domenica 21 aprile 2013

Cristianesimo e controllo della Sessualità




Il Cristianesimo utilizza il  controllo della Sessualità per acquisire potenziale sui fedeli.
Il vincolo di evitare o quasi una vita sessuale è molto forte e chi lo accetta fornisce un potenziale elevato al Cristianesimo stesso,
Vediamo cosa viene consentito e cosa no.
Se Adamo ed Eva non avessero commesso il peccato di disobbedienza mangiando il frutto che gli era stato proibito da Dio, gli esseri umani procreerebbero, secondo il Cristianesimo, in una "santa gioia" che, coinvolgendo soltanto lo spirito, permetterebbe all'uomo di usare gli organi riproduttori senza compiere il peccato mortale della concupiscenza che è intrinseco nel piacere sessuale. Come prova dimostrante che il cedere alle tentazioni della carne è motivo di riprovazione e di condanna da parte di Dio, i sostenitori della morale cristiana ci dicono che Adamo ed Eva, presi da vergogna subito dopo aver compiuto l'atto, nascosero i loro attributi genitali con una foglia di fico. Come conseguenza di questo primo coito eseguito da Adamo ed Eva dietro la tentazione di un serpente, si venne a creare il cozzo tra il "bene", che imponeva all'uomo di procrearsi escludendo ogni ricerca di piacere, e il "male" che lo spingeva invece a godere il più possibile dei piaceri sensuali. Che la Chiesa sia stata sempre contraria ad ogni rapporto sessuale sin dagli inizi della sua fondazione ci viene dal fatto che essa concesse ai suoi seguaci il permesso di sposarsi soltanto quando, in seguito alla mancata realizzazione di una profezia che dava per imminente la fine del mondo, fu costretta a riconoscere che l'interdizione ad ogni forma di accoppiamento avrebbe portato all'estinzione della specie umana. Costretta quindi a riconoscere l'indispensabilità della fecondazione, la Chiesa, aggiudicatosi il ruolo di moralizzatrice, autorizzò i matrimoni dietro la condizione che i coniugi si attenessero nella maniera più scrupolosa alle leggi della sua morale. il fenomeno della masturbazione non è conosciuto dappertutto con la medesima intensità.
Là dove i ragazzi assumono presto responsabilità lavorative e sociali (come avveniva in passato) e dove non vivono nella solitudine questo fenomeno è meno conosciuto.
Questo spiega il silenzio dell’Antico Testamento su questo peccato.
Quando gli Apostoli si sono trovati all’interno di una società pagana  e dissoluta, come ad esempio a Corinto e a Tessalonica, allora ne parlano esplicitamente.
Il termini di impurità o impudicizia accanto all’elenco di altri peccati carnali stava ad indicare proprio la masturbazione.

 Il giudizio pesante su questa pratica viene proprio da Dio attraverso San Paolo: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?... che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Cor 6,19-20).
“Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggi e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio” (Gal 5,19-21);
“Perché sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro,... avrà parte del Regno di Cristo e di Dio” (Ef 5,5).
“Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispettonon come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che ci dona il suo santo Spirito” (1 Tess 4,3-8).



L’omosessualità, o qualsiasi altra forma di sessualità contro natura, è sempre proibita  gravemente.
Bisogna qui stare attenti di non confondere la tendenza  all’omosessualità con l’esercizio della medesima e perciò non si può chiamare una persona omosessuale perché ha questa tendenza, mentre si conserva casto: la colpevolezza si ha non nell’inclinazione, ma nell’esercizio.
È opportuno qui ricordare come affinché l’impurità sia peccato grave è necessario che la trasgressione oggettiva della legge sia accompagnata dalla soggettiva piena consapevolezza e deliberata volontà.
Concludendo dobbiamo dire che per salvarci l’anima non basta avere la fede, credere cioè nella divinità di Gesù Cristo: sono necessarie anche le opere, e la castità è una di queste.

Che l'isterismo causato dalla repressione sessuale sia retaggio dei monasteri ci viene confermato dal detto popolare: "Se per soddisfare le depravazioni di un paese è sufficiente un solo demonio, per soddisfare quelle di un convento non ne bastano mille". Più le regole imposte nelle comunità sono severe e tanto più la perversione tende a coinvolgere in massa i loro componenti che, in un alternarsi di profumi di fiori e di esalazioni di zolfo, entrano in vere e proprie orge collettive che la Chiesa, attribuendole all'azione dei demoni, risolve furbescamente attraverso gli esorcismi invece di affidarle alla psichiatria. Tra l'infinità dei casi riportati dalle cronache, citiamo come esempio, per dimostrare l'oscurantismo esistente nella religione cristiana, il rapporto firmato da quattro vescovi presenti agli esorcismi eseguiti nel convento di Auxonne: << Le monache vomitano spaventose bestemmie durante le sante messe e i riti eseguiti per liberarle dalla possessione diabolica. I loro corpi sono marcati da segni di certa natura soprannaturale eseguiti dai demoni. Le monache assumono durante gli esorcismi posizioni che per essere eseguite abbisognano di una forza sovrumana come il prosternarsi per terra con la punta del ventre intanto che il corpo arcuato si protende in aria oppure piegandosi a cerchio a tal punto che la testa tocca la punta dei piedi ecc.ecc.>> ...e ancora: "Nel convento di Nazaret a Colonia, le monache si allungavano per terra e come se avessero un uomo sopra, ripetevano i movimenti del coito". Nel convento di Louviere in Belgio, "le orge collettive si consumavano in un alternarsi di estasi, durante le quali le suore in ginocchio invocavano Gesù, e di crisi nevrasteniche nelle quali porgevano le parti posteriori scoperte al Demonio che sollecitavano a possederle". A questo punto, dopo esserci soffermati brevemente su questi deliri psichici di cui la Chiesa si è tolta ogni responsabilità che possa scaturire dalla sua imposizione all'astinenza attribuendoli all'azione del Demonio, passiamo ad esaminare quelli che, nel colmo di una sfrontatezza senza limiti, sono stati trasformati da crisi epilettiche in estasi santificanti.