domenica 24 marzo 2013

Rituali esoterici e magia



Rituali esoterici e magia  sono  pratiche  tradizionali conosciute nel mondo e sono di  due tipi:- Quella di origine Afro-Caraibica: "Macumba e Riti  Voodoo" e quella di origine Ebraica: "Magia Salomonica"

I Rosacroce sono, in Occidente, la magia; e tutto ciò è magia richiama anche inevitabilmente i Rosacroce.
La massoneria è una filiazione diretta delle società rosacrociane e templari. Possiamo quindi dire, semplificando le cose, che la massoneria è un’immensa organizzazione magico-esoterica.

La magia è l’arte di modificare la realtà.
Israel Regardie scrive che “la magia è l’arte di applicare cause naturali per produrre effetti sorprendenti”.
Crowley diceva che “lo scopo generale della magia è influenzare il mondo dietro le apparenze, per poter trasformare le apparenze stesse”.
Robert Canters, nella sua prefazione a "Storia della magia" scrive che "per mezzo della magia le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano".
Il mago non è un tizio vestito in modo strambo che fa uscire un coniglio dal cilindro. Il mago è colui che riesce a modificare la realtà attorno a sé, facendo prendere agli avvenimenti la piega che vuole lui.


In realtà il mago non fa né più né meno che quello che fanno quasi tutte le persone, ad eccezione degli atei e dei materialisti convinti: il cattolico si recherà a Lourdes o invocherà Padre Pio, l’induista praticherà forme di meditazione (sono strabilianti i “miracoli” compiuti dagli Yogi orientali), il buddhista reciterà dei mantra, altri ritengono di avere un contatto coi propri defunti, ecc.


Genericamente si designano "rituali" quelle azioni umane, realizzate consapevolmente in aderenza a moduli 
tradizionali, alle quali viene attribuito valore simbolico. 
Poiché dobbiamo esaminare gli aspetti del rito dal punto di vista massonico, quindi in chiave esoterica, esso 
non può essere considerato come un semplice insieme di formule, d’espressioni solenni, di prescrizioni, di 
regole, d’atti meccanici, ma va penetrato nella sua essenzialità. 
Nell'ottica del suo significato più profondo la caratteristica della ritualità massonica è il SIMBOLISMO. 
Il simbolo - cui la Massoneria attribuisce valore assoluto - è l’espressione di un linguaggio universale, ed è 
qualificato da una particolare prerogativa: in esso, l'elemento essenziale non è il segno, ma il significato 
inserito nel segno; quest'ultimo, solo ed esclusivamente dal significato trae valore e giustificazione. 
I1 simbolo massonico in particolare riveste un suo specifico valore pregnante e condensativo, ed assume 
sempre una duplice funzione riassuntiva ed evocatoria. 
Tutti gli studiosi d’esoterismo concordano nel sostenere che solo attraverso lo studio della forma simbolica è 
possibile accedere alla conoscenza delle verità d’ordine superiore: metafisiche, iniziatiche, religiose, 
magiche. 
Unicamente attraverso il simbolismo può essere trasmessa la conoscenza dottrinale tradizionale, in quanto il 
simbolo è idea, e pertanto non individuale, ma infinito, universale.

presupposti rituali sono quelle condizioni precedenti al rito vero e proprio che permettono la sua riuscita: il rito si può dire ‘riuscito’ o ‘felice’ quando ha ottenuto come risultato la modificazione psichica del neofita, della sua prospettiva su di sé e sul mondo e dei suoi modi di essere e di agire; cioè ha permesso al neofita di entrare nella continuità iniziatica e così intraprendere il suo iter entro la comunità.
Il primo presupposto rituale è la presenza di una comunità iniziatica.Questo presupposto sembra ovvio, ma non lo è affatto se si considera come comunità iniziatica non la mera presenza di uomini che si dichiarano iniziati, ma una loro effettiva partecipazione e pratica, antecedente al rito e al suo interno, che rientra entro una Tradizione esoterica assodata o in una prospettiva esoterica nascente. Ciò significa che i partecipanti agiscono ed operano in riferimento a specifici contenuti esoterici, metafisici, simbolici, etici e rituali. In questa sede ci soffermiamo solo sul primo caso: quello della presenza di una Tradizione assodata. Il caso di una prospettiva esoterica nascente genera condizioni diverse, ma assimilabili a quello che esaminiamo in questa sede. 
L’iniziazione acquista significato solo entro una Tradizione esoterica, per questo il presupposto della comunità iniziatica indica la necessaria presenza di una Tradizione; se questa viene meno, si vanifica anche la comunità che in tal caso non può dirsi iniziatica, anche se usa questo aggettivo per denominarsi.La Tradizione, è bene sottolinearlo, non è un corpus definito e inalterabile, bensì è sottoposto a uno sviluppo che deriva dalle pratiche rituali, dagli uomini che ne fanno parte e dalle condizioni socio–culturali in cui è inserita. Una Tradizione che deve essere vissuta e compartecipata da coloro che si dichiarano di accettarla e di farne parte perché solo in questo modo diventa il nucleo regolativo della comunità; la comunità diventa tale solo se è attivamente presente una Tradizione. 



La Magia nera fa uso di formule, forze, demoni molto potenti e difficili da controllare. usa forze di basso livello vibratorio. usa demoni ed entità create appositamente dal Mago per lo scopo specifico che si è prefisso e poi le distrugge. Usava (ora non è più necessario) sacrifici di sangue.
Tutto questo indipendentemente dalla motivazione, dalla morale, dal bene o dal male.
Un Mago capace può fare del bene come del male usando la Magia nera.
Come il coltello, ci tagli la pizza o ci tagli la gola del tuo nemico. Le motivazioni stanno in chi impugna il coltello. Ed è difficile da fuori giudicarle.
La Magia bianca è apparentemente, meno spettacolare, usa vibrazioni ed entità molto potenti con cui si stabilisce più un rapporto simbiotico e di collaborazione


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