lunedì 4 marzo 2013

Fantasmi e spettri a Torino ed a Genova




Fantasmi, spettri, presenze, spiritismo. Da sempre sono i protagonisti di storie e leggende.. da sempre se ne trova traccia qua e là nei giornali, negli almanacchi di paese, nei racconti degli anziani. Ma cosa sono i fantasmi? e soprattutto esisto realmente?
I fantasmi sono gli spiriti di morti che non trovano pace e continuano a vagare sulla terra, ritornando nei luoghi dove sono vissuti e dove sono morti, spesso di morte violenta, o per comunicarci un loro messaggio.
Torino che vanta secoli di tradizione esoterica, punto vertice dei due triangoli magici: la Torino occulta vissuta da Nostradamus e Cagliostro. 
Esistono cunicoli, passaggi, rifugi nello snodo nero dei quali per parecchio tempo la Torino sotterranea ha dato accoglienza e protezione agli abitanti del "piano di sopra", anche da prima del 1706, anno dell'assedio alla cittadella di Pietro Micca. punto vertice del satanismo europeo e del culto massonico, inscritta come già accennato in quel triangolo maledetto di energia nera insieme a Praga e Lione - 
Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.

In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana. 
La tradizione esoterica vuole Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Torino è costruita sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in piazza Statuto (uno uguale si trova ad undici chilometri di distanza alla fine di corso Francia).
Da piazza Statuto, a due passi dalla stazione di Porta Susa, tutta la zona rappresenta il "cuore nero" della città, secondo i romani zona infausta, parlavano di confine tra il bene e il male perché qui vi era la "vallis occisorum" luogo di uccisione e di sepoltura.
In piazza Statuto il patibolo restò per molto tempo, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna.
Dall’aiuola centrale di piazza Statuto si accede alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno.
In via Barbaroux troviamo la chiesa della Misericordia dove sotto la chiesa si racconta ci siano molte salme di giustiziati.
In un palazzo nella vicinanze della chiesa di Santa Maria di Piazza ( dove c’è un quadro della Madonna dipinto (si dice) da San Luca) pare anche sia custodito il Velo della Madonna, un semplice panno nero come era di uso allora.
In via Bonelli abitava il boia di Torino che, sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i suoi "ferri da lavoro".
In piazza Solferino,si trova la Fontana Angelica, luogo magico e misterioso ricco di significati allegorici, che rappresenterebbe la Porta verso l’Infinito. Nella piazzetta del Corpus Domini una chiesa, dove è ancora conservato il calice protagonista del miracolo più famoso avvenuto a Torino. Si narra che un ladro aveva rubato l’ostensorio nella chiesa di Exilles, ma il calice improvvisamente uscì dal sacco dove era stato nascosto e si librò in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere. All’interno della chiesa vi è una lapide che ricorda l’avvenimento.
Anche Genova è una città occulta ed esoterica.
La Superba pullula di luoghi ove “ghe se vedde, ghe se sente”, ossia si vedono, captano e ricordano sensazioni e accadimenti inquietanti.
Ad esempio, forse non tutti gli abitanti di Salita Emanuele Cavallo e di Salita Accinelli – nel quartiere di Castelletto – sanno di abitare in quelle che sino al 1865 si chiamavano, rispettivamente,  Salita (Muntà) dell’Agonia e Salita della Morte.
Questo perché i condannati alla forca, che dal 1509 si trovava in via del Castellaccio,  percorrevano da vivi la prima salita, e scendevano defunti dall’altra.
Nel ‘700 le impiccagioni costituivano, come in altre parti d’Italia, un vero spettacolo per la popolazione; nella folla di spettatori spiccavano eleganti nobildonne che, sedute a tavolinetti portatili stile picnic, insieme ad amiche, cicisbei e valletti assistevano all’esecuzione intingendo biscottini in tazze di cioccolata calda se era inverno, o gustando sorbetti in estate.
Invece la spianata dell’Acquasola, vicina a piazza Corvetto, è da sempre nota come luogo di presenze occulte; questo potrebbe avere una spiegazione con i suoi sotterranei che vennero usati come cimitero durante la peste del 1657 che fece fuori 80.000 genovesi; tuttora quei sotterranei pullulano ossa e crani.
Si dice che presso la porta dei Vacca, appena fuori dall'antica cinta muraria medioevale, potrebbe capitarvi di inbattervi in un carro spettrale. 
Si narra infatti che, dalla Porta dei Vacca, tra la notte del Venerdì Santo e l'alba della Pasqua, uscirebbe, per  risalire lungo l'odierna via delle Fontane e poi sulle alture della valle di Carbonara, un carro spettrale che, condotto da un misterioso spirito incappucciato e trainato da un fantastico destriero, condurrebbe verso luoghi di maggiore pace le anime di quanti sono stati colti da morte violenta o improvvisa;


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