domenica 28 luglio 2013

Torino città del diavolo




Torino è sicuramente una città dove l'esoterismo e la magia sono di casa.
Tra gli esoteristi purtroppo si trovano anche seguaci del diavolo.

Molte persone pensano che le pratiche esoteriche siano prive di senso in quanto l'esoterismo non è spiegabile con i metodi scientifici.
 Sembra assurdo, non è spiegabile scientificamente, eppure, la stessa scienza che risponde praticamente a tutti i quesiti dell’uomo non ci ha mai spiegato attraverso quale veicolo od elemento si propaghi la luce. E la luce, in barba a tutte le scienze, continua impassibile a propagarsi.
Ma tornando a Torino , quali sono le ragioni che ne fanno una capitale mondiale dell'esoterismo?

Torino svela il suo volto oscuro tramite simbologie magiche spesso ignorate, tra gli affreschi dei palazzi barocchi, tra le effigi delle sue statue, tra gli obelischi eretti da architetti ignoti.
La magia di Torino dipende dalla sua 
particolare posizione: la città sorgerebbe 
su un punto di intersezione tra correnti 
energetiche terrestri, situato perfettamente sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco di piazza statuto,
il punto più nefasto proprio nel centro della città: piazza Statuto, la porta dell'inferno.
Questa zona rappresenta il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene e il Male; e perché qui vi era la "vallis occisorum" (da cui prese il nome l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura. La necropoli potrebbe essere vastissima ed estendersi sotto corso Francia, corso Principe Eugenio, via Cibrario e via San Donato, che si diramano a raggiera dalla piazza. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna, soprannominato " ‘l rondò dla forca". Coincidenza vuole che dall’aiuola centrale di piazza Statuto si acceda alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città; e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno.
Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.
In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana.L'angelo infatti indossa sul capo un pentacolo con le due punte rivolte verso l'alto. Il pentacolo nella tradizione iconografica, è il simbolo della conoscenza, e latore o custode della conoscenza, del lume della ragione, nella tradizione ebraico-cristiana è Lucifero, l'angelo caduto. 

Nella geografia occulta della magia, dove due più due non fa  quasi mai quattro, una città non nasce mai per caso. Magari accade oggi, anche perché gli spazi sono quelli che sono, ma nell’antichità prima ancora che di architetti e costruttori, era affare di maghi, aruspici e sacerdoti. Ed una volta scelta l’ubicazione più fausta, un sacrificio rituale sigillava col patto del fuoco e del sangue l’accordo con le divinità tutelari.
Sempre secondo remotissime conoscenze, fiumi di energia solcano il nostro pianeta, arrivando dalle profondità dell’Universo per poi ritornarvi. Talvolta affiorano raso terra o s’inerpicano sulle cime delle montagne o sprofondano sotto gli oceani o la crosta terreste. A volte s’incrociano con altre linee formando strani nodi, sconosciuti al profano ma ben noti ai veggenti di ogni tempo e paese, utilizzati da questi ultimi in quanto “Punti di Potere”. Come quello su cui s’adagia Torino, appunto.
La nascita delle sette sataniche e magia nera a Torino  invece è recente e risale agli anni 60-70
Nel 1968 Torino è una città-laboratorio della contestazione operaia e studentesca, segnata dalla presenza nello stesso tempo di forme anticlericali (spesso, ancora, di carattere goliardico) e di una attiva massoneria “di frangia”, ripudiata dalle obbedienze massoniche maggioritarie e interessata all’occultismo e alla magia sessuale. È in questi ambienti che le notizie giornalistiche sull’esistenza di satanisti in California e altrove suscitano una certa curiosità. Un primo gruppo di persone – che gravitano, appunto, nell’ambiente delle massonerie “di frangia” occultiste – si indirizza alla Chiesa di Satana californiana (che conserva nei suoi archivi traccia di questi contatti piemontesi, fra il 1968 e il 1970). Su questa base nasce una “Chiesa di Satana” di Torino.
Giacché alcuni di costoro si rendono conto del carattere “razionalista” degli insegnamenti del fondatore della Chiesa di Satana californiana, Anton Szandor LaVey (1930-1997), nasce l’idea di rivolgersi altrove alla ricerca di un “vero” satanismo. Le origini della seconda formazione denominata a Torino “Chiesa di Satana”, più strettamente “occultista”, sono così strane da poter essere considerate paradossali. Un romanziere e folklorista francese, Claude Seignolle (nato nel 1917), aveva pubblicato diversi libri raccogliendo tradizioni popolari sul Diavolo, di cui uno dal titolo promettente, Les Evangiles du Diable (Maisonneuve & Larose, Parigi 1963). Personaggio curioso, Seignolle si è sempre divertito a presentarsi come un mago di campagna capitato quasi per caso a Parigi, e a lasciare circolare voci che lo dipingono come detentore di segreti esoterici (benché il suo interesse per il folklore demoniaco muova da studi effettuati sotto la guida di etnologi accademici). Avvicinato nel 1969 da torinesi che cercano un’iniziazione satanista più genuina di quelle che LaVey vende per corrispondenza, Seignolle li benedice e li incoraggia, fra il serio e il faceto. È sufficiente perché tornino a Torino convinti di avere ricevuto una “vera” iniziazione a una tradizione trasmessa di padre in figlio, il che determina uno scisma nel piccolo mondo dei satanisti torinesi. 
le linee guida per i satanisti sono fornite dalla bibbia di satana scritta da Anton Szandor LaVey.
Ecco i precetti fondamentali.

Le Nove Affermazioni Sataniche
from The Satanic Bible, ©1969
by Anton Szandor LaVey


1. Satana rappresenta indulgenza invece di astinenza!2. Satana rappresenta l'energia vitale invece di sogni spirituali di cornamuse!
3. Satana rappresenta saggezza manifesta invece di autoinganno ipocrita!
4. Satana rappresenta gentilezza e tenerezza a chi le merita invece di amore sprecato agli ingrati!
5. Satana rappresenta vendetta invece di porgere l'altra guancia!
6. Satana rappresenta responsabilità a chi è responsabile invece di considerazione per vampiri psichici!
7. Satana rappresenta l'uomo giusto come un altro animale, talvolta migliore, molto spesso peggiore di quelli che camminano a quattro zampe, che, a causa del suo “sviluppo divino spirituale e intellettuale,” è diventato l'animale più vizioso di tutti!
8. Satana rappresenta tutti i così detti peccati, finché tutti loro portano a gratificazione fisica, mentale, o sentimentale! 9. Satana è stato il miglior amico che la Chiesa abbia mai avuto, perché Egli l'ha tenuta in affari tutti questi anni! 


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