domenica 26 maggio 2013

L'esorcista


Per esorcismo si intende un insieme di pratiche e riti volti a scacciare una presunta presenza demoniaca o malefica da una persona, un animale o da un luogo. Queste pratiche sono molto antiche e fanno parte del credo di varie religioni.
Che un essere soprannaturale possa prendere possesso di un essere vivente o di un luogo è una credenza diffusa in molte religioni. I posseduti non sarebbero cattivi né totalmente responsabili delle loro azioni. La persona preposta agli esorcismi è chiamata esorcista. L'esorcista utilizza preghiere, formule prestabilite, gesti, simboli, e anche icone, reliquie, oggetti benedetti.
Il successore di Pietro contro il Principe delle tenebre: Bergoglio sulle orme dell’esorcista Wojtyla. Il prefetto della Casa pontificia Martin riferì nelle sue memorie postume di come Giovanni Paolo II il il 27 marzo 1982 avesse scacciato Satana dal corpo di una donna umbra vittima di possessione diabolica. Domenica il copione si è ripetuto. Siamo in piazza San Pietro, esattamente nei pressi dell’Arco delle Campane. La messa di Pentecoste è finita da poco. Francesco si avvia, come al solito, verso i malati che hanno assistito alla celebrazione. Il Pontefice si avvicina ad un ragazzo.  

Il sacerdote che lo accompagna lo presenta al Papa con qualche parola che non si riesce a cogliere. Ma l’espressione di Francesco cambia improvvisamente. Il Papa appare pensoso e concentrato e stende le mani sul giovane pregando intensamente, mentre il ragazzo spalanca la bocca. «Gli esorcisti che hanno visto le immagini non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo»,In genere, se c’è realmente un’azione straordinaria del demonio, la persona entra in trance, deforma il volto, quasi sempre le pupille si spostano completamente o quasi completamente in giù o in su, nel globo oculare e gli occhi appaiono a volte interamente, altre volte quasi interamente bianchi; più raramente mi è capitato di vedere che le pupille, pur non scomparendo, hanno ruotato velocemente nel globo oculare, oppure hanno preso l’aspetto di quelle di un serpente, mentre la cavità orbitale assumeva un colore rosso fuoco. Nello stesso tempo, frequentemente la persona deve essere tenuta stretta perché il demonio, attraverso di lei, reagisce violentemente, gridando pieno di rabbia e di odio frasi di questo genere: “Io non me ne andrò mai”, oppure “è mia”“è mio, me l’hanno dato, me l’hanno data e tu non me la toglierai”. Altre volte dice: “Tu non puoi fare niente contro di me”; altre volte ancora: “Me ne andrò solo quando l’avrò fatta morire”; altre volte: “Maledetto, mi hai scoperto, te la farò pagare!”.
Quando il demonio è stato costretto a manifestarsi apertamente, spesso seguono già i segni che il Rituale Romanum, come anche il nuovo Rito degli esorcismi, riporta nelle indicazioni sul discernimento; e cioè: parlare correntemente lingue sconosciute o capire chi le parla; conoscere fatti distanti o nascosti; dimostrare di avere delle forze superiori all’età e alla naturale condizione della persona. Al n.° 3 delle norme, il Rituale Romanum, elenca questi segni, introducendoli con queste parole:“Possono essere segni della presenza del demonio”, premettendo in tal modo che, anche se non necessariamente, questi segni hanno sempre origine in una presenza demoniaca, tuttavia, spesso si manifestano nei casi di possessione.
Il Rituale Romanum, che attinge a una esperienza secolare, dopo aver elencato i tre segni precedenti, aggiunge: “E altri fenomeni di questo genere che più sono numerosi e più sono indicativi”, lasciando così aperto il campo alla possibilità di molte altre manifestazioni dell’azione straordinaria del demonio, oltre i tre che ha elencati. Primo fra tutti, il segno di una violenta avversione al sacro, che il Rituale Romanum non riporta espressamente, in quanto probabilmente lo dà per scontato e che, invece, il nuovo Rito degli esorcismi riporta al n.°16 delle Premesse Generali, dove dice: “Occorre perciò fare attenzione anche ad altri segni, soprattutto di ordine morale e spirituale, che rivelano, sotto forma diversa, l’intervento diabolico. Possono essere una forte avversione a Dio, alla Santissima Persona di Gesù, alla Beata Vergine Maria, ai Santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realtà sacre, soprattutto ai sacramenti, alle immagini sacre”.
Tuttavia, anche davanti a certe manifestazioni, l’esorcista deve sempre valutare i segni non con superficialità, ma con estrema cautela e prudenza: l’avversione al sacro, infatti, potrebbe essere segno di una reale azione demoniaca, ma talora potrebbe essere una simulazione così come anche la forza che si sprigiona dal corpo potrebbe essere un linguaggio inventato dalla fantasia della persona.             
Quando, però, queste manifestazioni si associano a cose che sono assolutamente da escludere nelle capacità di quella persona o nelle espressioni della sua personalità, ecco allora che l’azione del demonio può diventare una certezza morale.

Un criterio, spesso uso per discernimento più profondo, è quello di verificare, davanti ad una manifestazione di avversione al sacro, di forza incredibile o di lingue sconosciute, se c’è l’associarsi del fenomeno di conoscenza di cose che la persona certamente non può in alcun modo sapere.

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