lunedì 15 luglio 2013

Vita, filosofia e pensieri di OSHO

La vita di Osho

Mohan Chandra Rajneesh nasce nel 1931 a Cuchwada, in India, uno degli undici figli di un mercante di stoffe giainista. Nei suoi anni di adolescenza un'esperienza importante è la morte della cugina – e primo amore – Shashi, avvenuta quando Rajneesh aveva quindici anni. A diciannove anni s'iscrive all'università di Jabalpur; ottiene poi un dottorato all'Università di Sagar e inizia a insegnare filosofia al Raipur Sanskrit College. Già a ventuno anni, a Jabalpur nel 1953, ha una straordinaria esperienza di pace e di beatitudine, seguita da altre in cui sperimenta l'illuminazione. 

Osho era un professore di filosofia e viaggiò per l'India negli anni Sessanta del XX secolo come conferenziere e maestro spirituale. Le sue posizioni contro le religioni organizzate, le istituzioni politiche e le tradizioni suscitarono scalpore. Sosteneva anche una più aperta attitudine verso la sessualità, fatto che gli guadagnò il nomignolo di "guru del sesso" presso la stampa indiana e successivamente internazionale[9]. Nel 1970 si stabilì per breve tempo a Mumbai (Bombay) e, riconosciuto come "Maestro di Realtà" da quanti vivevano intorno a lui, prese ad iniziare discepoli, noti come neo-sannyasin. Nei suoi discorsi reintrerpretava gli scritti di tradizioni religiose, di mistici e intellettuali di tutto il mondo.
Trasferitosi a Pune nel 1974, fondò un ashram la cui eco divenne mondiale facendo aumentare vertiginosamente il numero di visitatori occidentali. Questo centro di crescita olistica (primo nucleo di quello che è tuttora il cuore pulsante dell’Osho International Meditation Resort) divenne una comunità dove si svolgevano anche attività commerciali e spettacoli teatrali e musicali. Per sette anni (1974-81) Osho vi tenne un discorso ogni mattina, toccando tutti gli aspetti possibili della ricerca spirituale e della società. Inoltre, a partire dal 1975, con l’arrivo di alcuni esponenti dello Human Potential Movement, le pratiche meditative furono integrate da terapie di gruppo, e la stampa iniziò a darne ampio risalto, anche per i suoi insegnamenti permissivi e provocatori. La sperimentazione sessuale – insieme con i pronunciamenti paradossali di Rajneesh, che critica violentemente sia il cristianesimo sia la retorica sui poveri; dal canto suo, giungerà a possedere novantadue Rolls Royce – rendono il maestro di Poona particolarmente controverso. In questo clima la nuova segretaria personale di Rajneesh, Sheela Silverman (Ma Anand Sheela) lo convince, nel 1981, dapprima a recarsi negli Stati Uniti per sottoporsi alle cure mediche di cui ha bisogno, quindi a trasferire la maggior parte dei suoi seguaci in un ranch nei pressi di Antelope (Oregon) dove nasce la comune di Rajneeshpuram. Nel 1982 la nuova città è registrata ufficialmente come tale. Si riproducono però i problemi di Poona: i vicini sono ostili e si arriva all'esplosione di bombe; le autorità indagano e Sheela – si discute se con l'approvazione o meno di Rajneesh – viola diverse leggi americane sull'immigrazione e sui permessi di soggiorno negli Stati Uniti, accumulando anche armi nel ranch. Soprattutto, Sheela – nel periodo in cui Rajneesh si ritira in silenzio – trasforma gradatamente un movimento libertario in una religione organizzata che chiama "rajneeshismo", nel cui ambito si assicura quasi tutti i poteri.Quando Rajneesh riprende a parlare, denunciando l'opera di Sheela, nel settembre 1985, la sua segretaria abbandona Antelope con quindici seguaci e con oltre cinquanta milioni di dollari di proprietà della comune. Sheela sarà poi arrestata e condannata a quattro anni di detenzione; le autorità arrestano però anche Rajneesh mentre tenta di volare verso le Bermuda. Il maestro sarà condannato soltanto per violazioni minori alla legge sull'immigrazione – a una multa di quasi mezzo milione di dollari –, ma le circostanze del suo soggiorno nelle carceri americane rimangono oscure e i discepoli sospettano che sia stato, oltre che maltrattato, avvelenato. Abbandonati gli Stati Uniti, dopo avere tentato invano di negoziare con altri Paesi un trasferimento della comunità, torna in India nel 1986 e dal gennaio 1987 guida nuovamente l'ashram di Poona, che ridiventa il centro del movimento. Alcuni pensavano che l'organizzazione di Rajneesh si sarebbe rapidamente sfaldata e che i danni causati nell'epoca di Sheela fossero irreparabili.
Venne estradato dopo una richiesta di patteggiamento Ventuno Stati gli negarono l'ingresso, e Osho dovette viaggiare a lungo prima di tornare a Pune, dove morì nel 1990

di Se stesso:
Mai nato
Mai morto
Ha solo visitato il pianeta Terra
tra l'11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990

Sulla Filosofia
Filosofia, la parola stessa, significa “amore per la saggezza”; e i filosofi non hanno nulla a che vedere con la saggezza! La saggezza accade solo tramite la meditazione … La vera filosofia non ha nulla a che fare con il pensare, al contrario, ha tutto a che fare con la trascendenza del pensiero: andare al di là, e ancora al di là del pensiero. Andare al di là della mente, fino a raggiungere il puro spazio della nonmente.
La vera conoscenza consiste nel conseguire livelli dell'essere più elevati, piani dell'essere superiori; non si tratta di una conoscenza maggiore, ma di un essere più elevato. La vera via è essere di più, non conoscere di più.


Sull'amore
Puoi essere preso da un amore profondo e tuttavia essere solo. Di fatto solo se sei preso da un amore profondo puoi essere solo.
La profondità dell'amore crea un oceano intorno a te, un oceano profondo e tu diventi un'isola, sei completamente solo.
Certo, l'oceano continua a flagellare le tue sponde con le sue ondate, ma più l'oceano si infrange sulle tue sponde con le sue ondate e più tu sei integrato, radicato, centrato.
L'amore ha valore soltanto quando ti da la solitudine. Ti da lo spazio sufficiente per restare solo.
Sul sesso

Il sesso, per Osho, è l’energia primaria e fondamentale dell’essere umano, ha una natura divina. Le religioni storiche lo hanno sempre condannato e represso causando danni incalcolabili all’umanità. Il sesso resta tuttavia una pura funzione biologica e arriva un momento in cui dev’essere trasceso. In un’intervista al giornalista Enzo Biagi, Osho affermò che
« tutti gli animali sono esseri sessuali, solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime, e questo è l'amore. L'amore può contenere in sé il sesso, il sesso non può inglobare in sé l'amore. Il sesso è una cosa minuscola, l'amore è vasto e tremendo, può esistere anche senza il sesso. Un rapporto d'amore non deve necessariamente implicare il sesso. Anzi, per esperienza posso dire che più ci si eleva oltre il sesso e più si inizia a gioire di una comunione spirituale con un amico, una donna, un uomo. Da quello stato di comunione il sesso sembra così distante, così vittima della biologia, se confrontato con la libertà che dà l'amore, con la crescita e l'espandersi che continua ad avere, che è possibile non desiderare più di scendere nelle valli oscure della sessualità. Ma io non impongo limiti di nessun tipo. Dico semplicemente che quando l'amore cresce in profondità, il sesso impallidisce. E quando l'amore raggiunge la sua estrema fioritura, il sesso scompare. Diventa una cosa infantile.
Sulla Morte
Per Osho la morte non esiste, è soltanto un inganno dei sensi, una “finzione”. La nostra consapevolezza è immortale, mai ha avuto inizio e mai finirà, in quanto parte di un Tutto altrettanto eterno e infinito. “La vita e la morte sono un unico fenomeno, – spiegò – in realtà non esiste nulla che si possa definire morte: la vita è eterna”. Dunque, è soltanto il corpo a consumarsi e perire, la nostra reale essenza invece è immortale e, dopo la morte fisica, si trasferisce semplicemente in un altro corpo, in un’altra dimensione; oppure, qualora si muoia in piena consapevolezza, come un buddha, ci si libera dal ciclo di nascita e morte e si rimane radicati nel proprio essere, estaticamente fusi col Tutto.
"Te lο ripeto ancora una volta, deviα ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un'ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un'ipotesi da sperimentare.
Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo, ma solo come un'ipotesi.
Poiché io conosco la verità non ho bisogno di importi di credere ο di aver fede. Poiché conosco la verità, posso dirti: "È solo un esperimento, un'ipotesi temporanea", perché sono sicuro, al cento per cento, che se tu inizi a sperimentare per conto tuo, direttamente, la tua ipotesi diventerà la tua esperienza personale, non un credo, non una fede, ma una certezza. E solo le certezze possono salvarti. Credere sarebbe come affrontare un mare in tempesta, con una barchetta di carta.
Non si può assolutamente pensare di attraversare l'oceano dell'esistenza su una barchetta di carta. Hai bisogno di una sicurezza... non di credere, ma di una verità che hai sperimentato in prima persona. Non una verità altrui, presa in prestito dall'esterno: dev'essere tua! In questo caso, attraversare l'oceano sconosciuto e inesplorato diventa una gioia, diventa un'avventura eccitante e ricca di momenti di estasi."
"Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l'amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L'amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.
Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza."

sulla Meditazione

Lo strumento è la Consapevolezza, essere attenti in ogni istante a ciò che si pensa, a ciò che si dice, a ciò che si fa e a ciò che accade. E' necessario diventare cioè Testimone. Solo con il cuore, entrando quindi in uno stato di non-mente, si può arrivare a comprendere la realtà.

Meditare aiuta a entrare in uno stato di non-mente. La tirannica Mente ci obbliga all'inconsapevolezza. E' necessario farla fuori, bypassarla, per arrivare a Vero.
La realtà non è duale (amore-odio, freddo-caldo, maschio-femmina ecc.), lo stato di illuminazione è arrivare a trascendere la dualità per comprendere di essere una parte del Tutto. E a quel punto nulla importa più, le faccende umane perdono significato. E l'anima danza con tutto l'Universo, ricolma d'amore, poichè l'amore è la sostanza del Tutto. E' uno stato di felicità duratura, che pochi esseri umani sono riusciti a raggiungere.la meditazione non è contro l’azione: non devi affatto scappare dalla vita, semplicemente ti insegna un nuovo stile di vita. Diventi il centro di un ciclone: la tua vita continua… in realtà vortica in modo ancora più intenso, con più gioia, con maggior chiarezza, con maggior percettività, con più creatività; eppure tu resti distaccato: un semplice osservatore sulle colline. Osservi semplicemente tutto ciò che accade intorno a te: tu non sei colui che agisce, sei colui che osserva! 
Quello è l’intero segreto della meditazione: tu diventi l’osservatore, il fare continua da sé, non è un problema. Tagliare legna, portare acqua dal pozzo… puoi fare ogni sorta di piccole o grandi cose, una sola cosa non è permessa; e cioè non devi perdere la tua centratura. Quella consapevolezza, quella presenza che osserva, deve restare assolutamente limpida, indisturbata.

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