domenica 17 marzo 2013

Psicomagia (metodo di Alejandro Jodorowsky,)



Alejandro Jodorowsky, nato nel Cile del Nord nel 1929, da genitori ebreo-ucraini, si è spostato a Parigi nel 1953, ed insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor, fonda il movimento di teatro "panico".

Jodorowsky, oltre ad essere direttore di teatro, è anche autore di pantomime e pièce teatrali, scrive romanzi e storie per fumetti.

Una parte importante è costituita dalla sua attività cinematografica, la notorietà è dovuta ai suoi film, dei quali citiamo Il paese incantato, dall'omonima opera di Arrabal, El Topo, La montagna sacra, Santa sangre-Sangue santo e Musikanten (regia di Franco Battiato).

Ma la innovazione più importante è la PSICOMAGIA.
Jodo si chiese chi "fosse l'artista benefico, il mago buono, capace di creare opere d'arte dotate di forze così positive da indurre l'osservatore all'estasi"."Nella psicomagia spetta all'inconscio decifrare l'informazione trasmessa dal cosciente". "E se ti rivolgi all'inconscio con il suo linguaggio, ti risponderà subito". Dopo avere osservato a lungo all'opera, sia come paziente che come aiutante, una stregona messicana di nome Pachita che curava ogni giorno decine e decine di persone, capì che "in ogni adulto, perfino in quello più sicuro di sé, dorme un bambino desideroso d'amore, e che il contatto fisico è più efficace di qualsiasi parola per stabilire una relazione di fiducia e rendere il soggetto disponibile a ricevere". Se a questo aggiungiamo che quando uno stregone "finge un'operazione, il corpo umano reagisce come se fosse sottoposto ad un intervento autentico" ci avviciniamo a comprendere le basi psicologiche su cui si fonda l'efficacia della magia. Il segreto degli sciamani è quello di sapere "come rivolgersi direttamente all'inconscio tramite il suo linguaggio, attraverso le parole, gli oggetti o le azioni
Alejandro Jodorowsky, utilizza anche i tarocchi per cogliere i segni dell'inconscio.
Il codice simbolico dei Tarocchi è forse alla base di tutte le opere di questo personaggio, che per gran parte della sua vita ha utilizzato gli Arcani come strumento di conoscenza originale e creativo, facendone una vera e propria arte terapeutica dell’inconscio.
La sua personalissima via dei Tarocchi è un percorso straordinario nel linguaggio ottico dei colori e delle forme, dei simboli e dei personaggi, che invita a esplorare le profondità del Sé senza pregiudizi né reticenze, con una coraggiosa e spregiudicata visione della psiche e un grande amore per il prossimo. Questo è ciò che ho percepito quando ci siamo incontrati per condividere la nostra comune passione tarologica.

Per risolvere un problema non basta identificarlo. Non serve a niente essere consapevoli se non si passa all'azione". "La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze". Per vincere questa sorta di inerzia, serve assumersi la responsabilità di realizzare un'azione concreta, in grado di scardinare abitudini, automatismi e coazioni a ripetere: l'atto psicomagico diventa il mezzo per trasformare la consapevolezza conscia in un comando dato all'inconscio,perché solo la "collaborazione" dell'inconscio può guarire i nostri "blocchi" psichici. 
la psicomagia parte dall'assunto che nessuna presa di coscienza di noi stessi vale a cambiarci a meno che non si sostanzi in un'agire concreto. Più o meno quel che comprese Freud quando prese atto che, a differenze delle sue prime supposizioni, per rimuovere una nevrosi (abreazione) non bastava rendere consapevole il paziente del trauma da cui s'era originata. Si tratta di un concetto implicito nel pensiero magico dello sciamanesimo, che opera proprio tramite riti che parlano direttamente "ai nostri dei". Al pari dello sciamano uno psicomago prescrive un rito che usa il linguaggio simbolico dell'inconscio per comunicare direttamente con esso, superando e vincendo le censure e le resistenze della nostra parte conscia.

Esempi di atti psicomagici

Una persona parlava a Jodorowsky dei propri problemi economici, dicendogli che non aveva mai un soldo in tasca. Jodorowsky gli chiese semplicemente di incollare alle proprie scarpe due monete, in maniera tale che camminando si potesse sentire il tintinnio delle monete sulla strada. A un ragazzo, orfano del padre, la cui la figura, idealizzata e severa, continuava a inficiarne la vita, chiese di bruciare una foto del padre, gettando le ceneri in un bicchiere di vino, e quindi di berlo.

Della psicomagia si è servito anche Vittorio Gassman. Negli ultimi anni di vita, soffrendo di depressione, si era rivolto a Jodorowsky perchè lo aiutasse. Jodorowsky gli propose questo gesto psicomagico: alla mezzanotte, Gassman sarebbe dovuto entrare nel cimitero dove era sepolto il padre, e sopra la sua tomba avrebbe dovuto sgozzare un gallo, versandosene poi il sangue sul proprio ventre. Gassman si rifiutò di compiere il gesto, dicendogli «Ma io non posso. Io sono Vittorio Gassman». Per Jodorowsky quella fu la vera natura della depressione dell'attore, il dover 'portare' un nome come un etichetta

1 commento:

  1. findallamontagnasacraadora….nientevienepercaso….incontronelmioinconsciograzieaglidei….

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