sabato 13 luglio 2013

Satanismo e messe nere: esoterismo per incompetenti



Satanismo e messe nere sono forme di esoterismo per incompetenti che hanno poche o nessuna conoscenza su ciò che è la tradizione esoterica

Tra le sette di tipo distruttivo forse le sette sataniche sono le più pericolose soprattutto a causa del carattere negativo che deve contraddistinguere ogni componente e le pratiche ritualistiche di morte che alcune di esse mettono in atto. Le sette sataniche sono gruppi organizzati in modo gerarchico. AI vertice c'è un capo, che fa da tramite tra il gruppo e Satana.Anche le sette hanno una gerarchia ecclesiastica tra le altre cose MOLTO rigorosa, ci sono : simpatizzanti, i fedeli, i diaconi, i sacerdoti, i vescovi e ovviamente il sommo sacerdote leader del Gruppo.
Il vuoto esistenziale, l’assenza di valori, la noia, il desiderio di avere esperienze ed emozioni nuove sono i maggiori fattori di attrazione verso il satanismo

La prevenzione, ovvero l’educazione dei giovani ad una ‘conoscenza critica’ del fenomeno è la cosa migliore da fare. L’adolescente potrebbe essere attratto dalla setta satanica perché potrebbe considerare questa scelta un suo simbolico quanto definitivo allontanamento dai genitori. Del resto, non dobbiamo dimenticare che l’atteggiamento di rivolta nei confronti dei genitori, tipico degli adolescenti, è molto simile a quello attribuito a Satana nei confronti di Dio, e dunque l’attrazione verso la setta potrebbe anche dipendere da una certa identificazione con il comportamento ribelle del diavolo



La Kabbala, che è la forma della Tradizione più vicina a noi, insegna che l’universalità degli esseri e delle cose, si 
compone di piani o mondi sovrapposti, raffigurati come dei cerchi concentrici. A questi mondi ha dato i seguenti nomi: 
Asiah, Jesirah, Briah e Aziluth. 
Asiah contiene il nostro globo e i pianeti, ed è anche la residenza degli elementali inferiori o, più esattamente, delle 
anime prive di corpo fisico ma ancora in contatto con l’universalità degli esseri viventi sulla terra. In rapporto a noi, alla 
nostra benchè minima capacità di contare, sono infiniti nel tempo e nello spazio. Per loro: un chilometro non significa 
nulla o almeno non dice nulla. Jesirah è l’ambito degli Angeli o elementali superiori, la loro potenza è ancor più vasta e 
per noi è impossibile concepirne il limite. Briah è la residenza delle anime libere. Queste non sentono più alcuna 
attrazione verso il mondo terrestre in particolare, esse ci sovrastano dall’alto. Aziluth infine, è il vortice centrale di luce

e calore. Il Tutto che simboleggia la Potenza divina
Tra gli esoteristi gli  asceti, gli yogi, tendono verso l’equilibrio ma disprezzano i beni materiali e non ne vogliono godere. 
Possiedono invece un notevole potere psichico. Proiettano con forza il proprio pensiero e spesso riescono a piegare la 
volontà altrui. Se riandiamo al pentacolo di Salomone, dobbiamo ammettere che questo teorema è pieno di logica. 
Avviene allora ciò che molti occultisti hanno chiamato “sottomissione agli elementali” o “sottomissione allo spirito del 
male” come si diceva prima della Rivoluzione. Ciò non significa negare il libero arbitrio ma soltanto riconoscere 
l’esistenza di esseri superiori, capaci di guidare le nostre azioni e facilitare la realizzazione dei nostri desideri. Gli 
elementali, qualunque sia il nome che gli si vuol dare, hanno conquistato il diritto alla cittadinanza così come ce l’hanno 

gli spiritisti e gli occultisti che vogliono negarne l’esistenza. 

Lo Yoga si compone di otto parti distinte, di cui le prime due sono di carattere esclusivamente spirituale: 
purificazione dello spirito 
purificazione del corpo. 
Le seconde due hanno lo scopo di accrescere il potere fluidico: 
respirazione ritmata 
concentrazione del pensiero. 
Le due successive sono il prodotto delle precedenti e servono a svilupparle e a miglirarle: 
meditazione, conmtemplazione 
realizzazione dei desideri. 
Le ultime due sono sistemi meccanici per facilitare il movimento fluidico dell’aura: 
posizione del Siddha 

posizione del Padma. 

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