sabato 2 marzo 2013

Tipi psicologici secondo diverse correnti di pensiero



La propensione a semplificare la varietà del molteplice è una delle caratteristiche umane. La varietà delle persone è tale che non deve stupire che le tipologie più antiche mirassero a schematizzare proprio questa diversità.
I Tipi Psicologici sono il terreno della molteplicità, un Olimpo di dei pagani contro la normalizzazione riduttiva del monoteismo scientifico, teso a ricondurre tutto a uno o pochi più principi meccanicistici che oscurano le diversità espressive e la ricchezza delle singolarità individuali. Insomma, l'ideale sarebbe avere tanti tipi quante sono le persone ma, visto che con uno scenario simile non si potrebbe operare, ben vengano i modelli tipologici. Sono tanti e molto diversi fra loro, non solo in relazione ai contenuti, ma anche ai fini che perseguono: si parte dai casi in cui si pretende di operare diagnosi o di etichettare le persone, fino a quelli in cui si usano come basi provvisorie da cui partire per generare cambiamenti, palestre per l'immaginario e per il lavoro sulla "persona". Alcuni modelli infatti fanno riferimento alla personalità, altri al carattere (e per queste sfumature di definizione rimandiamo ai manuali di teorie della personalità), altri ancora alla costituzione genetica. Una differenza fondamentale fra i modelli tipologici è, infatti, data dalla posizione rispetto al cambiamento: alcuni fanno riferimento a teorie deterministiche che vedono i tipi come stampi immutabili su cui è stata forgiata la personalità dell'individuo, altri delle condizioni più o meno momentanee e più o meno sensibili al cambiamento. Addirittura i tipi psicologici vengono usati come tappe di percorsi o pratiche per la trasformazione del carattere. 
Nel confronto Jung / Freud abbiamo visto due temperamenti notevoli ma opposti, e Jung aveva dovuto constatare che, pur trattando ambedue la stessa disciplina e avendo un bagaglio culturale comune, avevano tali divergenze nel modo di pensare e fare da essere inconciliabili, tanto che alla fine dovettero dividersi dolorosamente.
L’intolleranza reciproca dovuta a motivi caratteriali può prodursi nella stessa famiglia anche tra persone che si vogliono molto bene; l’acqua e l’olio non legano, nemmeno se ce la mettono tutta; possono anche momentaneamente mescolarsi, poi ognuno riprende la propria natura.
Un conflitto caratteriale è sperimentabile ovunque, in famiglia, con gli amici, sul lavoro…, e spesso è irrimediabile, senza che possiamo conciliarlo con l’affetto o la buona volontà, lo dobbiamo accettare come fisiologico.
Il conflitto caratteriale di Jung con Freud non fu solo concettuale, provò che si poteva essere amici e avere gli stessi interessi e tuttavia vedere il mondo con prospettive opposte e teorie antitetiche.
Così Jung si convinse che esistevano forme del carattere che erano in gran parte innate.
Freud, da buon positivista, pensava che il bambino, nascendo, fosse una pagina bianca che poi si formava attraverso l’esperienza. Jung, al contrario, credeva in forme psichiche già definite alla nascita, che poi possono modificarsi e evolvere.

Jung distinse prima di tutto due tipi fondamentali: gli ESTROVERSI e gli INTROVERSI. 

Estroversione e Introversione sono due movimenti dell’energia psichica. “L’introverso si comporta in modo astratto… l’estroverso si comporta positivamente verso l’oggetto”.
L’Estroverso orienta l’energia preferibilmente verso l’esterno: atti, fatti e persone. L’Introverso orienta l’energia preferibilmente verso l’interno: idee, emozioni e pensieri. L’Introverso vede il mondo da dentro, l’Estroverso da fuori.
Secondo Jung, questi atteggiamenti hanno antecedenti biologici cioè sono innati.


Estroverso e Introverso sono tipi estremi ma normalmente abbiamo mescolanze o successioni di atteggiamenti in situazioni diverse o addirittura in periodi diversi. Jung diceva: “Un estroverso puro non esiste, neppure un introverso puro. Se esistessero, starebbero al manicomio”.Principalmente indicano controllo o improvvisazione. Lo

spontaneo/improvvisatore = desiderio/essere e vive con passività la

>Lo spontaneo/improvvisatore, se è anche quello che "non impara dai suoi
errori" non si riferisce alla distonia essere/avere allora ma alla struttura
base/alterata, in questo caso base. Se nel tipo junghiano c'è pure la componente
di desiderio e passività allora costui è un essere base e Jung ha fatto un miscuglio.

relazione emotiva. Il pianificatore/controllo = possedere, controllare/avere
e vive attivamente la relazione emotiva (Ecc, ecc).
Sono filtri particolarmente evidenti nelle relazioni, ad esempio, con le
donne.

>Costui invece è la struttura alterata che se abbinato ad un'attività nella
relazione potrebbe essere sia un avere alterata (se il comportamento è attivo
anche se ritiene di essere passivo o parla come un distonico dll'essere) o un
essere alterata (se il comportamento è passivo anche se ritiene di essere attivo
o parla come un distonico dell'avere)

C'è poi un altro aspetto che riguarda l'energia, ovvero l'atteggiamento primario. Ci sono Tipi essere o avere centrati all'interno o verso l'esterno.
E' il modo in cui si ricaricano di energia.

>Qui c'è più convergenza tra Jung e Benemeglio. C'è anche assonanza tra
autoattribuzione/introspezione/lato destro del corpo (e "occhi verso destra")
nella cnv analogica e i movimenti oculare PNL dove destra indica un processo
interno (o creato) e vice versa dove sinistra sta per eteroattribuzione/causa
esterna/lato sinistro del corpo nonché occhi) e PNL dove occhi a sinistra indica
"vissuto" o ricordato.

L'attribuzione delle cause, invece, viene fuori mettendo in asse l'auto
immaggine. La persona può concepirsi come il 1) più grande 2) più piccolo 3)
uguale agli altri con ==>(incrocia questi parametri con) 1) verso, 2) via da..
3) contro (quest'ultimo aspetto mette in evidenza l'impostazione principale
riguardo alla relazione tra l'individuo e i genitori - padre, madre o entrambi).
L'auto immagine riguarda la qualità dell'impostazione, mentre le strategie
emotive ( in ogni caso negative) indicano la direzione.



I tipi di personalità dell'enneagramma 
TIPO 1 - Il 'Riformatore'
Perfezionista. Ha un amore esagerato per ordine e pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte è pedante. E' pignolo.
NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine. La non puntualità, la spiritosaggine. L'incorrettezza.
INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti

PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'? 
CHIEDE: Ho ragione? 
IL PECCATO: Ira 
TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione. 
LA NAZIONE: La Russia e la Svizzera


TIPO 2 - Il 'Benevolo'
Spirito di sacrificio; dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo Tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato diventa piagnucoloso. e' un sentimentale. Tende a sentirsi una vittima.
NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno", chi è indipendente.
INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. Ha 'dovuto' occuparsi degli altri familiari

PENSA: C'è "bisogno di me", sono troppo "utile". Non ho tempo per me. Devo 'aiutare' gli altri 
CHIEDE: Sono abbastanza buono? Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me? 
IL PECCATO: l'Orgoglio
LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione
LA NAZIONE: L'Italia


TIPO 3 - Il 'Motivatore'
È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista.
Produttivo, efficiente iperattivo. Camaleontico: recita se stesso 
NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento 

INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. 
PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio" 
CHIEDE: Sono abbastanza bravo? È andata bene? Vi è piaciuto quello che ho fatto? 
IL PECCATO: La menzogna 
LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine
LA NAZIONE: Gli Stati Uniti


TIPO 4 - L'artista
Ha grande senso artistico, gusto del bello, senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. Si preoccupa dell'immagine Veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccentrico, l'eccezionale Si esprime attraverso l'arte: poeta, musicista, pittore, ceramista, fioraio, design. Non disdegna situazioni strane, scandali, cose proibite.
NON SOPPORTA: Il brutto; lo sporco; il "normale"; l'ordinarietà. 

L' INFANZIA: Ha subito perdite (un genitore; trasferimenti, sradicamenti) 
PENSA: "Devo farmi notare o nessuno si accorgerà di me" 
CHIEDE: "Cosa pensate di me? Mi notate? Vi colpisco?" 
Il PECCATO: L'invidia 
LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte
LA NAZIONE: La Francia


TIPO 5 - Il 'Pensatore'
Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore Sembra freddo e distante
NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La superficialità, la disattenzione 
INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", sono vissuti in ambienti ristretti 

PENSA: "Cogito ergo sum": penso dunque esisto 
CHIEDE: Come si fa? Come funziona? 
IL PECCATO: L'avidità 
LA TRAPPOLA: L'avarizia
LA NAZIONE: L'Inghilterra


TIPO 6 - Il 'Lealista'
Ha spirito di gruppo È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso.
Oppure: (Il tipo 'controfobico') È estremista, provocatorio, temerario, amante del rischio
NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole Le devianze 
INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto.

PENSA: Non posso fidarmi di nessuno, neanche di me stesso 
Il PECCATO: La paura 
LA TRAPPOLA: La codardia o la temerarietà
LA NAZIONE: La Germania e il Giappone


TIPO 7 - Il 'Tuttofare'
Emana gioia e ottimismo ama giocare e divertirsi. É un entusiasta. Vuole avere "più" di tutto non vuole crescere (Peter Pan). Spesso ha problemi di peso (odia le diete) Vive di eccessi.
INFANZIA: Molti sette hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose nell'infanzia che non vogliono ripetere 
NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza 

PENSA: Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile 
CHIEDE: Sarò abbastanza simpatico? 
Il PECCATO: L'ingordigia, l'intemperanza 
LA TRAPPOLA: Idealismo, superficialità
LA NAZIONE: Il Brasile


TIPO 8 - Il 'Leader'
Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri È provocatorio, litigioso, rissoso Incute timore
NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia 
INFANZIA: Ha subito soprusi e ingiustizie (gli 8 spesso provengono da ghetti, o da famiglie molto abusanti fisicamente). 

PENSA: Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza 
IL PECCATO: La lussuria 
LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole" 
LA NAZIONE: la Spagna


TIPO 9 - Il 'Pacificatore'
È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, è diplomatico. È sincero. È amorevole. È Influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare il conflitto.
NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività 
INFANZIA: Si è sentito trascurato o "sommersi" in qualche modo. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. 

PENSA: Non valgo molto, è meglio andare d'accordo con tutti, così non ho fastidi 
CHIEDE: "Perché devo stare in piedi se posso sedermi? Perché devo stare seduto se posso stare sdraiato? Perché voi siete così frenetici?" 
IL PECCATO L'accidia, la pigrizia 
LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga
LA NAZIONE: il Messico

Tipi Psicologici per Benemeglio



lo sviluppo della persona secondo Benemeglio va così: Neonato ha esigenze che vengono per forza frustrate. Se queste esigenze sono regolarmente

frustrate nella negazione di calore, cibo, affetto, soffre per non avere e lì nasce la sua distonia avere di base. Da lì, per la "forma" della distonia avere,
incomincia ad attribuire all'esterno la sua sofferenza e perciò vede tutto ciò che appartiene ad una classe diversa dalla sua (non si identifica ancora come
individuo ma facente parte di una classe di entità "fantasma buono / fantasma cattivo") come causa del suo problema. Se nota di appartenere al mondo maschile per rilevazione archetipale, attribuirà al mondo femminile la causa del suo problema. Quando si identificherà come individuo, e farà una distinzione tra le figure materna e paterna, trasformerà questa eteroattribuzione sulla mamma (è lei e tutte quelle come lei che mi fanno star male) e perciò nasce la sua prima tipologia - conflittuale madre avere base (una femmina sì trattata dal suo
ambiente sarebbe un conflittuale padre avere base invece). Se l'ambiente l'avesse trattata "troppo bene", mamma e/o papà troppo premurosi per esigenza del bimbo/a avrebbe sviluppato una distonia essere e perciò il bambino sarebbe
stato un conflittuale padre essere base e la bambina una conflittuale madre
essere base. Se il bambino base ha un "genitore causa" (= fantasma cattivo) che
si comporta dalla stessa distonia sua (bambino avere base, madre avere per esempio) nasce un conflitto di ruoli e perciò deve sottomettersi il più debole
(il bambino) perché questo conflitto provoca troppa sofferenza se tutti e due
pretendono lo stesso ruolo, attivo in questo caso. Perciò muta la distonia in  essere ma la struttura cambia da base ad alterata. La caratteristica della
struttura alterata è che l'istanza logica continene componenti logici (enunciato e ragionamento) di distonia contrari a quelli dell'istanza analogica (inconscia, emotiva). Perciò il nostro bambino conflittuale madre dell'essere struttura
alterata si comporta da essere e ragiona e parla da avere! E come se due magneti
(logica e analogica) affacciati ed attaccati per attrazione (qui rappresentata
con "=") magnetica N/S=N/S (a destra istanza emotiva a sinistra istanza logica)
venissero staccati contro la loro tendenza e una di queste venisse girata di 180° per forza N/S<>S/N e tenuto al suo posto con la colla per compensare la forza di repulsione (qui rappresentata con "<>") ora instaurata tra di loro. Può avvenire anche il passaggio ad egocentrico dove il genitore "buono" (papà in questo caso d'esempio) "tradisce" il bambino mettendo in pericolo l'unità familiare con dei comportamenti che il bambino reputi non tengono a bada a sufficenza la "cattiveria" della mamma nei suoi confronti perché il papà ha creato maretta nella relazione tra i coniugi (li vede come coppia in questa
dimensione e valuta/giudica come si comportano tra loro, una relazione in triade, e non più come genitori suoi per cui valutava come si comportavano solo
con lui in diade con lui). E con ciò non è più solo in conflitto con il genitore causa ma ora anche con quello "buono" e di più con esso che con il primo, perciò il nostro conflittuale madre passa a conflittuale egomaschio. Questo porta ad un
passaggio ulteriore ed ultimo (non tutti i passaggi tranne il primo succede in tutti noi) dove la classe distonica viene di nuovo scombussolato questa volta
tutte e due le istanze commutano distonia ossia nella struttura base succede
N/S=S/N => S/N=S/N nell'alterata N/S<>S/N => S/N<>N/S.

Personalità per FROMM
Fromm definisce la personalità come la totalità delle qualità psichiche di un individuo, ereditarie ed acquisite, di cui le prime costituiscono il temperamento, ed il carattere le seconde.
Mentre le differenze di temperamento esulano dal campo dell’etica, essendo questo riferito a modalità di reazione costituzionali e pressoché immutabili, le differenze di carattere sono eticamente qualitative, in quanto passibili di mutamento in virtù della comprensione di fatti nuovi e della sperimentazione di nuove forme di esperienza.
Il temperamento è definito in relazione alle modalità di azione della persona, ed è, come già detto, costituzionale ed immutabile; la preferenza tra l’una e l’altra modalità temperamentale è quindi puramente soggettiva, o meglio, è questione di preferenza personale e le differenze tra tali modalità sono eticamente irrilevanti.
Il carattere invece, determinato dalle esperienze dell’individuo, particolarmente da quelle dei suoi primi anni di vita, ed in una certa misura modificabile per effetto della comprensione di nuovi eventi e di nuovi tipi di esperienza, costituisce secondo Fromm l’oggetto di ogni giudizio di valore (17). Ed è dunque agendo sul carattere dell’individuo, fermo restando il suo temperamento, che la psicoanalisi può cercare di modificarne la personalità contribuendo così all’evoluzione etica della specie umana.

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