giovedì 18 luglio 2013

Medium e medianità



Medium è una parola di origine latina e significa
mezzo, tramite. Nel linguaggio degli spiritisti
sta quindi a significare quelle persone e quegli 
individui che, grazie a caratteristiche del tutto
particolari, riescono a "fare da tramite" alle
comunicazioni degli spiriti.
Questo presuppone il credere che non esista esclusivamente un mondo delle forme ma che esista anche un mondo di entità prive di supporto biologico.
L'esoterismo e le sedute medianiche possono far paura quando non si conoscono.
Il Diavolo (inteso come somma di entità che sono avverse all'uomo) lavora di nascosto, la sua forza se vogliamo sta nell'essere nascosta, occulta.
Entrare in contatto con entità senza paura: è solo la paura che può rendere pericolose le sedute medianiche anche dal punto di vista della suggestione
Il fatto che alcune persone realizzassero fenomeni inconsueti o che in loro presenza si scatenassero forze sconosciute, ha sempre spinto a pensare che si trattasse di "diversi" e di "segnati" per la quale la società si sentiva quasi in dovere di esplicare una funzione di rigetto e di rifiuto, 
Col termine Sensitività si vuole intendere la capacità di una data persona (il Sensitivo) di percepire delle realtà non percepibili ai sensi comuni.
Mentre il Medium quindi si contraddistingue per la capacità di comunicare con realtà non sensoriali, il Sensitivo si contraddistingue per la capacità di percepire tali realtà non sensoriali.
Talvolta un Medium è anche Sensitivo e viceversa, ma esistono tuttavia Sensitivi che non sono Medium e Medium che non sono Sensitivi.
Anche la Sensitività si può sviluppare attraverso pratiche quali quelle già dette nell'articolo passato per quanto riguarda lo sviluppo della Medianicità.

Anche per essere un buon Sensitivo, così come per essere un buon Medium, è necessario essere un buon "canale", ossia riuscire a trasmettere informazioni provenienti da altri piani di realtà.
Non sempre le informazioni "canalizzate" da un Sensitivo sono però effettive informazioni di altri piani di realtà.
O meglio, un Sensitivo può anche filtrare le informazioni "canalizzate" attraverso paure od illusioni presenti in sé, e spesso inconscie, al pari di un Medium.
La Sensitività indica una percezione dell'eterico cioè di uno qualsiasi dei piani non fisici dello spazio-tempo.


 Per iniziare una seduta spiritica si deve avere ben chiaro cosa si vuole chiedere e chi si vuole evocare. Non si sa mai chi può rispondere o meno all’appello, quindi è importante essere sicuri di quello che si vuole.  Rinunciare se si è troppo suscettibili e facilmente impressionabili, rischiereste di andare in analisi per anni per lo spavento preso anche per un fruscio o una porta della casa che sbatte.

  • i presenti devono restare uniti tenendosi per mano intorno al tavolo qualsiasi cosa accada;
  • la disposizione a cerchio e tenersi per mano proteggono i presenti, in primis il medium
  • la sua energia e medianità fluiscono per mano a tutti presenti. Se i medium sono più di uno, le medianità si sommano. La medianità si trasmette per contatto fisico, e dopo alcune sedute anche i presenti potrebbero avere manifestazioni paranormali;
  • a seconda delle convinzioni personali, le entità possono essere (solo defunti, oppure angeli, demoni, larve astrali, ecc) parlano da una dimensione esterna alla nostra Nella pratica esotecica non vi sono garanzie che le entità invocate siano effettivamente i propri cari, nemmeno se forniscono informazioni personali che soltanto loro potevano conoscere in vita, ovvero se predicono eventi futuri, manifestando un'attenzione e amore particolari verso i presenti.
Il medium chiama uno spirito-guida che svolge il ruolo di intermediario dal lato del mondo spirituale, governando la seduta per tenere lontane entità negative che tentano di manifestarsi. Se il medium chiede un'evocazione, l'entità si manifesta all'esterno, restando separato dalla coscienza dei presenti; se la invoca, entra nel corpo del medium, che può restare inabitato e cosciente, ovvero entrare in trance completamente posseduto dallo spirito, col risultato di parlare lingue sconosciute, con ricordi e un tono di voce che non sono i suoi.

Fenomeni tipici che si possono verificare durante le sedute spiritiche sono: registrazione di voci, divinazione di eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la propria mano spinta a scrivere, come se fosse guidata da un’altra personalità), comparsa di ectoplasmi, cioè forme corporee fluidiche nelle quali si materializzerebbero gli spiriti.
Il discernimento che si acquisisce coltivando la centratura, è uno stato di vigilanza che permette di vagliare il flusso dei dati. Aprire la porta comunicante è definitivo, ed illudersi di poterla richiudere per tornare ad uno stato di ‘inconsapevolezza’ significa in realtà lasciarla incustodita. Lo stato di vigilanza che dovrebbe caratterizzare chi si è aperto, favorisce il sottile riconoscimento di ciò che è proprio da quello altrui, poiché a questo punto pensieri ed elaborazioni possono sembrare “propri”. 

Nella comunicazione tra i mondi si è responsabili in prima persona di ogni percezione raccolta, non importa quale sia la provenienza, essendo la responsabilità su questo piano di chi su questo piano agisce.

Il discernimento è particolarmente importante durante la percezione mentre la centratura pesa maggiormente nell’elaborazione del percepito. Poiché lo stato di coscienza che permette la percezione è definito alterato, cioè “altro” o “modificato” rispetto allo standard, così la trasposizione sul piano umano può incontrare una serie di filtri e strutture della personalità di cui spesso non si è consapevoli e che influiscono su integrità e chiarezza di percezione, elaborazione e trasmissione.

La qualità del collegamento e della percezione sono caratterizzati dall’integrità della persona e del suo stato di coscienza del preciso momento in cui questi avvengono. Supporre che questa apertura garantisca percezione e corretto trasferimento immutabili nel tempo, significa non tenere conto degli aspetti umani e contingenti che coinvolgono la personalità. Il continuo lavoro di raffinamento degli strumenti percettivi non garantisce di per sé la qualità della comunicazione, qualità che dipende in buona misura dal grado di consapevolezza della persona in quello specifico momento.Il teosofo svedese Emenuel Swedenborg (1688-1772) affermava che gli animali erano delle "bussole viventi", governate da campi d’azione del tutto sconosciuti all’uomo. Oggi alcuni non hanno timore di parlare di gatti medium e a tale riguardo sono state proposte delle spiegazioni ardite, facendo entrare in gioco un senso sconosciuto, il cosiddetto psi trailing. Secondo questa teoria, esisterebbe una sorta di comunicazione telepatica tra il gatto e il suo padrone, o tra il gatto e determinate persone, che guiderebbe il gatto sperduto per mezzo di vibrazioni che esse sarebbe in grado di percepire. Gli Egizi già credevano a questo tipo di telepatia; si legge infatti in un papiro scoperto a Saqqàra: <<quando tu pensi, esso (il gatto) ti capisce anche se le tue labbra non si muovono e se la tua bocca non pronuncia alcuna parola. Esso legge in te con lo sguardo degli Dei>>. Anche nel Medioevo gli stregoni venivano accusati di comunicare per via telepatica con i loro gatti.

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