferoide, come emblema dell’eternità e dell’infinito, origine del microcosmo e del macrocosmo, la manifestazione in miniatura del processo creativo dell’evoluzione cosmica.
Fin dalle primissime concezioni dell’uomo, esso fu considerato da tutti i popoli come il simbolo che avrebbe rappresentato nel miglior modo possibile l’origine ed il segreto dell’Essere e, per questo, fu venerato tanto per la sua forma quanto per il suo mistero interiore.
L’uovo fu venerato anche per la sua forma sferoidale che fu individuata quale rappresentazione primordiale di tutte le cose, dall’atomo al globo, dall’uomo visto nel suo involucro aurico, all’Angelo (i serafini sono detti Globi alati).

In Egitto l’uovo era consacrato ad Iside ed era il simbolo della vita immortale e dell’eternità, preso come glifo della matrice generatrice. Nel rituale egiziano si parla di Seb, il Dio del Tempo e della Terra che depone un uovo o l’Universo nel KHOOM, acqua dello spazio, principio femminile astratto.
Nel Libro dei Morti, il Dio RA è rappresentato come radiante nel suo Uovo (il Sole).
I Cinesi descrivono la nascita del loro primo uomo da un uovo che Tien, il loro Assoluto, lasciò cadere dal Cielo sulla terra.
I testi sanscriti alludono ad un immenso uovo da cui sarebbero sgorgati i celesti.

martedì 26 marzo 2013

Mentalismo



Il mentalismo è una forma d’intrattenimento che attraverso l’utilizzo di varie tecniche combinate mette in scena diversi fenomeni estranei alle normali leggi fisiche e psichiche, come la lettura del pensiero, la precognizione, la chiaroveggenza, la psicocinesi.

Chi è il mentalista

Si potrebbe affermare che il mentalista sia un prestigiatore della mente. Anziché esibire abilità tecniche e manipolatorie frutto di anni di pratica intensa, tende a nasconderle e minimizzarle, enfatizzando invece gli aspetti della presentazione e della tensione empatica col proprio pubblico. Difficilmente infatti assistiamo a spettacoli di mentalismo che fanno leva sull’aspetto visivo dell’intrattenimento come avviene invece nell’illusionismo classico. Il centro dell’azione sta tutto nel rapporto che si instaura tra il mentalista e gli spettatori che collaborano con lui.

Come funziona

Durante le sue esibizioni il mentalista riproduce a fini spettacolari i presunti poteri paranormali di medium, indovini e sensitivi, dando sfoggio di abilità speciali e straordinarie come telepatia, percezione extra-sensoriale, controllo della mente sulla materia, memoria prodigiosa.
Non è raro che siano gli stessi spettatori a essere invitati a collaborare con il mentalista, divenendo quindi i veri e propri protagonisti di esperienze fuori dall’ordinario.

Gli strumenti

L’arsenale tecnico del mentalista è fondamentalmente lo stesso del prestigiatore e dell’illusionista classico. Egli però combina diversamente fra loro i trucchi della magia tradizionale in modo da trasmettere l’impressione di essere realmente in grado, con i suoi “poteri mentali”, di leggere nella mente del pubblico. Le sue doti e le dimostrazioni stupefacenti che riesce a dare sono il risultato di un’attenta e raffinata miscela di abilità teatrali, nozioni di psicologia, inganno e affabulazione.

Le tecniche

Nel corso degli ultimi anni, alcuni esponenti del mentalismo contemporaneo hanno sviluppato un approccio meno tradizionale al loro modo di fare spettacolo, ricorrendo sempre più spesso a tecniche psicologiche, di comunicazione non verbale o di Programmazione Neuro-Linguistica (PNL). Gli effetti presentati in tal modo, seppur molto vicini ad una vera dimostrazione di lettura del pensiero, comportano però un’alta percentuale di aleatorietà, e rischiano di fallire.



Tra i numeri più coinvolgenti di un mentalistafigura senza dubbio l’ipnosi, conosciuta comeipnosi da palcoscenico, che si distingue dall’ipnosi classica che ha anche utilizzi terapeutici. In realtà, come diceva lo psichiatra statunitense Milton Erickson, “L’ipnosi non esiste, tutto è ipnosi”. Una frase paradossale che indica come l’ipnosi sia un fenomeno ancora da studiare e comprendere a fondo in tutte le sue sfaccettature.
L’ipnosi da palcoscenico rappresenta un caso a parte, perché è soprattutto uno strumento di spettacolo. Ma su quali processi si basa?
La spiegazione va individuata nel concetto di “suggestione”. Con questo termine si indica l’accettazione acritica da parte della nostra mente di informazioni o input di vario tipo, cioè senza il vaglio critico della razionalità.
Prova a riflettere: quante volte ti è capitato di fare qualcosa senza accorgertene per poi ritrovarti a riflettere perché diavolo lo hai fatto? C’è chi fa una manovra stupida in auto, chi dice una frase che non pensa, chi acquista un’intera collezione di enciclopedie da un venditore porta a porta. Ma com’è possibile che ciò accada? Il “merito” è sempre della suggestione.
 Sono uti­liz­zati in vario modo dagli ipno­ti­sti, sia sul pal­co­sce­nico che in stu­dio, e pos­sono essere fatti per gioco. Se saprete pre­sen­tarli bene, facendo in modo di accre­scere la ten­sione e l’aspettativa di chi par­te­cipa al numero, con i test ipno­tici il suc­cesso è assicurato.
Dita magne­ti­che
E’ uno dei test ipno­tici più sem­plice. Consiste nel far giun­gere le dita al sog­getto. Si parte con le mani ser­rate e gli indici tesi, gli si chiede di sepa­rare gli indici quanto più pos­si­bile, senza sfor­zare troppo. Gli indici dovreb­bero tro­varsi a circa due cen­ti­me­tri l’uno dall’altro.
A que­sto punto si chiede al sog­getto di imma­gi­nare che i suoi indici sono due magneti che si atti­rano irre­si­sti­bil­mente l’uno verso l’altro. Chiedete al sog­getto di pen­sare sol­tanto a que­sto, di fare in modo che nes­sun pen­siero estra­neo si intro­metta. Ditegli che più gli indici si avvi­ci­ne­ranno tra loro, mag­giore sarà la forza con cui si attirano.
Appena vedete il più pic­colo movi­mento, cari­cate la vostra voce in sin­to­nia con i movi­menti delle dita. Ditegli che quando le dita si toc­che­ranno, saranno unite così for­te­mente che non potranno essere separate.
Quando le dita si toc­cano, chie­dete al sog­getto di pro­vare a sepa­rarle, atten­dete qual­che secondo che fac­cia il ten­ta­tivo e poi dite “Adesso puoi separarle”.
Questo sem­plice eser­ci­zio può essere fatto anche con i gruppi. In que­sto caso non tutti i sog­getti rispon­de­ranno alla stessa maniera, ma la mag­gior parte delle per­sone por­terà a ter­mine l’esercizio.




domenica 24 marzo 2013

Rituali esoterici e magia



Rituali esoterici e magia  sono  pratiche  tradizionali conosciute nel mondo e sono di  due tipi:- Quella di origine Afro-Caraibica: "Macumba e Riti  Voodoo" e quella di origine Ebraica: "Magia Salomonica"

I Rosacroce sono, in Occidente, la magia; e tutto ciò è magia richiama anche inevitabilmente i Rosacroce.
La massoneria è una filiazione diretta delle società rosacrociane e templari. Possiamo quindi dire, semplificando le cose, che la massoneria è un’immensa organizzazione magico-esoterica.

La magia è l’arte di modificare la realtà.
Israel Regardie scrive che “la magia è l’arte di applicare cause naturali per produrre effetti sorprendenti”.
Crowley diceva che “lo scopo generale della magia è influenzare il mondo dietro le apparenze, per poter trasformare le apparenze stesse”.
Robert Canters, nella sua prefazione a "Storia della magia" scrive che "per mezzo della magia le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano".
Il mago non è un tizio vestito in modo strambo che fa uscire un coniglio dal cilindro. Il mago è colui che riesce a modificare la realtà attorno a sé, facendo prendere agli avvenimenti la piega che vuole lui.


In realtà il mago non fa né più né meno che quello che fanno quasi tutte le persone, ad eccezione degli atei e dei materialisti convinti: il cattolico si recherà a Lourdes o invocherà Padre Pio, l’induista praticherà forme di meditazione (sono strabilianti i “miracoli” compiuti dagli Yogi orientali), il buddhista reciterà dei mantra, altri ritengono di avere un contatto coi propri defunti, ecc.


Genericamente si designano "rituali" quelle azioni umane, realizzate consapevolmente in aderenza a moduli 
tradizionali, alle quali viene attribuito valore simbolico. 
Poiché dobbiamo esaminare gli aspetti del rito dal punto di vista massonico, quindi in chiave esoterica, esso 
non può essere considerato come un semplice insieme di formule, d’espressioni solenni, di prescrizioni, di 
regole, d’atti meccanici, ma va penetrato nella sua essenzialità. 
Nell'ottica del suo significato più profondo la caratteristica della ritualità massonica è il SIMBOLISMO. 
Il simbolo - cui la Massoneria attribuisce valore assoluto - è l’espressione di un linguaggio universale, ed è 
qualificato da una particolare prerogativa: in esso, l'elemento essenziale non è il segno, ma il significato 
inserito nel segno; quest'ultimo, solo ed esclusivamente dal significato trae valore e giustificazione. 
I1 simbolo massonico in particolare riveste un suo specifico valore pregnante e condensativo, ed assume 
sempre una duplice funzione riassuntiva ed evocatoria. 
Tutti gli studiosi d’esoterismo concordano nel sostenere che solo attraverso lo studio della forma simbolica è 
possibile accedere alla conoscenza delle verità d’ordine superiore: metafisiche, iniziatiche, religiose, 
magiche. 
Unicamente attraverso il simbolismo può essere trasmessa la conoscenza dottrinale tradizionale, in quanto il 
simbolo è idea, e pertanto non individuale, ma infinito, universale.

presupposti rituali sono quelle condizioni precedenti al rito vero e proprio che permettono la sua riuscita: il rito si può dire ‘riuscito’ o ‘felice’ quando ha ottenuto come risultato la modificazione psichica del neofita, della sua prospettiva su di sé e sul mondo e dei suoi modi di essere e di agire; cioè ha permesso al neofita di entrare nella continuità iniziatica e così intraprendere il suo iter entro la comunità.
Il primo presupposto rituale è la presenza di una comunità iniziatica.Questo presupposto sembra ovvio, ma non lo è affatto se si considera come comunità iniziatica non la mera presenza di uomini che si dichiarano iniziati, ma una loro effettiva partecipazione e pratica, antecedente al rito e al suo interno, che rientra entro una Tradizione esoterica assodata o in una prospettiva esoterica nascente. Ciò significa che i partecipanti agiscono ed operano in riferimento a specifici contenuti esoterici, metafisici, simbolici, etici e rituali. In questa sede ci soffermiamo solo sul primo caso: quello della presenza di una Tradizione assodata. Il caso di una prospettiva esoterica nascente genera condizioni diverse, ma assimilabili a quello che esaminiamo in questa sede. 
L’iniziazione acquista significato solo entro una Tradizione esoterica, per questo il presupposto della comunità iniziatica indica la necessaria presenza di una Tradizione; se questa viene meno, si vanifica anche la comunità che in tal caso non può dirsi iniziatica, anche se usa questo aggettivo per denominarsi.La Tradizione, è bene sottolinearlo, non è un corpus definito e inalterabile, bensì è sottoposto a uno sviluppo che deriva dalle pratiche rituali, dagli uomini che ne fanno parte e dalle condizioni socio–culturali in cui è inserita. Una Tradizione che deve essere vissuta e compartecipata da coloro che si dichiarano di accettarla e di farne parte perché solo in questo modo diventa il nucleo regolativo della comunità; la comunità diventa tale solo se è attivamente presente una Tradizione. 



La Magia nera fa uso di formule, forze, demoni molto potenti e difficili da controllare. usa forze di basso livello vibratorio. usa demoni ed entità create appositamente dal Mago per lo scopo specifico che si è prefisso e poi le distrugge. Usava (ora non è più necessario) sacrifici di sangue.
Tutto questo indipendentemente dalla motivazione, dalla morale, dal bene o dal male.
Un Mago capace può fare del bene come del male usando la Magia nera.
Come il coltello, ci tagli la pizza o ci tagli la gola del tuo nemico. Le motivazioni stanno in chi impugna il coltello. Ed è difficile da fuori giudicarle.
La Magia bianca è apparentemente, meno spettacolare, usa vibrazioni ed entità molto potenti con cui si stabilisce più un rapporto simbiotico e di collaborazione


domenica 17 marzo 2013

Psicomagia (metodo di Alejandro Jodorowsky,)



Alejandro Jodorowsky, nato nel Cile del Nord nel 1929, da genitori ebreo-ucraini, si è spostato a Parigi nel 1953, ed insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor, fonda il movimento di teatro "panico".

Jodorowsky, oltre ad essere direttore di teatro, è anche autore di pantomime e pièce teatrali, scrive romanzi e storie per fumetti.

Una parte importante è costituita dalla sua attività cinematografica, la notorietà è dovuta ai suoi film, dei quali citiamo Il paese incantato, dall'omonima opera di Arrabal, El Topo, La montagna sacra, Santa sangre-Sangue santo e Musikanten (regia di Franco Battiato).

Ma la innovazione più importante è la PSICOMAGIA.
Jodo si chiese chi "fosse l'artista benefico, il mago buono, capace di creare opere d'arte dotate di forze così positive da indurre l'osservatore all'estasi"."Nella psicomagia spetta all'inconscio decifrare l'informazione trasmessa dal cosciente". "E se ti rivolgi all'inconscio con il suo linguaggio, ti risponderà subito". Dopo avere osservato a lungo all'opera, sia come paziente che come aiutante, una stregona messicana di nome Pachita che curava ogni giorno decine e decine di persone, capì che "in ogni adulto, perfino in quello più sicuro di sé, dorme un bambino desideroso d'amore, e che il contatto fisico è più efficace di qualsiasi parola per stabilire una relazione di fiducia e rendere il soggetto disponibile a ricevere". Se a questo aggiungiamo che quando uno stregone "finge un'operazione, il corpo umano reagisce come se fosse sottoposto ad un intervento autentico" ci avviciniamo a comprendere le basi psicologiche su cui si fonda l'efficacia della magia. Il segreto degli sciamani è quello di sapere "come rivolgersi direttamente all'inconscio tramite il suo linguaggio, attraverso le parole, gli oggetti o le azioni
Alejandro Jodorowsky, utilizza anche i tarocchi per cogliere i segni dell'inconscio.
Il codice simbolico dei Tarocchi è forse alla base di tutte le opere di questo personaggio, che per gran parte della sua vita ha utilizzato gli Arcani come strumento di conoscenza originale e creativo, facendone una vera e propria arte terapeutica dell’inconscio.
La sua personalissima via dei Tarocchi è un percorso straordinario nel linguaggio ottico dei colori e delle forme, dei simboli e dei personaggi, che invita a esplorare le profondità del Sé senza pregiudizi né reticenze, con una coraggiosa e spregiudicata visione della psiche e un grande amore per il prossimo. Questo è ciò che ho percepito quando ci siamo incontrati per condividere la nostra comune passione tarologica.

Per risolvere un problema non basta identificarlo. Non serve a niente essere consapevoli se non si passa all'azione". "La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze". Per vincere questa sorta di inerzia, serve assumersi la responsabilità di realizzare un'azione concreta, in grado di scardinare abitudini, automatismi e coazioni a ripetere: l'atto psicomagico diventa il mezzo per trasformare la consapevolezza conscia in un comando dato all'inconscio,perché solo la "collaborazione" dell'inconscio può guarire i nostri "blocchi" psichici. 
la psicomagia parte dall'assunto che nessuna presa di coscienza di noi stessi vale a cambiarci a meno che non si sostanzi in un'agire concreto. Più o meno quel che comprese Freud quando prese atto che, a differenze delle sue prime supposizioni, per rimuovere una nevrosi (abreazione) non bastava rendere consapevole il paziente del trauma da cui s'era originata. Si tratta di un concetto implicito nel pensiero magico dello sciamanesimo, che opera proprio tramite riti che parlano direttamente "ai nostri dei". Al pari dello sciamano uno psicomago prescrive un rito che usa il linguaggio simbolico dell'inconscio per comunicare direttamente con esso, superando e vincendo le censure e le resistenze della nostra parte conscia.

Esempi di atti psicomagici

Una persona parlava a Jodorowsky dei propri problemi economici, dicendogli che non aveva mai un soldo in tasca. Jodorowsky gli chiese semplicemente di incollare alle proprie scarpe due monete, in maniera tale che camminando si potesse sentire il tintinnio delle monete sulla strada. A un ragazzo, orfano del padre, la cui la figura, idealizzata e severa, continuava a inficiarne la vita, chiese di bruciare una foto del padre, gettando le ceneri in un bicchiere di vino, e quindi di berlo.

Della psicomagia si è servito anche Vittorio Gassman. Negli ultimi anni di vita, soffrendo di depressione, si era rivolto a Jodorowsky perchè lo aiutasse. Jodorowsky gli propose questo gesto psicomagico: alla mezzanotte, Gassman sarebbe dovuto entrare nel cimitero dove era sepolto il padre, e sopra la sua tomba avrebbe dovuto sgozzare un gallo, versandosene poi il sangue sul proprio ventre. Gassman si rifiutò di compiere il gesto, dicendogli «Ma io non posso. Io sono Vittorio Gassman». Per Jodorowsky quella fu la vera natura della depressione dell'attore, il dover 'portare' un nome come un etichetta

martedì 5 marzo 2013

La morte, e poi?


La morte: e poi?Cosa succede in quell’attimo fatale che segna il passaggio dalla vita alla morte? Esiste una vita ultraterrena? Sono varie le ipotesi, formulate nella storia, per il “dopo”. Cosa succede dopo la morte? Nulla? C’è un’altra vita? C’è un mondo che arriva? C’è un diverso modo di vivere la vita che subentra? Tutto è possibile, visto che non c’è niente di certo.La società contemporanea non onora più la morte come passo naturale della vita
la conoscenza e la consapevolezza dell'esistenza della vita dopo la morte può aiutare molti a superare sia la paura della propria morte sia il dolore per la morte di qualcuna delle persone che si amano.La conoscenza può
aiutare a superare il dolore proprio nel momento della separazione. La nostra vita
qui nella realtà fisica va intesa come preparazione.Non tutti riescono a concepire la possibilità che dopo la vita terrena esista un’altra dimensione di esistenza, ma sono sempre più numerosi coloro che riconoscono che dopo la morte la vita continua in un’altra forma e su un altro piano. 
La comprensione di questa realtà (che riguarda tutti) è essenziale per giungere ad una consapevolezza più chiara del senso della vita, delle relazioni e delle situazioni che viviamo. Senza il riconoscimemento di questa possibilità si rischia di rimanere isolati nelle vecchie credenze.
Riuscire ad andare oltre il limite della propria esistenza significa uscire dai confini dei dogmi religiosi o filosofici ed abbracciare una prospettiva più vasta, più vera e comprensibile che può condurre alla scoperta di ciò che veramente siamo: esseri spirituali in cammino verso la realizzazione di noi stessi. Cosa siamo, da dove veniamo e a cosa siamo destinati?
Quando scopriremo che la vita attuale non è altro che una delle tante esperienze appartenenti al nostro percorso di crescita riusciremo ad accogliere una visuale più obbiettiva di noi stessi e saremo così in grado di affrontare la vita con un approccio nuovo, più consapevole e propositivo, perchè avremo scoperto che niente finisce mai e che di fronte ad ognuno di noi c’è solo vita ed infinitamente vita. 

lunedì 4 marzo 2013

Fantasmi e spettri a Torino ed a Genova




Fantasmi, spettri, presenze, spiritismo. Da sempre sono i protagonisti di storie e leggende.. da sempre se ne trova traccia qua e là nei giornali, negli almanacchi di paese, nei racconti degli anziani. Ma cosa sono i fantasmi? e soprattutto esisto realmente?
I fantasmi sono gli spiriti di morti che non trovano pace e continuano a vagare sulla terra, ritornando nei luoghi dove sono vissuti e dove sono morti, spesso di morte violenta, o per comunicarci un loro messaggio.
Torino che vanta secoli di tradizione esoterica, punto vertice dei due triangoli magici: la Torino occulta vissuta da Nostradamus e Cagliostro. 
Esistono cunicoli, passaggi, rifugi nello snodo nero dei quali per parecchio tempo la Torino sotterranea ha dato accoglienza e protezione agli abitanti del "piano di sopra", anche da prima del 1706, anno dell'assedio alla cittadella di Pietro Micca. punto vertice del satanismo europeo e del culto massonico, inscritta come già accennato in quel triangolo maledetto di energia nera insieme a Praga e Lione - 
Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.

In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana. 
La tradizione esoterica vuole Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Torino è costruita sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in piazza Statuto (uno uguale si trova ad undici chilometri di distanza alla fine di corso Francia).
Da piazza Statuto, a due passi dalla stazione di Porta Susa, tutta la zona rappresenta il "cuore nero" della città, secondo i romani zona infausta, parlavano di confine tra il bene e il male perché qui vi era la "vallis occisorum" luogo di uccisione e di sepoltura.
In piazza Statuto il patibolo restò per molto tempo, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna.
Dall’aiuola centrale di piazza Statuto si accede alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno.
In via Barbaroux troviamo la chiesa della Misericordia dove sotto la chiesa si racconta ci siano molte salme di giustiziati.
In un palazzo nella vicinanze della chiesa di Santa Maria di Piazza ( dove c’è un quadro della Madonna dipinto (si dice) da San Luca) pare anche sia custodito il Velo della Madonna, un semplice panno nero come era di uso allora.
In via Bonelli abitava il boia di Torino che, sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i suoi "ferri da lavoro".
In piazza Solferino,si trova la Fontana Angelica, luogo magico e misterioso ricco di significati allegorici, che rappresenterebbe la Porta verso l’Infinito. Nella piazzetta del Corpus Domini una chiesa, dove è ancora conservato il calice protagonista del miracolo più famoso avvenuto a Torino. Si narra che un ladro aveva rubato l’ostensorio nella chiesa di Exilles, ma il calice improvvisamente uscì dal sacco dove era stato nascosto e si librò in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere. All’interno della chiesa vi è una lapide che ricorda l’avvenimento.
Anche Genova è una città occulta ed esoterica.
La Superba pullula di luoghi ove “ghe se vedde, ghe se sente”, ossia si vedono, captano e ricordano sensazioni e accadimenti inquietanti.
Ad esempio, forse non tutti gli abitanti di Salita Emanuele Cavallo e di Salita Accinelli – nel quartiere di Castelletto – sanno di abitare in quelle che sino al 1865 si chiamavano, rispettivamente,  Salita (Muntà) dell’Agonia e Salita della Morte.
Questo perché i condannati alla forca, che dal 1509 si trovava in via del Castellaccio,  percorrevano da vivi la prima salita, e scendevano defunti dall’altra.
Nel ‘700 le impiccagioni costituivano, come in altre parti d’Italia, un vero spettacolo per la popolazione; nella folla di spettatori spiccavano eleganti nobildonne che, sedute a tavolinetti portatili stile picnic, insieme ad amiche, cicisbei e valletti assistevano all’esecuzione intingendo biscottini in tazze di cioccolata calda se era inverno, o gustando sorbetti in estate.
Invece la spianata dell’Acquasola, vicina a piazza Corvetto, è da sempre nota come luogo di presenze occulte; questo potrebbe avere una spiegazione con i suoi sotterranei che vennero usati come cimitero durante la peste del 1657 che fece fuori 80.000 genovesi; tuttora quei sotterranei pullulano ossa e crani.
Si dice che presso la porta dei Vacca, appena fuori dall'antica cinta muraria medioevale, potrebbe capitarvi di inbattervi in un carro spettrale. 
Si narra infatti che, dalla Porta dei Vacca, tra la notte del Venerdì Santo e l'alba della Pasqua, uscirebbe, per  risalire lungo l'odierna via delle Fontane e poi sulle alture della valle di Carbonara, un carro spettrale che, condotto da un misterioso spirito incappucciato e trainato da un fantastico destriero, condurrebbe verso luoghi di maggiore pace le anime di quanti sono stati colti da morte violenta o improvvisa;


sabato 2 marzo 2013

Tipi psicologici secondo diverse correnti di pensiero



La propensione a semplificare la varietà del molteplice è una delle caratteristiche umane. La varietà delle persone è tale che non deve stupire che le tipologie più antiche mirassero a schematizzare proprio questa diversità.
I Tipi Psicologici sono il terreno della molteplicità, un Olimpo di dei pagani contro la normalizzazione riduttiva del monoteismo scientifico, teso a ricondurre tutto a uno o pochi più principi meccanicistici che oscurano le diversità espressive e la ricchezza delle singolarità individuali. Insomma, l'ideale sarebbe avere tanti tipi quante sono le persone ma, visto che con uno scenario simile non si potrebbe operare, ben vengano i modelli tipologici. Sono tanti e molto diversi fra loro, non solo in relazione ai contenuti, ma anche ai fini che perseguono: si parte dai casi in cui si pretende di operare diagnosi o di etichettare le persone, fino a quelli in cui si usano come basi provvisorie da cui partire per generare cambiamenti, palestre per l'immaginario e per il lavoro sulla "persona". Alcuni modelli infatti fanno riferimento alla personalità, altri al carattere (e per queste sfumature di definizione rimandiamo ai manuali di teorie della personalità), altri ancora alla costituzione genetica. Una differenza fondamentale fra i modelli tipologici è, infatti, data dalla posizione rispetto al cambiamento: alcuni fanno riferimento a teorie deterministiche che vedono i tipi come stampi immutabili su cui è stata forgiata la personalità dell'individuo, altri delle condizioni più o meno momentanee e più o meno sensibili al cambiamento. Addirittura i tipi psicologici vengono usati come tappe di percorsi o pratiche per la trasformazione del carattere. 
Nel confronto Jung / Freud abbiamo visto due temperamenti notevoli ma opposti, e Jung aveva dovuto constatare che, pur trattando ambedue la stessa disciplina e avendo un bagaglio culturale comune, avevano tali divergenze nel modo di pensare e fare da essere inconciliabili, tanto che alla fine dovettero dividersi dolorosamente.
L’intolleranza reciproca dovuta a motivi caratteriali può prodursi nella stessa famiglia anche tra persone che si vogliono molto bene; l’acqua e l’olio non legano, nemmeno se ce la mettono tutta; possono anche momentaneamente mescolarsi, poi ognuno riprende la propria natura.
Un conflitto caratteriale è sperimentabile ovunque, in famiglia, con gli amici, sul lavoro…, e spesso è irrimediabile, senza che possiamo conciliarlo con l’affetto o la buona volontà, lo dobbiamo accettare come fisiologico.
Il conflitto caratteriale di Jung con Freud non fu solo concettuale, provò che si poteva essere amici e avere gli stessi interessi e tuttavia vedere il mondo con prospettive opposte e teorie antitetiche.
Così Jung si convinse che esistevano forme del carattere che erano in gran parte innate.
Freud, da buon positivista, pensava che il bambino, nascendo, fosse una pagina bianca che poi si formava attraverso l’esperienza. Jung, al contrario, credeva in forme psichiche già definite alla nascita, che poi possono modificarsi e evolvere.

Jung distinse prima di tutto due tipi fondamentali: gli ESTROVERSI e gli INTROVERSI. 

Estroversione e Introversione sono due movimenti dell’energia psichica. “L’introverso si comporta in modo astratto… l’estroverso si comporta positivamente verso l’oggetto”.
L’Estroverso orienta l’energia preferibilmente verso l’esterno: atti, fatti e persone. L’Introverso orienta l’energia preferibilmente verso l’interno: idee, emozioni e pensieri. L’Introverso vede il mondo da dentro, l’Estroverso da fuori.
Secondo Jung, questi atteggiamenti hanno antecedenti biologici cioè sono innati.


Estroverso e Introverso sono tipi estremi ma normalmente abbiamo mescolanze o successioni di atteggiamenti in situazioni diverse o addirittura in periodi diversi. Jung diceva: “Un estroverso puro non esiste, neppure un introverso puro. Se esistessero, starebbero al manicomio”.Principalmente indicano controllo o improvvisazione. Lo

spontaneo/improvvisatore = desiderio/essere e vive con passività la

>Lo spontaneo/improvvisatore, se è anche quello che "non impara dai suoi
errori" non si riferisce alla distonia essere/avere allora ma alla struttura
base/alterata, in questo caso base. Se nel tipo junghiano c'è pure la componente
di desiderio e passività allora costui è un essere base e Jung ha fatto un miscuglio.

relazione emotiva. Il pianificatore/controllo = possedere, controllare/avere
e vive attivamente la relazione emotiva (Ecc, ecc).
Sono filtri particolarmente evidenti nelle relazioni, ad esempio, con le
donne.

>Costui invece è la struttura alterata che se abbinato ad un'attività nella
relazione potrebbe essere sia un avere alterata (se il comportamento è attivo
anche se ritiene di essere passivo o parla come un distonico dll'essere) o un
essere alterata (se il comportamento è passivo anche se ritiene di essere attivo
o parla come un distonico dell'avere)

C'è poi un altro aspetto che riguarda l'energia, ovvero l'atteggiamento primario. Ci sono Tipi essere o avere centrati all'interno o verso l'esterno.
E' il modo in cui si ricaricano di energia.

>Qui c'è più convergenza tra Jung e Benemeglio. C'è anche assonanza tra
autoattribuzione/introspezione/lato destro del corpo (e "occhi verso destra")
nella cnv analogica e i movimenti oculare PNL dove destra indica un processo
interno (o creato) e vice versa dove sinistra sta per eteroattribuzione/causa
esterna/lato sinistro del corpo nonché occhi) e PNL dove occhi a sinistra indica
"vissuto" o ricordato.

L'attribuzione delle cause, invece, viene fuori mettendo in asse l'auto
immaggine. La persona può concepirsi come il 1) più grande 2) più piccolo 3)
uguale agli altri con ==>(incrocia questi parametri con) 1) verso, 2) via da..
3) contro (quest'ultimo aspetto mette in evidenza l'impostazione principale
riguardo alla relazione tra l'individuo e i genitori - padre, madre o entrambi).
L'auto immagine riguarda la qualità dell'impostazione, mentre le strategie
emotive ( in ogni caso negative) indicano la direzione.



I tipi di personalità dell'enneagramma 
TIPO 1 - Il 'Riformatore'
Perfezionista. Ha un amore esagerato per ordine e pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte è pedante. E' pignolo.
NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine. La non puntualità, la spiritosaggine. L'incorrettezza.
INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti

PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'? 
CHIEDE: Ho ragione? 
IL PECCATO: Ira 
TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione. 
LA NAZIONE: La Russia e la Svizzera


TIPO 2 - Il 'Benevolo'
Spirito di sacrificio; dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo Tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato diventa piagnucoloso. e' un sentimentale. Tende a sentirsi una vittima.
NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno", chi è indipendente.
INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. Ha 'dovuto' occuparsi degli altri familiari

PENSA: C'è "bisogno di me", sono troppo "utile". Non ho tempo per me. Devo 'aiutare' gli altri 
CHIEDE: Sono abbastanza buono? Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me? 
IL PECCATO: l'Orgoglio
LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione
LA NAZIONE: L'Italia


TIPO 3 - Il 'Motivatore'
È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista.
Produttivo, efficiente iperattivo. Camaleontico: recita se stesso 
NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento 

INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. 
PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio" 
CHIEDE: Sono abbastanza bravo? È andata bene? Vi è piaciuto quello che ho fatto? 
IL PECCATO: La menzogna 
LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine
LA NAZIONE: Gli Stati Uniti


TIPO 4 - L'artista
Ha grande senso artistico, gusto del bello, senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. Si preoccupa dell'immagine Veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccentrico, l'eccezionale Si esprime attraverso l'arte: poeta, musicista, pittore, ceramista, fioraio, design. Non disdegna situazioni strane, scandali, cose proibite.
NON SOPPORTA: Il brutto; lo sporco; il "normale"; l'ordinarietà. 

L' INFANZIA: Ha subito perdite (un genitore; trasferimenti, sradicamenti) 
PENSA: "Devo farmi notare o nessuno si accorgerà di me" 
CHIEDE: "Cosa pensate di me? Mi notate? Vi colpisco?" 
Il PECCATO: L'invidia 
LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte
LA NAZIONE: La Francia


TIPO 5 - Il 'Pensatore'
Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore Sembra freddo e distante
NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La superficialità, la disattenzione 
INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", sono vissuti in ambienti ristretti 

PENSA: "Cogito ergo sum": penso dunque esisto 
CHIEDE: Come si fa? Come funziona? 
IL PECCATO: L'avidità 
LA TRAPPOLA: L'avarizia
LA NAZIONE: L'Inghilterra


TIPO 6 - Il 'Lealista'
Ha spirito di gruppo È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso.
Oppure: (Il tipo 'controfobico') È estremista, provocatorio, temerario, amante del rischio
NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole Le devianze 
INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto.

PENSA: Non posso fidarmi di nessuno, neanche di me stesso 
Il PECCATO: La paura 
LA TRAPPOLA: La codardia o la temerarietà
LA NAZIONE: La Germania e il Giappone


TIPO 7 - Il 'Tuttofare'
Emana gioia e ottimismo ama giocare e divertirsi. É un entusiasta. Vuole avere "più" di tutto non vuole crescere (Peter Pan). Spesso ha problemi di peso (odia le diete) Vive di eccessi.
INFANZIA: Molti sette hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose nell'infanzia che non vogliono ripetere 
NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza 

PENSA: Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile 
CHIEDE: Sarò abbastanza simpatico? 
Il PECCATO: L'ingordigia, l'intemperanza 
LA TRAPPOLA: Idealismo, superficialità
LA NAZIONE: Il Brasile


TIPO 8 - Il 'Leader'
Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri È provocatorio, litigioso, rissoso Incute timore
NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia 
INFANZIA: Ha subito soprusi e ingiustizie (gli 8 spesso provengono da ghetti, o da famiglie molto abusanti fisicamente). 

PENSA: Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza 
IL PECCATO: La lussuria 
LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole" 
LA NAZIONE: la Spagna


TIPO 9 - Il 'Pacificatore'
È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, è diplomatico. È sincero. È amorevole. È Influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare il conflitto.
NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività 
INFANZIA: Si è sentito trascurato o "sommersi" in qualche modo. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. 

PENSA: Non valgo molto, è meglio andare d'accordo con tutti, così non ho fastidi 
CHIEDE: "Perché devo stare in piedi se posso sedermi? Perché devo stare seduto se posso stare sdraiato? Perché voi siete così frenetici?" 
IL PECCATO L'accidia, la pigrizia 
LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga
LA NAZIONE: il Messico

Tipi Psicologici per Benemeglio



lo sviluppo della persona secondo Benemeglio va così: Neonato ha esigenze che vengono per forza frustrate. Se queste esigenze sono regolarmente

frustrate nella negazione di calore, cibo, affetto, soffre per non avere e lì nasce la sua distonia avere di base. Da lì, per la "forma" della distonia avere,
incomincia ad attribuire all'esterno la sua sofferenza e perciò vede tutto ciò che appartiene ad una classe diversa dalla sua (non si identifica ancora come
individuo ma facente parte di una classe di entità "fantasma buono / fantasma cattivo") come causa del suo problema. Se nota di appartenere al mondo maschile per rilevazione archetipale, attribuirà al mondo femminile la causa del suo problema. Quando si identificherà come individuo, e farà una distinzione tra le figure materna e paterna, trasformerà questa eteroattribuzione sulla mamma (è lei e tutte quelle come lei che mi fanno star male) e perciò nasce la sua prima tipologia - conflittuale madre avere base (una femmina sì trattata dal suo
ambiente sarebbe un conflittuale padre avere base invece). Se l'ambiente l'avesse trattata "troppo bene", mamma e/o papà troppo premurosi per esigenza del bimbo/a avrebbe sviluppato una distonia essere e perciò il bambino sarebbe
stato un conflittuale padre essere base e la bambina una conflittuale madre
essere base. Se il bambino base ha un "genitore causa" (= fantasma cattivo) che
si comporta dalla stessa distonia sua (bambino avere base, madre avere per esempio) nasce un conflitto di ruoli e perciò deve sottomettersi il più debole
(il bambino) perché questo conflitto provoca troppa sofferenza se tutti e due
pretendono lo stesso ruolo, attivo in questo caso. Perciò muta la distonia in  essere ma la struttura cambia da base ad alterata. La caratteristica della
struttura alterata è che l'istanza logica continene componenti logici (enunciato e ragionamento) di distonia contrari a quelli dell'istanza analogica (inconscia, emotiva). Perciò il nostro bambino conflittuale madre dell'essere struttura
alterata si comporta da essere e ragiona e parla da avere! E come se due magneti
(logica e analogica) affacciati ed attaccati per attrazione (qui rappresentata
con "=") magnetica N/S=N/S (a destra istanza emotiva a sinistra istanza logica)
venissero staccati contro la loro tendenza e una di queste venisse girata di 180° per forza N/S<>S/N e tenuto al suo posto con la colla per compensare la forza di repulsione (qui rappresentata con "<>") ora instaurata tra di loro. Può avvenire anche il passaggio ad egocentrico dove il genitore "buono" (papà in questo caso d'esempio) "tradisce" il bambino mettendo in pericolo l'unità familiare con dei comportamenti che il bambino reputi non tengono a bada a sufficenza la "cattiveria" della mamma nei suoi confronti perché il papà ha creato maretta nella relazione tra i coniugi (li vede come coppia in questa
dimensione e valuta/giudica come si comportano tra loro, una relazione in triade, e non più come genitori suoi per cui valutava come si comportavano solo
con lui in diade con lui). E con ciò non è più solo in conflitto con il genitore causa ma ora anche con quello "buono" e di più con esso che con il primo, perciò il nostro conflittuale madre passa a conflittuale egomaschio. Questo porta ad un
passaggio ulteriore ed ultimo (non tutti i passaggi tranne il primo succede in tutti noi) dove la classe distonica viene di nuovo scombussolato questa volta
tutte e due le istanze commutano distonia ossia nella struttura base succede
N/S=S/N => S/N=S/N nell'alterata N/S<>S/N => S/N<>N/S.

Personalità per FROMM
Fromm definisce la personalità come la totalità delle qualità psichiche di un individuo, ereditarie ed acquisite, di cui le prime costituiscono il temperamento, ed il carattere le seconde.
Mentre le differenze di temperamento esulano dal campo dell’etica, essendo questo riferito a modalità di reazione costituzionali e pressoché immutabili, le differenze di carattere sono eticamente qualitative, in quanto passibili di mutamento in virtù della comprensione di fatti nuovi e della sperimentazione di nuove forme di esperienza.
Il temperamento è definito in relazione alle modalità di azione della persona, ed è, come già detto, costituzionale ed immutabile; la preferenza tra l’una e l’altra modalità temperamentale è quindi puramente soggettiva, o meglio, è questione di preferenza personale e le differenze tra tali modalità sono eticamente irrilevanti.
Il carattere invece, determinato dalle esperienze dell’individuo, particolarmente da quelle dei suoi primi anni di vita, ed in una certa misura modificabile per effetto della comprensione di nuovi eventi e di nuovi tipi di esperienza, costituisce secondo Fromm l’oggetto di ogni giudizio di valore (17). Ed è dunque agendo sul carattere dell’individuo, fermo restando il suo temperamento, che la psicoanalisi può cercare di modificarne la personalità contribuendo così all’evoluzione etica della specie umana.