domenica 17 novembre 2013

La Morte e la Fisica Quantistica


La Morte



La morte ha qualcosa di paradossale: pur essendo uno dei momenti più significativi nella vita di una persona, perché la conclude e perché intorno ad essa il pensiero ha elaborato riflessioni e rappresentazioni a non finire, non è traducibile in alcuna esperienza.La vita e la morte sono aspetti naturali che andrebbero vissuti in maniera naturale, secondo le leggi della natura. E nella natura la morte, in realtà, non esiste se non come forma di passaggio. La morte è l'anticamera di una nuova vita. Tutto è trasformazione. Vita e morte fanno parte di un immane processo di trasformazione, di cui noi non vediamo né l'inizio né la fine.Gli animali sanno istintivamente ciò che l'uomo dovrebbe apprendere, e cioè che nel mondo tutto è interconnesso, tutto è interdipendente.Una qualunque religione che predichi un paradiso nell'aldilà e che quindi ponga una netta demarcazione tra vita e morte, è inevitabilmente contraria all'idea di perenne trasformazione. In ultima istanza è una religione che odia la vita in quanto ama solo una possibilità di vita completamente diversa.Religioni di questo genere finiscono nell'alienazione mentale o restano comunque una forma di filosofia rassegnata. Spesso, per evitare queste forme di alienazione, si finisce col credere che l'unica vita possibile sia quella - carica di contraddizioni antagonistiche - che si vive sulla terra e che la morte (da evitare se non da odiare con tutte le forze) costituisca la fine di tutto.