lunedì 29 luglio 2013

Ipnosi spirituale



L'ipnosi spirituale favorisce la percezione di una dimensione non fisica, eterea, incorporea, extra sensoriale.
partiamo dal temine ipnosi ed induzione ipnotica.
Col termine ambiguo di induzione di ipnosi si allude al complesso di manovre comunicazionali che l'ipnotista compie per ottenere dal soggetto delle risposte che solitamente si ascrivono alla trance.
Anche se ogni ipnotista ha il suo repertorio strategico preferito, una tipica sequenza può essere la seguente 
 l'ipnotista ed il soggetto, di solito sono entrambi seduti, ma a volte il soggetto è sdraiato;
 L'induzione di solito comincia con le istruzioni di rilassamento. Queste sono date con molta precisione e sono ricche di dettagli, ma con tono di voce basso e monotono. Al soggetto si dice di concentrare il proprio pensiero su un oggetto particolare mentre ascolta l'ipnotista. Quando queste istruzioni ottengono l'effetto desiderato l'ipnotista vi aggiunge delle suggestioni di torpore e di rilassamento e più avanti di sonno. Incoraggia poi il soggetto ad accettare tale sonnolenza specificando che nonostante che egli dorma sentirà ugualmente la voce dell'ipnotista e risponderà ad essa e che non si sveglierà finché non glielo verrà chiesto.
Quando il torpore e il rilassamento sono raggiunti l'ipnotista suggerisce al soggetto di esperire delle risposte a specifiche istruzioni che egli gli sottopone. Se ha cominciato con la suggestione di fissare qualcosa passa a quella di stanchezza agli occhi, eventualmente specificando che la stanchezza diventerà tale che gli occhi gli si chiuderanno senza bisogno di alcun suo atto volontario,
 Il resto dell'induzione consiste nel somministrare altre istruzioni più difficili, generalmente accompagnate da un discorso continuo sulla profondità del rilassamento e del sonno; talvolta la risposta a taluni test di comportamento viene legata al rilassamento, per esempio «Ora sentirai la tua mano molto leggera come se vi fossero dei palloncini legati al polso che la sollevano e più si solleva più ti senti rilassato». Il rapporto ipnotico si conclude con una fase di deipnotizzazione con la quale l'ipnotista «risveglia» il soggetto, favorendo il suo riorientamento nella realtà.
L'ipnosi spirituale è una forma di ipno meditazione che favorisce esperienze mistiche
L'esperienza mistica viene definita come un fenomeno che si ritrova in tutti i contesti religiosi, caratterizzato da un'immediata
fruizione dell'Assoluto e in particolare dall'identificazione o massimo
avvicinamento alla realtà di Dio.
Una descrizione fenomenologica di questo tipo di esperienza si può cogliere in alcuni stralci tratti, dall'autobiografia di Teresa
d'Avila, una fra le più rappresentative figure mistiche della religione cristiana: << Credo utile far qui osservare quello che talvolta può
avvenire quando si abbia qualche grande rapimento. Trascorso quello stato di unione nel quale tutte le potenze sono completamente assorte
benché non mai a lungo, l'anima rimane ancora raccolta e non può tornare in se neppure per i suoi atti esteriori. Le due potenze, memoria 
e intelletto, sembrano in preda a frenesia, completamente fuori di
se.>>, << In questo stato mi vidi una colomba sulla testa molto
diversa dalle nostre, senza penne e con ali come a scaglie di
madreperla, che davano grande splendore…>>.

Con l'ipnosi spirituale si possono avere percezioni insolite ed Esperienze visionarie.
Vengono descritte come percezioni di luce avvolgente, di infinita energia, di visioni ineffabili e di conoscenze incomunicabili.
In uno studio della meditazione sperimentale
due soggetti riferirono vivide esperienze di luce e forza. Un esempio:
<<…in un breve tempo cominciai ad avvertire un movimento ed
un cambiamento di luce ed ombra che divenne sempre più forte. Ora
quando si verifica ciò, questo si verifica non solo nella mia visione, ma accade o si sente come un tipo fisico di cosa…>>.
Per i mistici queste esperienze hanno a che fare con una realtà trascendente più alta; ciò che è percepito è detto proveniente da un altro mondo o da un'altra dimensione.
Oltre a queste percezioni insolite dei fenomeni del ''mondo
naturale'' rientra nell'esperienza mistica anche una ricca produzione
visionaria. Un tipico esempio di visionarismo, oltre a quello già citato, 
viene sempre tratto da una descrizione di Teresa d'Avila: << Una volta, mentre ero in oratorio il demonio mi apparve al lato sinistro
sotto forma abominevole. Siccome mi parlava, ne osservai particolarmente la bocca che era spaventosa. Il suo corpo pareva 
emanare una gran fiamma molto chiara e senza ombre. Mi disse che se 
mi ero liberata dalle sue mani poteva riacciuffarmi >>
In queste ultime affermazioni si legge l'altro aspetto caratteristico dell'esperienza mistica , ossia il senso di infinito, di unità, di fusione
con Dio.
 Il Senso di Unità  è una caratteristica distintiva dell'esperienza mistica, senza riferimento al contesto culturale, che viene descritta quale uno
sperimentare se stessi come tutt'uno con l'universo o con Dio.
Come fa notare James: << Questo superamento di tutte le solite barriere tra l'individuo e l'Assoluto è la grande conquista del mistico.
Negli stati mistici noi diveniamo tutt'uno con l'assoluto e diventiamo coscienti della nostra unità. Questa è la tradizione mistica trionfante
ed eterna a stento alterata dalle differenze di ambiente e di credo.>>.
L'Unità può essere dunque vista come una non-differenziazione  che confonde tutti i confini finché il proprio sé non viene più sentito
come un oggetto separato e non sono più utilizzabili le distinzioni cognitive e le solite percezioni.

Nello yoga invece, avremmo un'esperienza religiosa attiva, dove si arriva alla rinuncia, all'Io individuale, grazie alla concentrazione
mentale. Per mezzo di questa, quindi, scompaiono sia l'Io come individuo , sia l'oggetto della sua concentrazione mentale, e appare
il vero Io superiore. Inoltre nell'esperienza yoga non ci sarebbe solo una perdita di coscienza, come avviene nell'esperienza mistica
passiva della cristianità, ma invece, nello stato in cui cessa l'attività conscia umana, si risveglierebbe una nuova consapevolezza e una
nuova coscienza, che la coscienza superindividuale, la quale si suppone percepisca direttamente il mondo esterno non attraverso i
sensi ma per intuizione (Prajna), e abbia con esso un rapporto diretto.
La contemplazione sarebbe l'apprendimento non analitico di un
oggetto o di una idea; ossia viene bandito un pensiero discorsivo. Il
pensiero è visto come una interferenza con il contatto diretto che porta 
alla conoscenza essenziale attraverso la sola percezione.
Questa tecnica sembra basarsi su una manipolazione
dell'attenzione; Le istruzione per praticare la meditazione contemplativa indicano che viene fatto uno sforzo molto attivo per
escludere stimoli esterni ed interni, per diminuirli o annularli ed allo stesso tempo per concentrare la propria attenzione sull'oggetto della
meditazione mentre l'uso dell'attenzione per categorie astratte è
proibito in modo esplicito.
In questa fase attiva di contemplazione, la concentrazione
dell'attenzione su oggetti particolari, idee, movimenti fisici o esercizi  di respirazione è considerata come un aiuto per distogliere l'attenzione 
sui suoi soliti canali e per restringerla su un unico focus.
Nello Yoga si ritrovano istruzioni complesse per la selezione degli oggetti , per la contemplazione e per una appropriata  utilizzazione della postura e della respirazione per creare le condizioni 
ottimali per la concentrazione. Tecniche così precise non si ritrovano nella letteratura religiosa occidentale o perlomeno non in maniera così 
esplicita, anche se potremmo cogliere lo stesso significato nelle
preghiere e meditazioni o nella ingiunzione di portare se stessi verso
Dio e di combattere le distrazioni.
Questa fase attiva della meditazione è preliminare al grado di contemplazio ne totale, in cui il soggetto viene rapito e assorbito in un
processo che egli ha iniziato ma che ora sembra autonomo, non richiede sforzo,  ma è invece richiesta la passività.

domenica 28 luglio 2013

Torino città del diavolo




Torino è sicuramente una città dove l'esoterismo e la magia sono di casa.
Tra gli esoteristi purtroppo si trovano anche seguaci del diavolo.

Molte persone pensano che le pratiche esoteriche siano prive di senso in quanto l'esoterismo non è spiegabile con i metodi scientifici.
 Sembra assurdo, non è spiegabile scientificamente, eppure, la stessa scienza che risponde praticamente a tutti i quesiti dell’uomo non ci ha mai spiegato attraverso quale veicolo od elemento si propaghi la luce. E la luce, in barba a tutte le scienze, continua impassibile a propagarsi.
Ma tornando a Torino , quali sono le ragioni che ne fanno una capitale mondiale dell'esoterismo?

Torino svela il suo volto oscuro tramite simbologie magiche spesso ignorate, tra gli affreschi dei palazzi barocchi, tra le effigi delle sue statue, tra gli obelischi eretti da architetti ignoti.
La magia di Torino dipende dalla sua 
particolare posizione: la città sorgerebbe 
su un punto di intersezione tra correnti 
energetiche terrestri, situato perfettamente sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco di piazza statuto,
il punto più nefasto proprio nel centro della città: piazza Statuto, la porta dell'inferno.
Questa zona rappresenta il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene e il Male; e perché qui vi era la "vallis occisorum" (da cui prese il nome l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura. La necropoli potrebbe essere vastissima ed estendersi sotto corso Francia, corso Principe Eugenio, via Cibrario e via San Donato, che si diramano a raggiera dalla piazza. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna, soprannominato " ‘l rondò dla forca". Coincidenza vuole che dall’aiuola centrale di piazza Statuto si acceda alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città; e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno.
Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.
In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana.L'angelo infatti indossa sul capo un pentacolo con le due punte rivolte verso l'alto. Il pentacolo nella tradizione iconografica, è il simbolo della conoscenza, e latore o custode della conoscenza, del lume della ragione, nella tradizione ebraico-cristiana è Lucifero, l'angelo caduto. 

Nella geografia occulta della magia, dove due più due non fa  quasi mai quattro, una città non nasce mai per caso. Magari accade oggi, anche perché gli spazi sono quelli che sono, ma nell’antichità prima ancora che di architetti e costruttori, era affare di maghi, aruspici e sacerdoti. Ed una volta scelta l’ubicazione più fausta, un sacrificio rituale sigillava col patto del fuoco e del sangue l’accordo con le divinità tutelari.
Sempre secondo remotissime conoscenze, fiumi di energia solcano il nostro pianeta, arrivando dalle profondità dell’Universo per poi ritornarvi. Talvolta affiorano raso terra o s’inerpicano sulle cime delle montagne o sprofondano sotto gli oceani o la crosta terreste. A volte s’incrociano con altre linee formando strani nodi, sconosciuti al profano ma ben noti ai veggenti di ogni tempo e paese, utilizzati da questi ultimi in quanto “Punti di Potere”. Come quello su cui s’adagia Torino, appunto.
La nascita delle sette sataniche e magia nera a Torino  invece è recente e risale agli anni 60-70
Nel 1968 Torino è una città-laboratorio della contestazione operaia e studentesca, segnata dalla presenza nello stesso tempo di forme anticlericali (spesso, ancora, di carattere goliardico) e di una attiva massoneria “di frangia”, ripudiata dalle obbedienze massoniche maggioritarie e interessata all’occultismo e alla magia sessuale. È in questi ambienti che le notizie giornalistiche sull’esistenza di satanisti in California e altrove suscitano una certa curiosità. Un primo gruppo di persone – che gravitano, appunto, nell’ambiente delle massonerie “di frangia” occultiste – si indirizza alla Chiesa di Satana californiana (che conserva nei suoi archivi traccia di questi contatti piemontesi, fra il 1968 e il 1970). Su questa base nasce una “Chiesa di Satana” di Torino.
Giacché alcuni di costoro si rendono conto del carattere “razionalista” degli insegnamenti del fondatore della Chiesa di Satana californiana, Anton Szandor LaVey (1930-1997), nasce l’idea di rivolgersi altrove alla ricerca di un “vero” satanismo. Le origini della seconda formazione denominata a Torino “Chiesa di Satana”, più strettamente “occultista”, sono così strane da poter essere considerate paradossali. Un romanziere e folklorista francese, Claude Seignolle (nato nel 1917), aveva pubblicato diversi libri raccogliendo tradizioni popolari sul Diavolo, di cui uno dal titolo promettente, Les Evangiles du Diable (Maisonneuve & Larose, Parigi 1963). Personaggio curioso, Seignolle si è sempre divertito a presentarsi come un mago di campagna capitato quasi per caso a Parigi, e a lasciare circolare voci che lo dipingono come detentore di segreti esoterici (benché il suo interesse per il folklore demoniaco muova da studi effettuati sotto la guida di etnologi accademici). Avvicinato nel 1969 da torinesi che cercano un’iniziazione satanista più genuina di quelle che LaVey vende per corrispondenza, Seignolle li benedice e li incoraggia, fra il serio e il faceto. È sufficiente perché tornino a Torino convinti di avere ricevuto una “vera” iniziazione a una tradizione trasmessa di padre in figlio, il che determina uno scisma nel piccolo mondo dei satanisti torinesi. 
le linee guida per i satanisti sono fornite dalla bibbia di satana scritta da Anton Szandor LaVey.
Ecco i precetti fondamentali.

Le Nove Affermazioni Sataniche
from The Satanic Bible, ©1969
by Anton Szandor LaVey


1. Satana rappresenta indulgenza invece di astinenza!2. Satana rappresenta l'energia vitale invece di sogni spirituali di cornamuse!
3. Satana rappresenta saggezza manifesta invece di autoinganno ipocrita!
4. Satana rappresenta gentilezza e tenerezza a chi le merita invece di amore sprecato agli ingrati!
5. Satana rappresenta vendetta invece di porgere l'altra guancia!
6. Satana rappresenta responsabilità a chi è responsabile invece di considerazione per vampiri psichici!
7. Satana rappresenta l'uomo giusto come un altro animale, talvolta migliore, molto spesso peggiore di quelli che camminano a quattro zampe, che, a causa del suo “sviluppo divino spirituale e intellettuale,” è diventato l'animale più vizioso di tutti!
8. Satana rappresenta tutti i così detti peccati, finché tutti loro portano a gratificazione fisica, mentale, o sentimentale! 9. Satana è stato il miglior amico che la Chiesa abbia mai avuto, perché Egli l'ha tenuta in affari tutti questi anni! 


lunedì 22 luglio 2013

Le Sette, gruppi iniziatici o manipolazione?



Il fenomeno setta è sempre esistito nella storia e gruppi più o meno numerosi si sono sempre riuniti per condividere in maniera più o meno esplicita
ideali, valori o intenti. La massoneria e alcune delle sette che hanno contribuito alla nascita degli Stati Uniti come i mormoni o gli Amish sono fenomeni che sono ancora presenti nella nostra società contemporanea. Ma, la crescita del
fenomeno delle sette che si registra in questi ultimi decenni è stata senz’altro favorita, dal diffondersi della comunicazione di massa. E secondo me è
cambiata anche la tipologia delle sette rispetto al passato. Nel passato le sette
nascevano per favorire scopi comuni ai vari membri che potevano essere politici religiosi o economici. In genere non esistevano leader ma ognuno aveva
un compito dovuto da un preciso incarico. L’adesione a queste sette avveniva generalmente per consenso e poteva anche rappresentare un riconoscimento
sociale anche se occulto.
I comportamenti tenuti da un membro che aderisce ad un gruppo in generale (valido cioè anche per chi partecipa come supporter a gruppi politici, a gruppi di
tifosi ecc.) hanno una tendenza intrinseca a:
1. classificare gli individui tra membri del gruppo e esterni e a promuovere una diffidenza verso questi ultimi sui quali è possibile proiettare i conflitti interni
2. legarsi al gruppo come fonte di supporto, ciò comporterebbe un condizionamento operativo già discusso sotto il nome di “relief effect” 
3. Infine in virtù del necessario consenso comune per mantenere l'omeostasi del sistema l'individuo all'interno del gruppo tende ad accettare la visione del mondo dominante ponendo in atto una serie di filtri cognitivi al fine di ignorare gli input contrastanti con tale visione del mondo (fenomeno della  issonanza cognitiva ricollegabile al meccacnismo del relief effect). Ancora sulle dinamiche
dei gruppi (vedi ipnosi.interfree.it) scrive Watzlawick:
"Come Asch rivela, il fattore più spaventoso della resa cieca dei suoi soggetti è
il desiderio profondo e radicato di essere in accordo con il gruppo [...] La premura di cedere la propria indipendenza, di rinunciare all'evidenza dei propri
sensi per poter avere la soddisfazione tranquillizzante nonostante la
deformazione della realtà, di sentirsi in armonia con il gruppo, questa è la sostanza che alimenta demagoghi e dittatori"  In effetti non esiste punizione più disumana che l'essere ignorato,
colpevolizzato, abbandonato e cacciato dal gruppo”. Milgram spiega il fenomeno dell’obbedienza nei gruppi in questi termini: "L'essenza dell'obbedienza consiste nel fatto che una persona giunge a vedere se stessa come strumento utile per portare avanti i desideri di un altro individuo e quindi non si considera più responsabile". (Stanley Milgram, Obedience to Authority, Harper & Row, New York (1974).
Marchi F. in una sua relazione su Scientology mette in risalto l’uso del doppio
legame con cui Hubbard lega i suoi fedeli. Per doppio legame si intende "una situazione (1) in cui una persona è posta di fronte a messaggi contraddittori, (2) la cui natura non è immediatamente evidente perché celata o negata, o perché i
messaggi sono di livelli diversi, e (3) in cui non si può neppure scappare, né osservare e commentare efficacemente le contraddizioni" (Weakland e
Jackson, 1958). Continuando Marchi dice: “Mi sembra possibile estendere la teoria del doppio legame anche a un sistema più ampio come Scientology piuttosto che relegarlo all'interno del sistema madre-figlio schizofrenico;
d'altronde lo stesso Weakland scriveva: "spostandoci di più verso una psichiatria sociale, si potrebbero indagare l'esistenza, la manipolazione, e gli
effetti di messaggi incongrui in sfere più ampie dell'organizzazione sociale e culturale. Certamente le grandi organizzazioni di affari e le istituzioni politiche e religiose difficilmente riescono a non avere nessuno di questi problemi, che implicano messaggi incongrui e la loro dissimulazione". “Gli adepti di lungo
corso si trovano in una situazione paradossale: se continuano con Scientology si accorgeranno spesso di perdere libertà sempre maggiori; se invece decidono
di lasciare la Chiesa sono dannati perché perdono l'unica salvezza nell'infinita
storia del Thetan e potrebbero subire la pratica della disconnessione (tutti i membri della Chiesa, dai familiari ai conoscenti devono sospendere i contatti
con chi è stato dichiarato SP). Qualunque scelta prenda lo scientologo è destinato alla dannazione, e questa caratteristica è propria del paradosso che
per sua natura è irrisolvibile), perché l'ingiunzione paradossale di Hubbard deve
essere disobbedita per essere obbedita”.

Che cosa offrono le sette alle persone sole, depresse o insicure? In un modo o nell'altro ogni setta afferma di offrire un miglioramento dello stato mentale, un
stato dell'essere più profondo e una certezza di rettitudine morale, spirituale o politica. Questo presunto stato benefico può essere raggiunto solamente seguendo il cammino strettamente preordinato da un particolare maestro, guru
o trainer. Per afferrare questo approccio alla vita il neofita – il bambino, il primaticcio, il membro in prova, il figlioccio spirituale, l'inconsapevole come certi gruppi etichettano il nuovo arrivato – deve abbandonare il suo senso critico,
lasciarsi andare al flusso della forza, deve avere fiducia e fede infantile.
Negli ultimi decenni, il fenomeno delle sette è drasticamente cambiato, anche
drammaticamente a causa dei cosiddetti suicidi di massa o uccisioni dettate da più o meno assurde regole che le varie sette si impongono. Una delle differenze che saltano agli occhi è senz’altro la presenza generalizzata di un leader il
quale detta una serie di regole che gli adepti devono seguire anche fino alla morte. Nel suo libro “Le sette tra noi: che cosa sono le sette?” la Singer individua due tipi di sette che si sono evolute ultimamente: La prima è costituita da sette o gruppi settari che espongono i loro membri e seguaci a processi
organizzati di persuasione psicologica e sociale studiati per produrre cambiamenti comportamentali, ed esercitare un notevole grado di controllo sulla
loro vita. Queste sette ingannano, manipolano e sfruttano i membri nella speranza di farli rimanere tali per sempre.
La seconda categoria consiste nella vendita commerciale su larga scala di programmi di formazione o “auto-miglioramento” con fondamento psicologico, o di organizzazioni miste che usano processi coordinati di persuasione
ugualmente intensi, ma che generalmente non intendono mantenere a lungo i
loro clienti. Preferiscono che gli aderenti acquistino ulteriori corsi e prodotti e portino dentro altri clienti, che generalmente rimangono legati all'organizzazione per un paio d'anni. I gruppi di entrambe le categorie usano processi di riforma
del pensiero. I loro iniziatori utilizzano programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento per modificare l'atteggiamento delle
persone su una vasta gamma di filosofie, teorie e pratiche. Questi abili manipolatori sembrano essere consapevoli della necessità di mettere in atto
serie prestabilite di tecniche, tattiche e strategie di influenza per convincere il prossimo a eseguire i loro ordini e desideri. Non tutti questi gruppi collimano
con la definizione di setta, ma come le sette usano tutti tecniche di riforma del
pensiero per reclutare, modificare e sfruttare i seguaci. Sempre la Singer questi
tipi di setta hanno i seguenti riferimenti:
- Origine del gruppo e ruolo del leader;
- Struttura di potere, o relazione tra il leader (o i leaders) e i seguaci;
- L'uso di un programma coordinato di persuasione e manipolazione (che viene definito riforma del pensiero o, più comunemente, "lavaggio del cervello", plagio).
Sviluppando questi tre riferimenti la Singer continua:
Ordine del gruppo e ruolo del leader:
Sono autoproclamati, persuasivi e affermano di avere una missione speciale o speciale conoscenza.
Tendono ad essere risoluti e autoritari, e vengono spesso descritti come carismatici.
Accentrano su di sé la venerazione.
Struttura di potere, o relazione tra il leader (o i leaders) e i seguaci:
Le sette hanno una struttura autoritaria.
Le sette sembrano essere innovative ed esclusive
Le sette tendono ad avere un doppio standard morale.
Programma coordinato di persuasione.
Le sette tendono ad essere totalitarie o onnicomprensive, a controllare il
comportamento dei loro membri – sono ideologicamente totalitarie e la loro
visione del mondo mostra fanatismo ed estremismo.
Le sette tendono a richiedere ai membri di sottoporsi a importanti cambiamenti
nello stile di vita.
Ancora la Singer parlando delle persone che aderiscono alle sette dice che
nonostante il mito che le persone normali non vengono risucchiate dalle sette,

nel corso degli anni è divenuto chiaro che chiunque è suscettibile alla lusinga di questi abili manipolatori. Di fatto la maggioranza di adolescenti e adulti presenti nelle sette proviene dalla classe media, ha una educazione medio-alta e non
era seriamente disturbato quando vi è entrato. Certi background familiari possono rendere alcuni giovani più vulnerabili di altri alla lusinga delle sette.
Esse offrono soluzioni istantanee, semplicistiche e concentrate ai problemi della vita. Alcune famiglie promuovono inconsapevolmente una combinazione di
incertezza e ribellione che fa sembrare la setta come la soluzione perfetta per i giovani alla ricerca di una scappatoia dalle frustrazioni della situazione
familiare. In questo tipo di famiglia i ragazzi vengono costantemente incoraggiati ad essere avventurosi, indipendenti o controcorrente. Poi nel
momento in cui i ragazzi diventato attivi o scelgono la loro compagnia o in
qualche modo si ribellano, vengono redarguiti dagli stessi genitori per aver
scelto l'attività o gli amici sbagliati, per aver fatto la cosa sbagliata o preso la
decisione sbagliata. Spingendo i ragazzi a crescere troppo, o troppo in fretta,
alcuni genitori tendono ad essere davvero di poco aiuto a questi giovani che
devono affrontare una grande varietà di decisioni. I ragazzi si sentono
abbandonati a se stessi e al contempo non hanno fiducia nella loro capacità di
prendere decisioni. Si è scoperto che molti membri di setta provengono da
questo background. Un altro tipo di vulnerabilità, o fattore di stress, evolve
quando la persona, specialmente adolescente o giovane adulto, si sente
sopraffatto semplicemente dal numero di scelte che deve fare, dall'ambiguità
della vita in quell'età, dalla complessità del mondo e dalla quantità di conflitti
collegati ai molti aspetti della vita quotidiana. Oltre a dover affrontare la
pressione delle decisioni personali, molti adolescenti vengono alle prese con i
loro intenti, valori o credenze in generale.

giovedì 18 luglio 2013

Medium e medianità



Medium è una parola di origine latina e significa
mezzo, tramite. Nel linguaggio degli spiritisti
sta quindi a significare quelle persone e quegli 
individui che, grazie a caratteristiche del tutto
particolari, riescono a "fare da tramite" alle
comunicazioni degli spiriti.
Questo presuppone il credere che non esista esclusivamente un mondo delle forme ma che esista anche un mondo di entità prive di supporto biologico.
L'esoterismo e le sedute medianiche possono far paura quando non si conoscono.
Il Diavolo (inteso come somma di entità che sono avverse all'uomo) lavora di nascosto, la sua forza se vogliamo sta nell'essere nascosta, occulta.
Entrare in contatto con entità senza paura: è solo la paura che può rendere pericolose le sedute medianiche anche dal punto di vista della suggestione
Il fatto che alcune persone realizzassero fenomeni inconsueti o che in loro presenza si scatenassero forze sconosciute, ha sempre spinto a pensare che si trattasse di "diversi" e di "segnati" per la quale la società si sentiva quasi in dovere di esplicare una funzione di rigetto e di rifiuto, 
Col termine Sensitività si vuole intendere la capacità di una data persona (il Sensitivo) di percepire delle realtà non percepibili ai sensi comuni.
Mentre il Medium quindi si contraddistingue per la capacità di comunicare con realtà non sensoriali, il Sensitivo si contraddistingue per la capacità di percepire tali realtà non sensoriali.
Talvolta un Medium è anche Sensitivo e viceversa, ma esistono tuttavia Sensitivi che non sono Medium e Medium che non sono Sensitivi.
Anche la Sensitività si può sviluppare attraverso pratiche quali quelle già dette nell'articolo passato per quanto riguarda lo sviluppo della Medianicità.

Anche per essere un buon Sensitivo, così come per essere un buon Medium, è necessario essere un buon "canale", ossia riuscire a trasmettere informazioni provenienti da altri piani di realtà.
Non sempre le informazioni "canalizzate" da un Sensitivo sono però effettive informazioni di altri piani di realtà.
O meglio, un Sensitivo può anche filtrare le informazioni "canalizzate" attraverso paure od illusioni presenti in sé, e spesso inconscie, al pari di un Medium.
La Sensitività indica una percezione dell'eterico cioè di uno qualsiasi dei piani non fisici dello spazio-tempo.


 Per iniziare una seduta spiritica si deve avere ben chiaro cosa si vuole chiedere e chi si vuole evocare. Non si sa mai chi può rispondere o meno all’appello, quindi è importante essere sicuri di quello che si vuole.  Rinunciare se si è troppo suscettibili e facilmente impressionabili, rischiereste di andare in analisi per anni per lo spavento preso anche per un fruscio o una porta della casa che sbatte.

  • i presenti devono restare uniti tenendosi per mano intorno al tavolo qualsiasi cosa accada;
  • la disposizione a cerchio e tenersi per mano proteggono i presenti, in primis il medium
  • la sua energia e medianità fluiscono per mano a tutti presenti. Se i medium sono più di uno, le medianità si sommano. La medianità si trasmette per contatto fisico, e dopo alcune sedute anche i presenti potrebbero avere manifestazioni paranormali;
  • a seconda delle convinzioni personali, le entità possono essere (solo defunti, oppure angeli, demoni, larve astrali, ecc) parlano da una dimensione esterna alla nostra Nella pratica esotecica non vi sono garanzie che le entità invocate siano effettivamente i propri cari, nemmeno se forniscono informazioni personali che soltanto loro potevano conoscere in vita, ovvero se predicono eventi futuri, manifestando un'attenzione e amore particolari verso i presenti.
Il medium chiama uno spirito-guida che svolge il ruolo di intermediario dal lato del mondo spirituale, governando la seduta per tenere lontane entità negative che tentano di manifestarsi. Se il medium chiede un'evocazione, l'entità si manifesta all'esterno, restando separato dalla coscienza dei presenti; se la invoca, entra nel corpo del medium, che può restare inabitato e cosciente, ovvero entrare in trance completamente posseduto dallo spirito, col risultato di parlare lingue sconosciute, con ricordi e un tono di voce che non sono i suoi.

Fenomeni tipici che si possono verificare durante le sedute spiritiche sono: registrazione di voci, divinazione di eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la propria mano spinta a scrivere, come se fosse guidata da un’altra personalità), comparsa di ectoplasmi, cioè forme corporee fluidiche nelle quali si materializzerebbero gli spiriti.
Il discernimento che si acquisisce coltivando la centratura, è uno stato di vigilanza che permette di vagliare il flusso dei dati. Aprire la porta comunicante è definitivo, ed illudersi di poterla richiudere per tornare ad uno stato di ‘inconsapevolezza’ significa in realtà lasciarla incustodita. Lo stato di vigilanza che dovrebbe caratterizzare chi si è aperto, favorisce il sottile riconoscimento di ciò che è proprio da quello altrui, poiché a questo punto pensieri ed elaborazioni possono sembrare “propri”. 

Nella comunicazione tra i mondi si è responsabili in prima persona di ogni percezione raccolta, non importa quale sia la provenienza, essendo la responsabilità su questo piano di chi su questo piano agisce.

Il discernimento è particolarmente importante durante la percezione mentre la centratura pesa maggiormente nell’elaborazione del percepito. Poiché lo stato di coscienza che permette la percezione è definito alterato, cioè “altro” o “modificato” rispetto allo standard, così la trasposizione sul piano umano può incontrare una serie di filtri e strutture della personalità di cui spesso non si è consapevoli e che influiscono su integrità e chiarezza di percezione, elaborazione e trasmissione.

La qualità del collegamento e della percezione sono caratterizzati dall’integrità della persona e del suo stato di coscienza del preciso momento in cui questi avvengono. Supporre che questa apertura garantisca percezione e corretto trasferimento immutabili nel tempo, significa non tenere conto degli aspetti umani e contingenti che coinvolgono la personalità. Il continuo lavoro di raffinamento degli strumenti percettivi non garantisce di per sé la qualità della comunicazione, qualità che dipende in buona misura dal grado di consapevolezza della persona in quello specifico momento.Il teosofo svedese Emenuel Swedenborg (1688-1772) affermava che gli animali erano delle "bussole viventi", governate da campi d’azione del tutto sconosciuti all’uomo. Oggi alcuni non hanno timore di parlare di gatti medium e a tale riguardo sono state proposte delle spiegazioni ardite, facendo entrare in gioco un senso sconosciuto, il cosiddetto psi trailing. Secondo questa teoria, esisterebbe una sorta di comunicazione telepatica tra il gatto e il suo padrone, o tra il gatto e determinate persone, che guiderebbe il gatto sperduto per mezzo di vibrazioni che esse sarebbe in grado di percepire. Gli Egizi già credevano a questo tipo di telepatia; si legge infatti in un papiro scoperto a Saqqàra: <<quando tu pensi, esso (il gatto) ti capisce anche se le tue labbra non si muovono e se la tua bocca non pronuncia alcuna parola. Esso legge in te con lo sguardo degli Dei>>. Anche nel Medioevo gli stregoni venivano accusati di comunicare per via telepatica con i loro gatti.

lunedì 15 luglio 2013

Vita, filosofia e pensieri di OSHO

La vita di Osho

Mohan Chandra Rajneesh nasce nel 1931 a Cuchwada, in India, uno degli undici figli di un mercante di stoffe giainista. Nei suoi anni di adolescenza un'esperienza importante è la morte della cugina – e primo amore – Shashi, avvenuta quando Rajneesh aveva quindici anni. A diciannove anni s'iscrive all'università di Jabalpur; ottiene poi un dottorato all'Università di Sagar e inizia a insegnare filosofia al Raipur Sanskrit College. Già a ventuno anni, a Jabalpur nel 1953, ha una straordinaria esperienza di pace e di beatitudine, seguita da altre in cui sperimenta l'illuminazione. 

Osho era un professore di filosofia e viaggiò per l'India negli anni Sessanta del XX secolo come conferenziere e maestro spirituale. Le sue posizioni contro le religioni organizzate, le istituzioni politiche e le tradizioni suscitarono scalpore. Sosteneva anche una più aperta attitudine verso la sessualità, fatto che gli guadagnò il nomignolo di "guru del sesso" presso la stampa indiana e successivamente internazionale[9]. Nel 1970 si stabilì per breve tempo a Mumbai (Bombay) e, riconosciuto come "Maestro di Realtà" da quanti vivevano intorno a lui, prese ad iniziare discepoli, noti come neo-sannyasin. Nei suoi discorsi reintrerpretava gli scritti di tradizioni religiose, di mistici e intellettuali di tutto il mondo.
Trasferitosi a Pune nel 1974, fondò un ashram la cui eco divenne mondiale facendo aumentare vertiginosamente il numero di visitatori occidentali. Questo centro di crescita olistica (primo nucleo di quello che è tuttora il cuore pulsante dell’Osho International Meditation Resort) divenne una comunità dove si svolgevano anche attività commerciali e spettacoli teatrali e musicali. Per sette anni (1974-81) Osho vi tenne un discorso ogni mattina, toccando tutti gli aspetti possibili della ricerca spirituale e della società. Inoltre, a partire dal 1975, con l’arrivo di alcuni esponenti dello Human Potential Movement, le pratiche meditative furono integrate da terapie di gruppo, e la stampa iniziò a darne ampio risalto, anche per i suoi insegnamenti permissivi e provocatori. La sperimentazione sessuale – insieme con i pronunciamenti paradossali di Rajneesh, che critica violentemente sia il cristianesimo sia la retorica sui poveri; dal canto suo, giungerà a possedere novantadue Rolls Royce – rendono il maestro di Poona particolarmente controverso. In questo clima la nuova segretaria personale di Rajneesh, Sheela Silverman (Ma Anand Sheela) lo convince, nel 1981, dapprima a recarsi negli Stati Uniti per sottoporsi alle cure mediche di cui ha bisogno, quindi a trasferire la maggior parte dei suoi seguaci in un ranch nei pressi di Antelope (Oregon) dove nasce la comune di Rajneeshpuram. Nel 1982 la nuova città è registrata ufficialmente come tale. Si riproducono però i problemi di Poona: i vicini sono ostili e si arriva all'esplosione di bombe; le autorità indagano e Sheela – si discute se con l'approvazione o meno di Rajneesh – viola diverse leggi americane sull'immigrazione e sui permessi di soggiorno negli Stati Uniti, accumulando anche armi nel ranch. Soprattutto, Sheela – nel periodo in cui Rajneesh si ritira in silenzio – trasforma gradatamente un movimento libertario in una religione organizzata che chiama "rajneeshismo", nel cui ambito si assicura quasi tutti i poteri.Quando Rajneesh riprende a parlare, denunciando l'opera di Sheela, nel settembre 1985, la sua segretaria abbandona Antelope con quindici seguaci e con oltre cinquanta milioni di dollari di proprietà della comune. Sheela sarà poi arrestata e condannata a quattro anni di detenzione; le autorità arrestano però anche Rajneesh mentre tenta di volare verso le Bermuda. Il maestro sarà condannato soltanto per violazioni minori alla legge sull'immigrazione – a una multa di quasi mezzo milione di dollari –, ma le circostanze del suo soggiorno nelle carceri americane rimangono oscure e i discepoli sospettano che sia stato, oltre che maltrattato, avvelenato. Abbandonati gli Stati Uniti, dopo avere tentato invano di negoziare con altri Paesi un trasferimento della comunità, torna in India nel 1986 e dal gennaio 1987 guida nuovamente l'ashram di Poona, che ridiventa il centro del movimento. Alcuni pensavano che l'organizzazione di Rajneesh si sarebbe rapidamente sfaldata e che i danni causati nell'epoca di Sheela fossero irreparabili.
Venne estradato dopo una richiesta di patteggiamento Ventuno Stati gli negarono l'ingresso, e Osho dovette viaggiare a lungo prima di tornare a Pune, dove morì nel 1990

di Se stesso:
Mai nato
Mai morto
Ha solo visitato il pianeta Terra
tra l'11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990

Sulla Filosofia
Filosofia, la parola stessa, significa “amore per la saggezza”; e i filosofi non hanno nulla a che vedere con la saggezza! La saggezza accade solo tramite la meditazione … La vera filosofia non ha nulla a che fare con il pensare, al contrario, ha tutto a che fare con la trascendenza del pensiero: andare al di là, e ancora al di là del pensiero. Andare al di là della mente, fino a raggiungere il puro spazio della nonmente.
La vera conoscenza consiste nel conseguire livelli dell'essere più elevati, piani dell'essere superiori; non si tratta di una conoscenza maggiore, ma di un essere più elevato. La vera via è essere di più, non conoscere di più.


Sull'amore
Puoi essere preso da un amore profondo e tuttavia essere solo. Di fatto solo se sei preso da un amore profondo puoi essere solo.
La profondità dell'amore crea un oceano intorno a te, un oceano profondo e tu diventi un'isola, sei completamente solo.
Certo, l'oceano continua a flagellare le tue sponde con le sue ondate, ma più l'oceano si infrange sulle tue sponde con le sue ondate e più tu sei integrato, radicato, centrato.
L'amore ha valore soltanto quando ti da la solitudine. Ti da lo spazio sufficiente per restare solo.
Sul sesso

Il sesso, per Osho, è l’energia primaria e fondamentale dell’essere umano, ha una natura divina. Le religioni storiche lo hanno sempre condannato e represso causando danni incalcolabili all’umanità. Il sesso resta tuttavia una pura funzione biologica e arriva un momento in cui dev’essere trasceso. In un’intervista al giornalista Enzo Biagi, Osho affermò che
« tutti gli animali sono esseri sessuali, solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime, e questo è l'amore. L'amore può contenere in sé il sesso, il sesso non può inglobare in sé l'amore. Il sesso è una cosa minuscola, l'amore è vasto e tremendo, può esistere anche senza il sesso. Un rapporto d'amore non deve necessariamente implicare il sesso. Anzi, per esperienza posso dire che più ci si eleva oltre il sesso e più si inizia a gioire di una comunione spirituale con un amico, una donna, un uomo. Da quello stato di comunione il sesso sembra così distante, così vittima della biologia, se confrontato con la libertà che dà l'amore, con la crescita e l'espandersi che continua ad avere, che è possibile non desiderare più di scendere nelle valli oscure della sessualità. Ma io non impongo limiti di nessun tipo. Dico semplicemente che quando l'amore cresce in profondità, il sesso impallidisce. E quando l'amore raggiunge la sua estrema fioritura, il sesso scompare. Diventa una cosa infantile.
Sulla Morte
Per Osho la morte non esiste, è soltanto un inganno dei sensi, una “finzione”. La nostra consapevolezza è immortale, mai ha avuto inizio e mai finirà, in quanto parte di un Tutto altrettanto eterno e infinito. “La vita e la morte sono un unico fenomeno, – spiegò – in realtà non esiste nulla che si possa definire morte: la vita è eterna”. Dunque, è soltanto il corpo a consumarsi e perire, la nostra reale essenza invece è immortale e, dopo la morte fisica, si trasferisce semplicemente in un altro corpo, in un’altra dimensione; oppure, qualora si muoia in piena consapevolezza, come un buddha, ci si libera dal ciclo di nascita e morte e si rimane radicati nel proprio essere, estaticamente fusi col Tutto.
"Te lο ripeto ancora una volta, deviα ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un'ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un'ipotesi da sperimentare.
Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo, ma solo come un'ipotesi.
Poiché io conosco la verità non ho bisogno di importi di credere ο di aver fede. Poiché conosco la verità, posso dirti: "È solo un esperimento, un'ipotesi temporanea", perché sono sicuro, al cento per cento, che se tu inizi a sperimentare per conto tuo, direttamente, la tua ipotesi diventerà la tua esperienza personale, non un credo, non una fede, ma una certezza. E solo le certezze possono salvarti. Credere sarebbe come affrontare un mare in tempesta, con una barchetta di carta.
Non si può assolutamente pensare di attraversare l'oceano dell'esistenza su una barchetta di carta. Hai bisogno di una sicurezza... non di credere, ma di una verità che hai sperimentato in prima persona. Non una verità altrui, presa in prestito dall'esterno: dev'essere tua! In questo caso, attraversare l'oceano sconosciuto e inesplorato diventa una gioia, diventa un'avventura eccitante e ricca di momenti di estasi."
"Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l'amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L'amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.
Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza."

sulla Meditazione

Lo strumento è la Consapevolezza, essere attenti in ogni istante a ciò che si pensa, a ciò che si dice, a ciò che si fa e a ciò che accade. E' necessario diventare cioè Testimone. Solo con il cuore, entrando quindi in uno stato di non-mente, si può arrivare a comprendere la realtà.

Meditare aiuta a entrare in uno stato di non-mente. La tirannica Mente ci obbliga all'inconsapevolezza. E' necessario farla fuori, bypassarla, per arrivare a Vero.
La realtà non è duale (amore-odio, freddo-caldo, maschio-femmina ecc.), lo stato di illuminazione è arrivare a trascendere la dualità per comprendere di essere una parte del Tutto. E a quel punto nulla importa più, le faccende umane perdono significato. E l'anima danza con tutto l'Universo, ricolma d'amore, poichè l'amore è la sostanza del Tutto. E' uno stato di felicità duratura, che pochi esseri umani sono riusciti a raggiungere.la meditazione non è contro l’azione: non devi affatto scappare dalla vita, semplicemente ti insegna un nuovo stile di vita. Diventi il centro di un ciclone: la tua vita continua… in realtà vortica in modo ancora più intenso, con più gioia, con maggior chiarezza, con maggior percettività, con più creatività; eppure tu resti distaccato: un semplice osservatore sulle colline. Osservi semplicemente tutto ciò che accade intorno a te: tu non sei colui che agisce, sei colui che osserva! 
Quello è l’intero segreto della meditazione: tu diventi l’osservatore, il fare continua da sé, non è un problema. Tagliare legna, portare acqua dal pozzo… puoi fare ogni sorta di piccole o grandi cose, una sola cosa non è permessa; e cioè non devi perdere la tua centratura. Quella consapevolezza, quella presenza che osserva, deve restare assolutamente limpida, indisturbata.