lunedì 8 luglio 2013

Rituali


I rituali fanno parte della storia ancestrale dell'uomo , ciò che  Jung definì inconscio collettivo.
Servono, come disse Gibram a togliere il velo della non conoscenza.
"Ma voi siete la vita e voi siete il velo:

La bellezza è l'eternità che si guarda in uno specchio.
Ma siete voi l'eternità e siete voi lo specchio."
Kahlil Gibram
Con il termine rito (o rituale) si intende ogni atto, o insieme di atti, che viene eseguito secondo norme codificate.
I riti sono strettamente connessi con la religione, il mito (si dice che il rito riassume e riattualizza il mito) e la sfera del sacro: ogni rito religioso svolge la funzione di rendere tangibile e ripetibile l'esperienza religiosa, sottraendola alla dimensione tutta privata della mistica.
Tramite il rituale, soprattutto all'interno della celebrazione di una festa, le varie componenti religiose come i miti, le prescrizioni, le formule, divengono reali e normative per tutti i partecipanti.
L'uomo religioso affida al rito i momenti più critici della sua esistenza personale e della collettività di cui fa parte, come ad esempio la nascita, la morte, il raggiungimento della pubertà, la guerra, cercando in esso la garanzia del mantenimento della propria identità e di quella della comunità di appartenenza.I pagani attuavano riti anche per fermare il vento, esattamente come per proteggersi dalla forza distruttiva del fuoco; venivano utilizzate generalmente quattro piume (preferibilmente una per ciascuno dei seguenti colori: bianco, blu, giallo e nero) che rappresentavano ognuna i quattro venti cardinali. Le quattro piume venivano legate assieme strettamente con uno spesso spago, messe sul fondo di una ciotola e ricoperte completamente di sale di modo da non essere più visibili: con questa operazione era credenza che i venti fossero legati e portati a terra, di modo da calmarsi velocemente.
Vi sono anche testimonianze di credenze per le quali alcune Sacerdotesse Sciamane erano in grado di fermare un ciclone piantando un coltello nel terreno, con la lama affilata rivolta in direzione della tempesta. Si diceva che il coltello “tagliava il vento”, così che una determinata zona fosse risparmiata dall'uragano.
Tra le Sacerdotesse Sciamane che professavano la Vecchia Religione, ve ne erano alcune di rango superiore, generalmente le più anziane, che erano considerate delle chiaroveggenti: si riteneva cioè che avessero la capacità di entrare in contatto con gli spiriti che governavano i vari elementi della natura chiamati appunto “Elementari” per chiedere loro benefici o conoscere gli eventi futuri.

Le Sacerdotesse Sciamane consideravano il fuoco governato da degli spiriti chiamati “salamandre”: in antichità infatti era diffusa la bizzarra convinzione che gli anfibi che vanno sotto questo nome potessero resistere al fuoco e si generassero da esso, ed è questo il motivo per cui leSacerdotesse Sciamane identificarono gli spiriti del fuoco con questo nome.

Le salamandre non sono molto radicate nell'immaginario popolare e nel folklore, ma al contrario sono le protagoniste indiscusse della più ermetica tradizione magica ed alchemica: in moltissimi rituali dell'antichità legati alla metallurgia, i fabbri-sacerdoti invocavano le salamandre a protezione del loro lavoro; gli alchimisti medievali prima di tentare le trasmutazioni della materia nei loro crogiuoli, rivolgevano invocazioni agli elementari del fuoco; i magi persiani adoravano particolarmente il fuoco e ne traevano oracoli per onorare le salamandre.

Il ruolo delle visioni delle Sacerdotesse Sciamane chiaroveggenti, potrebbe aver sortito effetti simili a quelli che oggi suscitano i medicinali placebo nelle persone ipocondriache: gli uomini hanno sempre avuto bisogno di affidarsi a delle convinzioni e un certo riscontro di queste convinzioni, reale o meno che siano è irrilevante, generava senza alcun dubbio nelle Sacerdotesse Sciamane della Vecchia Religione del benessere.

In fin dei conti anche le religioni moderne, più o meno volontariamente, ricoprono questo ruolo, cioè quello di confortare e rassicurare chi ha fede. Ancora oggi, gli sciamani meso americani ad esempio, utilizzano tecniche ingannevoli per alleviare i dolori degli abitanti dei propri villaggi o per estirpare convinzioni radicate di malessere o semplice ipocondria: attraverso rituali che altro non sono che abili giochi di prestigio, gli sciamani fanno credere di estirpare il male dalle persone che si credono, ad esempio, possedute da un demonio, esorcizzando la cosa mostrando serpenti spettacolarmente tirati fuori dal ventre dei malcapitati.

Si tratta ovviamente di finzione, ma i meccanismi mentali di auto convincimento che con questi riti gli sciamani generano, sono pressappoco i medesimi generati dai medicinali placebo. Nel caso delle Sacerdotesse Sciamane chiaroveggenti della Vecchia Religione, entrare in contatto con spiriti benevoli e chiedere loro beneficio, voleva rassicurare il proprio popolo che il raccolto sarebbe stato abbondante e che le carestie non sarebbero arrivate, generando senza dubbio una gioia ed una serenità non indifferente

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