giovedì 2 maggio 2013

Metodi prodigiosi per migliorare la Memoria



Vediamo dei Metodi prodigiosi per migliorare la Memoria.
Queste tecniche hanno avuto un successo enorme: vengono utilizzate
praticamente da tutte le scuole che insegnano “memorizzazione e apprendimento”.
La spiegazione é alquanto complessa, ma l’applicazione è estremamente semplice
Armatevi di pazienza e seguitemi.
Si tratta di inserire nel cervello una nozione nuova, da imparare a memoria.
Purtroppo per voi dovrete farlo nel metodo classico, quello che si adopera per imparare
a memoria una poesia, o qualunque altra cosa: la si recita infinite volte finché ci accorgiamo
di saperla ripetere a menadito.
Non spaventatevi, si tratta di imparare a memoria una filastrocca brevissima: collegare a
ciascun numero, da 0 a 10, un’immagine.
Potrete farlo già sfruttando l’emisfero destro: create nel vostro repertorio di cose che già
sapete, un album d’immagini, a ogni pagina un numero e un’immagine. Un album di 10
pagine, lo si impara in pochi minuti.
E così, quando lo rievocate e lo sfogliate, vedrete:
A Pag. 1, una bella tazza di TE’. (scegliete la tazza, porcellana o terraglia, scegliete il
tè, al latte o al limone, mettetela dove più vi piace, in salotto o sul tavolino di un caffè,
usate tutto il repertorio di sensazioni che riuscite a creare: il gusto del tè, se è caldo o
freddo, ecc.)
A Pag. 2, una figura drammatica: NOE’ sull’Arca, tutti gli animali, il Diluvio….
A Pag. 3, un AMO da pesca che esce da un laghetto, o dalla vostra vasca da bagno (se
le immagini sono buffe, o grottesche, si fissano meglio)
A Pag. 4, un RE: scegliete tra i re delle favole, o storici, quello che immaginate meglio
A Pag. 5, un’ALA di gabbiano o di aereo
A Pag. 6, un bel paio di SCI
A Pag. 7, una bella OCA;
A Pag. 8, un bel grappolo di UVA
A Pag. 9, un BUE ruminante
A Pag. 10, una monumentale TESI di Laurea.(un librone o un imponente fascicolo).
Molto bene, adesso dovrete impararlo a memoria, al punto che a ogni numero saprete
dire immediatamente quale immagine è associata.
E questo lavoro lo fa l’emisfero destro.
Osservate ora ciascuna immagine: il nome corrispondente, contiene una o più vocali,
ma una sola consonante:
Tè, consonante T
Noè, consonante N
aMo, consonante M
Re, consonante R
aLa, consonante L
Sci, consonante il suono SC, che può scivolare in G
Oca, consonante C
Uva, consonante V
Bue, consonante B
Tesi: ha due consonanti, T e S.
Perciò l’emisfero sinistro non avrà difficoltà a identificare il numero con la consonante
corrispondente, e viceversa.
Per il 10, il numero è composta di un 1 e uno Zero; l’Uno è quello della T della tazza di
Tè, lo Zero è un nuovo arrivato, che collegheremo alla S (un bell’oSSo, quelli che si
mangia Pluto)
La cosa si fa sempre più complicata, ve lo avevo detto che la spiegazione non è semplice.
Seguitemi nel ragionamento:
Se voglio creare una nuova associazione, per esempio il numero 11:
Il numero 11 è composto di due 1; ora, sappiamo a memoria che l’1 è una tazza di Tè,
quindi una T:
Se voglio creare la pag. 11 del mio album immaginario, dovrò inserire una figura il cui
nome contenga solo due lettere T: potrà essere TUTA, oppure TOTO’, oppure TATA,
quello che più mi piace, purché contenga solo due consonanti T. (a qualcuno piace
molto TETTE - le doppie consonanti valgono per una).
La pagina 12 del mio album dovrà raffigurare un’immagine il cui nome contiene solo le
consonanti T e N (Tè e Noè): potrà essere l’immagine di un TINO, oppure una TANA,
oppure un TONNO.
Possiamo andare avanti quanto vogliamo: il 13 sarà una T più una M, vale a dire una
Toma, o il Timo, o un Tema…..scegliete voi quello che più vi aggrada.
In questo modo, se voglio ricordare un numero, basterà che componga l’immagine
corrispondente, e vedrete che si imprime indelebilmente nella memoria, e sarà poi
semplice “decodificarlo”, dall’immagine ricavare il numero corrispondente.
Molto bene, immagino che non abbiate incontrato difficoltà a seguirmi.
Il problema viene adesso: a cosa diavolo serve tutto questo?
Risposta: Se faccio ginnastica in palestra, e faccio la cyclette, lo sciatore potrebbe dire
che non gli serve, così il nuotatore, o il calciatore….
Il principio è che la cyclette rinforza i muscoli delle gambe, e le gambe le usa sia lo
sciatore, sia il nuotatore, sia il calciatore….e lo stesso principio vale per tutti gli attrezzi
della palestra.
Nel nostro caso vale lo stesso principio: alleno la mente a visualizzare, ed essa si abitua
a visualizzare quello che pensiamo: è il primo, importante passo verso l’abilità artistica,
la creatività, e vedremo in seguito altri passaggi ancor più vertiginosi, l’intuizione e la
comunicazione mentale a distanza.
Nella nostra giornata – tipo, non abbiamo bisogno di memorizzare e studiare (a meno
che siate studenti, in tal caso è il vostro pane quotidiano).
Però ognuno di noi utilizza quasi ogni giorno una memoria speciale, che viene chiamata
“memoria di transito”: informazioni che mi serve tenere a mente per un po’ di tempo, e

Esempio tipico è l’elenco delle commissioni da fare, degli adempimenti e scadenze da
rispettare.
Di solito si risolve con bigliettini che ci riempiono le tasche; qualcuno amante della tecnologia
utilizza l’Agenda Elettronica, che ormai è parte integrante dei telefoni cellulari
che ci portiamo sempre in tasca.
Noi invece possiamo superare qualsiasi soluzione tecnologica: invece che su un bigliettino,
invece di digitare sull’agenda elettronica, scriviamo direttamente nel cervello!
La procedura è semplicissima, a condizione che abbiate creato nel cervello l’agenda su
cui scrivere, o, per essere esatti, l’album su cui disegnare.
Avete una serie di adempimenti, dovete fare delle commissioni?
Bene, facciamo un esempio: devo telefonare al signor Tal dei Tali? E dopo l’orario di
lavoro, devo ricordarmi di comprare il pane, spedire una lettera, rifornirmi al bancomat….
Soluzione: chiudo un attimo gli occhi, visualizzo il mio album mentale, lo apro a pag. 1,
e vi trovo la tazza di Tè: modifico l’immagine, e tuffo il sig. Tal dei Tali nel tè, a
insaponarsi e lavarsi con lo spazzolone per la schiena, tanta schiuma: che schifo, quel tè
ora è imbevibile!
Poi apro la pag. 2 dell’album, e vi trovo Noè sulla sua Arca: ora modifico l’immagine, e
vedo Noè che si mangia di gusto un enorme panino, mentre gli animali lo guardano con
la saliva che cola, tanto ne vorrebbero un po’ anche loro.
Andiamo avanti, apro pag. 3: adesso l’amo da pesca tira fuori dall’acqua la lettera che
dovrei imbucare, stando nell’acqua l’indirizzo si è scolorito, chissà se è ancora
spedibile!
Poi verrà pag. 4: il re ha la lingua di fuori tanto gioisce: soldi soldi soldi! Il bancomat
continua a sputare banconote.
Notate che vi ho suggerito immagini buffe, ridicole, disgustose… la sensazione che accompagna
l’immagine la rinforza enormemente.
L’unica cosa che dovete fare bene è la foto della nuova immagine. Il resto viene da solo:
quando, anche a distanza di molto tempo, voi andrete a vedere il vostro album mentale,
lo troverete modificato, ed ogni immagine vi ricorderà la commissione che dovete fare,
meglio che se fosse scritta su carta.
Provare per credere.
E il bello è che l’album è eterno, ogni volta che apportate una modifica all’immagine di
base, l’ultima cancella la precedente, in modo identico ai CD dei computer “riscrivibili”:
nella stessa tazza di tè vi potrete mettere di tutto, e ogni volta sarà sempre pronta a
un nuovo utilizzo. Lo stesso per tutte le altre immagini.
Ci sono mille altri modi per utilizzare quelle che chiamiamo le “Chiavi Mnemoniche”:
Vi ricordate il famoso “come quando fuori piove”, ben noto ai giocatori di carte?
Dalle iniziali delle quattro parole si conosce l’ordine di precedenza dei semi: Cuori
Quadri Fiori Picche.
Alla scuola dei miei tempi, in geografia, si studiava ancora “ma con gran pena le reca
giù”:
Serviva a ricordare le Alpi da ovest a est: Marittime Cozie Graie Pennine Le pontine
Retiche Carniche Giulie.
In tutta la vita non ho mai avuto bisogno di quella nozione, ma mi perseguiterà per

Anche voi potete incidere nel cervello nozioni da non dimenticare: facciamo un
esempio, dovete ricordare il vostro numero di Bancomat, e vi hanno raccomandato di
non farlo trovare scritto.
Supponiamo che sia 50192.
Prendete carta e penna, ed estraete le cinque lettere corrispondenti: 5 = L di ala, 0 = S di
osso, 1 = T del tè, 9 = B del Bue, 2 = N di Noè.
A questo punto vi potete sbizzarrire a cercare una frase che contenga solo quello
consonanti:
La prima che mi viene in mente è “lì sto bene” , frase che contiene solamente le
consonanti. l – s – t – b – n.
Visualizzatevi di fronte al bancomat, con tante banconote fruscianti in mano, mentre
proclamate :
“lì sto bene!”
(o altre combinazioni che vi piacciono di più, tipo “lista buona”: provate a trovarne
altre, magari proprio con il numero del vostro Bancomat).
Memorizzate bene l’episodio e la frase che lo caratterizza, e vedrete di avere creato un
trucchetto mnemonico perfetto.
Basterà decodificare la frase ed estrarre le consonanti, poi trasformarle nei numeri
corrispondenti.
Così, tra commissioni, numeri di bancomat, numeri di telefono, potete far lavorare
l’emisfero destro ogni giorno, divertendovi.
Qualcuno mi chiede: “ ma se io studio chimica, o storia, tutto questo può essermi di
aiuto?
La risposta è SI.
Perché, rinforzando l’agilità dell’ immaginazione, vi sarà spontaneo creare nella vostra
mente immagini e schemi di supporto alle nozioni.
Avete presente un libro studiato a fondo, com’è diventato alla fine dello studio? Pieno
di sottolineature, segni in margine, note aggiuntive….tutti tentativi spontanei di rendere
immagine anche il libro.
(per studi estremi, quando dovete praticamente sapere a memoria tutto, vi ricorderete
addirittura in quale parte della pagina è scritta la formula, o l’informazione).
Potrete divertirvi a trovare l’immagine che vi soddisfa meglio: ad esempio, per ricordare
le date storiche, piazzare ciascun avvenimento più o meno in alto di una colonna che
rappresenta un secolo, e così via; gli esempi dovrebbero essere infiniti, e per motivi di
spazio devo tagliare l’argomento.
Ancora un ultimo suggerimento.
Che il cervello ricordi benissimo le immagini, se ne erano accorti già moltissimi secoli
fa:
La storia ci tramanda il famoso Simonide di Cheo (555 – 466 a.c.) come esempio di
memoria prodigiosa: in occasione di un matrimonio, la folla degli invitati fece crollare
il pavimento e con esso tutto il palazzo. Simonide, rimasto miracolosamente illeso,
seppe guidare i soccorritori indicando i nomi di tutti gli invitati, come erano vestiti, e
quale posto avevano nella sala.
Il grande oratore Marco Tullio Cicerone (106-43 a.c.) ci fornisce con i suoi scritti
preziosi consigli su come deve fare un oratore a rendere efficaci i suoi discorsi.

Poi non dovrà leggerlo, bensì declamarlo.
Per non perdere il filo, deve munirsi di quella che viene chiamata “scaletta”, ovvero un
appunto con l’elenco degli argomenti, nella loro successione prestabilita.
Al giorno d’oggi, il problema viene risolto molto facilmente: con appunti posati su un
leggio, se il discorso viene pronunciato da un palco.
Oppure con il cosiddetto “gobbo”, ovvero un rullo scorrevole su cui compare la
scaletta, che lo spettatore non vede ma che l’oratore vede benissimo, se parla alla
televisione.
Ora il povero Cicerone nel Senato, ove teneva i suoi discorsi, non aveva nessun leggio,
e neppure i polsini della camicia su cui scarabocchiare qualcosa.
Del “gobbo”, neanche parlarne.
Allora, il problema lo risolse nel modo seguente: a casa scriveva il discorso e la sua
scaletta, poi collegava un’immagine simbolica a ogni argomento, e piazzava quelle
immagini disseminate lungo tutto il percorso da casa sua al Senato: uscendo di casa
trovava, poniamo, il tempio di Marte, poi un posto di guardia, poi una fontana, poi il
mercato…a ogni postazione caratteristica, un capitolo della sua scaletta.
Quando poi era nel Senato a pronunciare la sua orazione, mentalmente ripartiva da
casa sua, e, riandando a percorrere il suo cammino, ritrovava tutta la scaletta in
bell’ordine.
Per il mio uso personale, ho trovato utilissimo integrare il metodo di Silva con quello di
Cicerone:
La tazza di tè, Noè, l’amo, il re, ecc., sono situati lungo un percorso che mi è familiare,
tipo la soglia di casa, il giardino, la casa del vicino, e così via.
Consiglio anche a voi un rinforzo

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