lunedì 29 luglio 2013

Ipnosi spirituale



L'ipnosi spirituale favorisce la percezione di una dimensione non fisica, eterea, incorporea, extra sensoriale.
partiamo dal temine ipnosi ed induzione ipnotica.
Col termine ambiguo di induzione di ipnosi si allude al complesso di manovre comunicazionali che l'ipnotista compie per ottenere dal soggetto delle risposte che solitamente si ascrivono alla trance.
Anche se ogni ipnotista ha il suo repertorio strategico preferito, una tipica sequenza può essere la seguente 
 l'ipnotista ed il soggetto, di solito sono entrambi seduti, ma a volte il soggetto è sdraiato;
 L'induzione di solito comincia con le istruzioni di rilassamento. Queste sono date con molta precisione e sono ricche di dettagli, ma con tono di voce basso e monotono. Al soggetto si dice di concentrare il proprio pensiero su un oggetto particolare mentre ascolta l'ipnotista. Quando queste istruzioni ottengono l'effetto desiderato l'ipnotista vi aggiunge delle suggestioni di torpore e di rilassamento e più avanti di sonno. Incoraggia poi il soggetto ad accettare tale sonnolenza specificando che nonostante che egli dorma sentirà ugualmente la voce dell'ipnotista e risponderà ad essa e che non si sveglierà finché non glielo verrà chiesto.
Quando il torpore e il rilassamento sono raggiunti l'ipnotista suggerisce al soggetto di esperire delle risposte a specifiche istruzioni che egli gli sottopone. Se ha cominciato con la suggestione di fissare qualcosa passa a quella di stanchezza agli occhi, eventualmente specificando che la stanchezza diventerà tale che gli occhi gli si chiuderanno senza bisogno di alcun suo atto volontario,
 Il resto dell'induzione consiste nel somministrare altre istruzioni più difficili, generalmente accompagnate da un discorso continuo sulla profondità del rilassamento e del sonno; talvolta la risposta a taluni test di comportamento viene legata al rilassamento, per esempio «Ora sentirai la tua mano molto leggera come se vi fossero dei palloncini legati al polso che la sollevano e più si solleva più ti senti rilassato». Il rapporto ipnotico si conclude con una fase di deipnotizzazione con la quale l'ipnotista «risveglia» il soggetto, favorendo il suo riorientamento nella realtà.
L'ipnosi spirituale è una forma di ipno meditazione che favorisce esperienze mistiche
L'esperienza mistica viene definita come un fenomeno che si ritrova in tutti i contesti religiosi, caratterizzato da un'immediata
fruizione dell'Assoluto e in particolare dall'identificazione o massimo
avvicinamento alla realtà di Dio.
Una descrizione fenomenologica di questo tipo di esperienza si può cogliere in alcuni stralci tratti, dall'autobiografia di Teresa
d'Avila, una fra le più rappresentative figure mistiche della religione cristiana: << Credo utile far qui osservare quello che talvolta può
avvenire quando si abbia qualche grande rapimento. Trascorso quello stato di unione nel quale tutte le potenze sono completamente assorte
benché non mai a lungo, l'anima rimane ancora raccolta e non può tornare in se neppure per i suoi atti esteriori. Le due potenze, memoria 
e intelletto, sembrano in preda a frenesia, completamente fuori di
se.>>, << In questo stato mi vidi una colomba sulla testa molto
diversa dalle nostre, senza penne e con ali come a scaglie di
madreperla, che davano grande splendore…>>.

Con l'ipnosi spirituale si possono avere percezioni insolite ed Esperienze visionarie.
Vengono descritte come percezioni di luce avvolgente, di infinita energia, di visioni ineffabili e di conoscenze incomunicabili.
In uno studio della meditazione sperimentale
due soggetti riferirono vivide esperienze di luce e forza. Un esempio:
<<…in un breve tempo cominciai ad avvertire un movimento ed
un cambiamento di luce ed ombra che divenne sempre più forte. Ora
quando si verifica ciò, questo si verifica non solo nella mia visione, ma accade o si sente come un tipo fisico di cosa…>>.
Per i mistici queste esperienze hanno a che fare con una realtà trascendente più alta; ciò che è percepito è detto proveniente da un altro mondo o da un'altra dimensione.
Oltre a queste percezioni insolite dei fenomeni del ''mondo
naturale'' rientra nell'esperienza mistica anche una ricca produzione
visionaria. Un tipico esempio di visionarismo, oltre a quello già citato, 
viene sempre tratto da una descrizione di Teresa d'Avila: << Una volta, mentre ero in oratorio il demonio mi apparve al lato sinistro
sotto forma abominevole. Siccome mi parlava, ne osservai particolarmente la bocca che era spaventosa. Il suo corpo pareva 
emanare una gran fiamma molto chiara e senza ombre. Mi disse che se 
mi ero liberata dalle sue mani poteva riacciuffarmi >>
In queste ultime affermazioni si legge l'altro aspetto caratteristico dell'esperienza mistica , ossia il senso di infinito, di unità, di fusione
con Dio.
 Il Senso di Unità  è una caratteristica distintiva dell'esperienza mistica, senza riferimento al contesto culturale, che viene descritta quale uno
sperimentare se stessi come tutt'uno con l'universo o con Dio.
Come fa notare James: << Questo superamento di tutte le solite barriere tra l'individuo e l'Assoluto è la grande conquista del mistico.
Negli stati mistici noi diveniamo tutt'uno con l'assoluto e diventiamo coscienti della nostra unità. Questa è la tradizione mistica trionfante
ed eterna a stento alterata dalle differenze di ambiente e di credo.>>.
L'Unità può essere dunque vista come una non-differenziazione  che confonde tutti i confini finché il proprio sé non viene più sentito
come un oggetto separato e non sono più utilizzabili le distinzioni cognitive e le solite percezioni.

Nello yoga invece, avremmo un'esperienza religiosa attiva, dove si arriva alla rinuncia, all'Io individuale, grazie alla concentrazione
mentale. Per mezzo di questa, quindi, scompaiono sia l'Io come individuo , sia l'oggetto della sua concentrazione mentale, e appare
il vero Io superiore. Inoltre nell'esperienza yoga non ci sarebbe solo una perdita di coscienza, come avviene nell'esperienza mistica
passiva della cristianità, ma invece, nello stato in cui cessa l'attività conscia umana, si risveglierebbe una nuova consapevolezza e una
nuova coscienza, che la coscienza superindividuale, la quale si suppone percepisca direttamente il mondo esterno non attraverso i
sensi ma per intuizione (Prajna), e abbia con esso un rapporto diretto.
La contemplazione sarebbe l'apprendimento non analitico di un
oggetto o di una idea; ossia viene bandito un pensiero discorsivo. Il
pensiero è visto come una interferenza con il contatto diretto che porta 
alla conoscenza essenziale attraverso la sola percezione.
Questa tecnica sembra basarsi su una manipolazione
dell'attenzione; Le istruzione per praticare la meditazione contemplativa indicano che viene fatto uno sforzo molto attivo per
escludere stimoli esterni ed interni, per diminuirli o annularli ed allo stesso tempo per concentrare la propria attenzione sull'oggetto della
meditazione mentre l'uso dell'attenzione per categorie astratte è
proibito in modo esplicito.
In questa fase attiva di contemplazione, la concentrazione
dell'attenzione su oggetti particolari, idee, movimenti fisici o esercizi  di respirazione è considerata come un aiuto per distogliere l'attenzione 
sui suoi soliti canali e per restringerla su un unico focus.
Nello Yoga si ritrovano istruzioni complesse per la selezione degli oggetti , per la contemplazione e per una appropriata  utilizzazione della postura e della respirazione per creare le condizioni 
ottimali per la concentrazione. Tecniche così precise non si ritrovano nella letteratura religiosa occidentale o perlomeno non in maniera così 
esplicita, anche se potremmo cogliere lo stesso significato nelle
preghiere e meditazioni o nella ingiunzione di portare se stessi verso
Dio e di combattere le distrazioni.
Questa fase attiva della meditazione è preliminare al grado di contemplazio ne totale, in cui il soggetto viene rapito e assorbito in un
processo che egli ha iniziato ma che ora sembra autonomo, non richiede sforzo,  ma è invece richiesta la passività.

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